Bambino con meningite ricoverato all’ospedale pediatrico di Ancona

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Bambino con meningite ricoverato (Foto repertorio iStock)

Bambino con meningite ricoverato all’ospedale pediatrico di Ancona. Grave ma migliora.

Colpito dalla meningite. Un bambino di 10 anni di Senigallia, in provincia di Ancona, è stato ricoverato all’ospedale pediatrico Salesi del capoluogo marchigiano per sospetta meningite batterica. Il piccolo è stato ricoverato d’urgenza in gravi condizioni, fortunatamente è fuori pericolo e le sue condizioni sono in miglioramento.

Bambino con meningite ricoverato ad Ancona

Sono state ore di grande paura per un bambino di 10 anni di Senigallia portato nell’ospedale cittadino la notte di giovedì 26 settembre con i sintomi di quello che è stato diagnosticato come caso sospetto di meningite batterica. I sintomi sono apparsi subito preoccupanti e il bimbo il giorno seguente è stato trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. L’ambulanza che lo trasportava è stata scortata dai carabinieri. I militari hanno scortato il bimbo a sirene spiegate.

Una volta giunto all’ospedale pediatrico il bambino è stato ricoverato in isolamento nel reparto malattie infettive. Il piccolo è stato sottoposto a tutti gli esami del caso e nel pomeriggio di venerdì 27 settembre l’azienda sanitaria locale Asur ha comunicato “la segnalazione di un sospetto caso di meningite batterica in un bambino senigalliese di 10 anni. Dopo l’insorgenza dei sintomi – si legge nella nota – lo stato di salute del bambino ha richiesto il trasferimento agli Ospedali Riuniti di Ancona, dove è al momento ricoverato”.

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Il servizio del Dipartimento di Prevenzione dell’Asur si è immediatamente attivato con le misure di controllo e prevenzione previste in questi casi, applicando le direttive delle Linee Guida del Ministero della Salute sulla gestione delle meningiti batteriche. Così sono state applicate subito le misure di profilassi, con la somministrazione di antibiotici ai familiari del bambino, ai suoi compagni di classe e agli insegnanti, tutti contattati dalla Asur. Una misura precauzionale adottata prima di conoscere l’esito delle analisi.

Successivamente, dagli esami è risultata una meningite batterica da pneumococco (Streptococcus pneumoniae). Questo tipo di meningite non dà luogo ad epidemie, così è stata interrotta la profilassi.

Il bambino è stato ricoverato in gravi condizioni e in prognosi riservata, ma fortunatamente non in pericolo di vita e in ospedale ha risposto subito alle terapie. I medici hanno espresso un cauto ottimismo.

Nel pomeriggio di sabato 28 settembre è arrivata la buona notizia: il bambino di 10 anni ricoverato per meningite da peneumococco è in graduale ripresa a circa 24 ore dall’avvio della terapia antibiotica, come riporta il bollettino medico dell’azienda Ospedali Riuniti di Ancona. I medici comunicano il “miglioramento della curva termica e delle prestazioni neurologiche (GCS 14), con funzionalità epato-renale conservata”.

Superato il brutto il momento ora per il piccolo inizia il recupero, con le terapie necessarie e il ricovero in osservazione. A quanto si apprende, il bimbo era stato vaccinato contro la meningite, ma con un vecchio vaccino che assicurava una copertura più ristretta rispetto a al nuovo vaccino che si somministra oggi.

La notizia è stata riportata dal Resto del Carlino, da Vivere Senigallia e Ansa.

Non resta che augurare una pronta guarigione al bimbo, unimamme.

Lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è l’agente più comune di malattia batterica invasiva. Oltre alla meningite, può causare quadri clinici di sepsi (generalmente con una sintomatologia di febbre alta, con una forma non così severa come la spesi meningococcica) polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria ma lo stato di portatore è assolutamente comune (5-70% della popolazione adulta). Esistono più di 90 tipi diversi di pneumococco.

Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso poiché non si verificano focolai epidemici. Come si legge su Epicentro.