Bambino con i libri sfrattato: gara di solidarietà per farlo studiare – FOTO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:27

bambino con i libri

Sono già stati raccolti 6 mila Euro per aiutare Rayane il ragazzino sfrattato che stringeva i libri.

Unimamme, giunge a una svolta la storia di Rayane, il ragazzino protagonista della foto durante lo sgombero effettuato dalla polizia diversi giorni fa.

bambino con i libri: la sua storia

L’immagine, scattata durante lo sgombero di uno stabile in via Cardinal Capranica a Primavalle, nella periferia nord della Capitale, aveva colpito molto l’opinione pubblica nazionale. In essa si vedeva Rayane che, circondato dalla polizia, portava fuori dall’abitazione i suoi libri di scuola.

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Il ragazzino, di appena 11 anni, era diventato quindi il simbolo dell’ingiustizia, ma anche del riscatto attraverso l’istruzione.

Solo pochi giorni giorni prima dello sgombero il ragazzino aveva confidato alla sua insegnante di matematica: “voglio laurearmi”.

Ora, forse, questo sogno potrà realizzarsi con la solidarietà di tante persone sensibili.

Famiglie Accoglienti ha lanciato una raccolta fondi su Go Fund me per permettere ai bambini vittime dello sfratto a Primavalle di studiare.

“Qualcuno ci ha donato 6000 euro per poter pagare l’affitto di una casa a Primavalle oggi sono stata da un avvocato che mi ha confermato la bellissima notizia. Così, mio figlio potrà tornare a scuola alla Maria Capozzi, a Battistini. Frequentare la stessa classe e gli stessi amici. Alcune persone mi stanno dando una mano anche per avere un posto al nido nella stessa zona, per mia figlia piccola che ha solo due anni. Almeno anche io potrò tornare a lavorare, Io faccio la colf” ha detto Fatima, la mamma di Rayane.

La solidarietà però non si è fermata qui, perché col crowfunding, che ha già superato i 6 mila Euro, anche gli altri ragazzi di Primavalle potranno studiare.

Ecco cosa si legge sulla pagina di Go Fund Me:

La foto del bambino vittima di uno sgombero di polizia a Roma, che se ne va con una pila di libri in mano, è lo specchio dell’Italia di oggi, che odia la cultura, se la prende coi più deboli e ha distrutto ogni speranza di miglioramento sociale.
Rayane è marocchino, vuole studiare, ha promesso alla sua professoressa di matematica di laurearsi. Come Famiglie Accoglienti che ospitano dei giovani migranti abbiamo lanciato questa campagna di sostegno per permettergli di continuare gli studi. Subito. Oggi ma anche domani: alle medie, alle superiori, all’università.

Rayane, come tutti i bambini stranieri o rom, ha diritto di studiare, un diritto che l’Italia di Salvini vuole cancellare. Noi pensiamo che questo diritto, garantito dalla Costituzione, vada invece difeso, così come va affrontata l’emergenza abitativa che rende sempre più precarie le condizioni di vita di italiani e stranieri.
Anche questa è una forma di accoglienza, tanto più necessaria di fronte alla violenza di questo governo contro i poveri, italiani, rom e migranti. Famiglie Accoglienti userà i fondi raccolti esclusivamente per aiutare negli studi tutti bambini sgomberati a Primavalle e oggi dispersi in varie sistemazioni di fortuna a decine di chilometri da quella che era stata per vent’anni la loro casa. Occorre fare presto, vogliamo che Rayane e i suoi compagni possano tornare a scuola a settembre con tutti i loro libri e con un tetto sulla testa.”

Fabrizio Tonello di Famiglie Accoglienti, commenta: “Il successo della nostra iniziativa dimostra che abbiamo toccato una corda sensibile, quella del diritto allo studio, che è strettamente connesso al diritto alla casa . Quando lo stato smette di occuparsi dei più deboli e si dimentica dei diritti fondamentali, allora deve intervenire la società civile”.

I genitori di Rayane lavorano, il padre ha una bancarella al mercato mentre la mamma fa le pulizie. Rayane, invece, ha 11 anni e frequenta la prima media.

Sempre Tonello precisa: “Dopo lo sgombero, le persone sono state trasferite in alloggi provvisori e dispersi. La famiglia di Rayane è stata spostata nella zona di Torre Maura, dalla parte opposta di Roma. Per i bambini, sarà un enorme trauma essere strappati dalla loro scuola e dal quartiere dove sono cresciuti”.

Unimamme, cosa ne pensate di questa iniziativa di cui si parla su Repubblica?

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