L’Italia è tra i 10 Paesi migliori in cui essere bambini

 

Unimamme, forse vi farà piacere conoscere i risultati dell’ultimo report sull’infanzia pubblicato da Save the Children in cui l’Italia risulta nella classifica comprendente le 1o migliori posizioni.

Infanzia nel mondo: un drammatico bilancio

Essere bambini in Italia è una fortuna, stando a uno studio della nota organizzazione a favore dell’infanzia compiuto su 172 Paesi.

Dall’indagine compiuta emerge che il Niger è la nazione peggiore del mondo dove essere bambini. Ecco la classifica finale dei Paesi dove i bambini sono meno a rischio:

  • Norvegia
  • Slovenia
  • Finlandia
  • Olanda
  • Portogallo
  • Irlanda
  • Islanda
  • Italia
  • Belgio, Cipro Germania, Sud Corea

Al contrario in altri Paesi la sicurezza e il benessere dei piccoli sono gravemente a rischio:

  • Guinea
  • Sierra Leone
  • Burkina Faso
  • South Sudan
  • Chad
  • Somalia
  • Repubblica Centrale Africana
  • Mali
  • Angola
  • Niger

Il report, denominato Stolen Childhood, presentato in occasione dalla Giornata Internazionale dei Bambini il 1 giugno, immagina il primo indice della fine dell’Infanzia.

Al di là dell’ottimo risultato ottenuto dall’Italia, il rapporto evidenzia che, nel mondo, ci sono 263 milioni di minori che non frequentano la scuola, mentre 1 bambini su 4 (700 milioni) non possono vivere la loro infanzia a causa di:

  • guerre
  • persecuzioni
  • matrimonio e gravidanza in tenera età
  • lavoro minorile
  • malnutrizione e malattia
  • assenza di scuole

Per quanto riguarda la malnutrizione un piccino che non riceve subito il nutrimento adeguato non riesce a svilupparsi in maniera appropriata, se questo avviene nei suoi primi 1000 giorni di vita diventa una condizione raramente irreversibile.

La metà delle morti dei bimbi sotto i 5 anni possono essere attribuiti alla malnutrizione. 156 milioni di bambini sotto i 5 anni sono stati “arrestati” nel loro sviluppo con gravi conseguenze.

A livello globale 16 mila bambini al giorno muoiono prima di compiere 5 anni, la maggior parte sono piccini nati nei Paesi in via di sviluppo.

  • 5% per malaria
  • 6% ferite
  • 9% difetti congeniti
  • 9% diarrea
  • 12% complicazioni del parto
  • 15% polmonite
  • 18% prematurità

Si tratta di malattie che potrebbero essere prevenute e che nei Paesi Occidentali sarebbero gestibili.

I tassi più alti di morti infantili si trovano nell’Africa Sub Sahariana:

  • Angola (157 bambini morto per 1000 nati vivi)
  • Chad (139)
  • Somalia (137)
  • Repubblica Centro Africana (130)

I tassi più bassi si trovano invece in:

  • Lussemburgo (1,9)
  • Islanda (2)
  • Finlandia (2,3)
  • Norvegia (2,6)
  • Italia quasi 3,5

Rispetto al 2000 in cui vi erano 375 milioni di bambini privi di educazione scolastica, ora il tasso si è ridotto a 263.

Le ragazze sono le più inclini ad essere escluse dall’educazione scolastica, rispetto ai maschi. Nell’Africa Sub Sahariana 9 milioni di bimbe non andranno mai a scuola contro 6 milioni di maschi. Sempre in Niger il 55% dei bimbi non frequenta la scuola, a Djibouti il 61% e in Eritrea il 63%. In Sud Sudan: il 63%. In Italia invece 3 ragazzi ogni 100 (2,8) non vanno a scuola. I bambini rifugiati hanno 5 probabilità in più di non andare a scuola rispetto ai coetanei.

A livello Globale il tasso di bambini non scolarizzati è il seguente:

  • Mali: 39%
  • Niger: 34%
  • Pakistan 26%

Per quanto riguarda i lavori rischiosi 168 milioni di bambini sono costretti a lavorare, di questi 85 milioni svolgono lavori pesanti o pericolosi che possono compromettere la loro salute:

  • fisica
  • psicologica
  • sociale
  • lo sviluppo educativo

I bambini poveri sono quelli più a rischio. In Nepal il 37% dei bimbi tra i 5 e i 17 anni lavorano. 9 su 10 di questi ragazzini svolgono lavori pericolosi.

Come al solito però, la percentuale più alta di lavoro infantile si riscontra nell’Africa Sub Saharian.

  • in Camerun il 47%
  • in Somalia il 49%
  • Guinea Bissau e Benin 56%
  • Mali 56%

Anche il matrimonio precoce è un problema. Una bambina sotto i 15 anni ogni 7 secondi è costretta a sposarsi.

Si tratta di 15 milioni di ragazze ogni anno sotto i 18 anni.

  • in Niger il 60% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni si sposa
  • Repubblica Centro Africana 55%
  • Sud Sudan 40%
  • Bangladesh 44%

In Europa 1 ragazza su 10 si sposa prima dei 18 anni.

Tutto questo si lega al fatto che ogni anno 17 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni partoriscono. Il 95% di queste nascite si verifica nei Paesi in via di sviluppo.

Le bambine  sono a rischio per quanto riguarda malattie sessualmente trasmissibili, il pericolo di violenza domestica, sperimentare pericolose complicazioni durante il parto.

Inoltre 1 bimbo su 80 è stato costretto ad abbandonare la propria casa per sfuggire a guerre e persecuzioni (tra cui 10 milioni di rifugiati, mentre 17 milioni sono stati dislocati.)

Ecco l’elenco dei Paesi in cui i bambini sono stati più colpiti dalla guerra:

  • Syria
  • Sud Sudan
  • Somalia
  • Repubblica Centro Africana
  • Colombia 7,5milioni
  • Afghanistan
  • Iraq
  • Yemen
  • Sudan Eritrea

Più di 200 bambini vengono uccisi ogni giorno. Nel 2015 più di 75 mila diciannovenni sono stati uccisi. Honduras, Venezuela e Salvador sono i Paesi con i tassi più elevati di omicidi di bambini, a causa dell’aumento della violenza.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questi dati raccolti da Save the Children?

Non dovremmo fare di più per tutti questi piccoli?

Noi vi lasciamo con 9 immagini della situazione dell’infanzia nel mondo.

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