Clio Evans, moglie di Lele Spedicato, parla del marito e del figlio (FOTO)

moglie lele spedicatoClio Evans, moglie di Lele Spedicato dei Negramaro, ha condiviso una foto per raccontare come sta affrontando la malattia del marito.

Clio Evans, moglie di Lele Spedicato, della band dei Negramaro, sta affrontando una situazione molto difficile, suo marito si sta riprendendo dopo più di 20 giorni di rianimazione mentre lei è diventata da poco mamma di Ianko.

Ricordiamo che il 17 settembre scorso Lele Spedicato si trovava in una villetta in Puglia, quando è crollato a terra dopo una fitta alla testa, Clio che fortunatamente era presente ha chiamato prontamente i soccorsi. Spedicato è arrivato in ospedale in codice rosso, aveva un’emorragia cerebrale e, dopo l’operazione è rimasto in coma farmacologico.

Solo il 10 ottobre scorso l’uomo è stato dichiarato fuori pericolo.

In questi casi, basta che uno sia da solo e lo perdi. Lele poteva essere in una camera d’hotel o io potevo essere sotto la doccia. Invece, c’ero, l’ho visto avere mal di testa e, in un attimo, perdere i sensi“.

Nel corso di un’intervista con Il Corriere la donna ha parlato dell’esperienza vissuta e del figlio appena arrivato.

Mentre era in ospedale Clio ha ammesso di essersi fatta forza pregando e attingendo alla sua fede.

Spedicato è ancora in rianimazione, ma Clio assicura che le sue condizioni stano migliorando.

Parlando del figlio ecco cosa dice Clio: “Il nostro bimbo è una spinta a reagire ancora meglio“.

Clio, sulla sua pagina Facebook, ha deciso di pubblicare una sua foto in cui mostra una cicatrice sulla testa.

clio evans lele spedicato cicatrice

 

 

 

 

Nel 2003 le avevano trovato una palla di 5 cm. nel cervello, si trattava di una placca anomala, ed è stata rimossa. Successivamente ha sofferto di epilessia post traumatica.

Clio ha deciso di condividere questa immagine e mostrare la sua cicatrice, nonostante per anni abbia provato imbarazzo, perché voleva inviare un messaggio:

Era tanto che pensavo di mostrare questa cicatrice ma ogni volta c’era qualche lavoro da fare e non so perché persino un senso d’imbarazzo con cui confrontarsi. Ma quale imbarazzo? Quello che non ci uccide ci fortifica! Ora la espongo come gesto di solidarietà verso il mio amore Lele e verso coloro che stanno lottando per la guarigione. Con il giusto atteggiamento possiamo auspicare a superare le difficoltà che la vita a volte ci mette davanti.”

E poi scrive: “Ce la feci allora e ce la stiamo facendo adesso grazie al Cielo, passo dopo passo 🙏🏼
Un augurio forte e sincero a tutti coloro che stanno combattendo una battaglia piccola o grande che sia, che Dio vi benedica ♥️
@mr_lele_official 
#resilienza #forzalele #forzaamoremio#continuacosì #nonmollaremai #combattere#operazionechirurgica #daretempoaltempo#credercisempre #hollyspirit #thankyoujesus”

Quando ho visto Lele star male, se non avessi già avuto quell’esperienza, forse, sarei andata nel panico. Però, ora, è stato peggio: quando rischi di perdere chi ami, ti vacilla il terreno sotto i piedi, specie se sei incinta” ha raccontato.

“Negli oltre venti giorni in cui mio marito è stato in rianimazione, io accanto a lui, incinta del nostro primo figlio, ho attinto a tutte le forze della galassia e dell’universo, per restare in piedi, per tenere il bambino in pancia, per stare vicino all’uomo che amo e sono stata premiata”.

Adesso posso dire con certezza che, se ti capita qualcosa di brutto, puoi considerarlo una zavorra e piangerti addosso o un trampolino e dirti che ti devi buttare. Io mi sono detta: sapete che c’è? Stiamo qua e viviamo”.

Parlando del figlio Clio descrive la sua nascita così: “È arrivato come un Bambin Gesù, una nascita nella rinascita. L’abbiamo chiamato come il mio nonno greco: Ianko è un diminutivo di Iannis, Giovanni, che è anche il nome del nonno materno di Lele. È un bimbo perfetto, dolce, silenzioso. Ne ha passate tante ed è sano come un pesce. Credo sia un guerriero come il papà“.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questo bel messaggio di forza e speranza che Clio ha voluto lanciare?