Violenza in TV, guerre, omicidi: come spiegarli ai nostri figli?

Ecco come un professore della facoltà di Scienze della Formazione ci suggerisce di spiegare ai più piccoli le brutture che ci circondano, dagli omicidi alle guerre

violenza in tv

Ogni qualvolta si accende la televisione vediamo immagini violente di omicidi o di altri crimini efferati nonché di sesso troppo difficili da spiegare ai nostri figli. Già qualche tempo fa una ricerca pubblicata poi sulla rivista Pediatrics sosteneva che i bambini diventano “insensibili” per colpa della violenza di film e videogiochi. Ma come bisogna comportarsi riguardo a tali visioni? Questo è quello che una mamma si è chiesta e ha chiesto agli esperti.

Violenza in TV, ecco come spiegarla ai nostri figli

Una mamma, preoccupata per le brutte immagini trasmesse ormai a qualsiasi ora del giorno in televisione ha chiesto come comportarsi con i figli, se dare loro una spiegazione o cercare di ignorarle. Questa la domanda:

Sono madre di due figli (5 e 10 anni) e sempre di più mi spaventa non solo pensare al mondo in cui ho messo i miei figli – tra guerre, terrorismo, violenza contro le vittime più innocenti – ma anche il fatto che i miei bambini possano vedere immagini tremende di uccisioni e attentati, morti e feriti, e sentano parlare di queste tragedie di cui ormai discutono anche i bambini. Non dovrebbero essere protetti da queste terribili realtà ? Che cosa posso fare in questa situazione?”

A dare una risposta a questa mamma ci ha pensato Anna Rezzara, professore ordinario di pedagogia presso la facoltà di Scienze della Formazione all’Università Bicocca di Milano. Secondo la Rezzara nonostante il nostro istinto ci spinga a cambiare prontamente canale per non turbare i nostri figli la cosa giusta da fare sarebbe spiegare loro, con le dovute maniere, di cosa si tratta. Ormai, ahinoi, la realtà che ci circonda è intrisa di violenza per cui meglio essere noi a spiegare con i termini adeguati determinate brutture piuttosto che si approccino alle stesse nel modo sbagliato.

Due sono, principalmente, le cose da fare, ovvero:

  • aiutare i nostri figli a esternare le loro ansie e i loro pensieri,
  • rispondere loro rassicurandoli che saranno sempre da noi protetti

per cui, ogni volta che vediamo scene cruente o ascoltiamo i racconti di crimini commessi a danno di altre persone, chiediamo il loro stato d’animo, rispondiamo ai loro “perchè” e rassicuriamoli. Il tutto deve, poi, essere adeguato all’età dei nostri figli.

Per ogni età c’è un modo e un linguaggio da utilizzare. Con i bimbi più piccoli bisogna evitare parole troppo difficili e dare spiegazioni semplici e dirette. Farli sentire protetti abbracciandoli e rassicurandoli che noi genitori saremo sempre lì pronti a difenderli e a proteggerli.

Per i bimbi con un’età compresa oltre i 7-8, quindi in età scolare, sarà utile cercare dei motivi plausibili riguardo ciò che vedono in TV o di cui sentono parlare. È importante anche per loro sentirsi protetti e, soprattutto, lontani dalle brutture che ci circondano. Rispondere a tutte le domande non eludendone alcuna poiché il comprendere una determinata situazione, anche se brutta, rende la stessa meno temibile. Per rassicurarli, oltre che abbracciandoli, occorre anche soddisfacendo ogni loro seppur minima curiosità

Ricordiamo che, indifferentemente dall’età dei nostri figli, trasmettiamo loro tutte le nostre preoccupazioni e le nostre angosce per cui cerchiamo di tenerle a bada poiché le stesse influiranno sul loro stato d’animo molto più delle nostre parole.

Io ho ancora nitida l’immagine di mio figlio che, con gli occhi sgranati. dopo aver sentito il TV la storia di una mamma che aveva ucciso il figlio, mi ha chiesto “mamma, perché questa mamma ha ucciso il figlio?”. Io gli ho risposto “amore, questa non è una cosa naturale. Questa mamma era malata. Le mamme non uccidono i figli, le mamme li proteggono perché più importanti della loro vita stessa”, l’ho abbracciato e baciato ma per diversi giorni ha continuato a parlarmi di questo bimbo morto. E voi unimamme come affrontate tale tema?

(Fonte: corriere.it)

Firma: Francesca Nicoletti

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