I bambini continuano a morire prima dell’anno di vita e non è colpa della SIDS

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:27

Per anni i genitori sono stati bombardati dai messaggi sulla maniera corretta di mettere i bambini a letto: sulla schiena e usando dei riduttori per impedire la SIDS, ovvero la morte in culla. Invece un nuovo studio ha rivelato che i bambini comunque continuano purtroppo a morire nel sonno e non è colpa della Sindrome di morte improvvisa.

Morte improvvisa dei neonati, non sempre è SIDS 

Un nuovo studio condotto dai ricercatori del  MassGeneral Hospital for Children e il Newton-Wesley Hospital ha analizzato  8,869 casi di morte improvvisa negli Stati Uniti tra il 1995 e il 2014. Inoltre, hanno analizzato la morte infantile tra i 27 giorni di vita e la morte tra i 28 giorni e il primo anno (morte post natale).

Lo studio ha concluso che tra il 1995 e il 2014 gli episodi di morte improvvisa causati da soffocamento e strangolamento sono aumentati drammaticamente. Nei neonati, il numero è cresciuto dal 2 al 23%, mentre nei bambini postnatal la percentuale è cresciuta dal 3 al 25%.

La frequenza della morte in culla durante il primo mese di vita è più alta, con una media di 444 casi all’anno negli Stati Uniti, di cui il 66 nel primo giorno di vita e  130 nella prima settimana di vita”, dice l’autore principale, Joel Bass. “C’è stato un drammatico e inaspettato incremento delle morte attribuite al soffocamento e all’aspirazione nei neonati e nei bimbi fino ad un anno e queste morti sono potenzialmente prevedibili”. L’altro autore Ronald Kleinman dice che queste morti potrebbero appunto essere evitate perché i genitori non riescono a cogliere fino in fondo l’importanza delle posizioni per dormire.  Kleinman dice che persino il contatto pelle a pelle durante l’allattamento può contribuire a questi numeri. Inoltre le campagne che dicono ai genitori di non usare i riduttori – che diminuiscono il rischio di SIDS – potrebbero contribuire a queste morti. La mancanza di una conoscenza da parte dei genitori di linee guida sul sonno è un altro fattore di rischio.

“Le ricerche future devono esplorare meglio il periodo dell’ospedalizzazione che migliorerà le pratiche del sonno raccomandate per prevenire la morte improvvisa” dice Kleinman.

E voi unimamme lo sapevate? Intanto vi lasciamo con il post che parla di un bambino di 18 mesi aggrovigliato in una coperta: una tragedia evitabile.