Coronavirus | “Le mani rotte e sanguinanti di mia mamma infermiera”: l’appello di una figlia
Coronavirus | “Le mani rotte e sanguinanti di mia mamma infermiera”: l’appello di una figlia

Coronavirus | “Le mani rotte e sanguinanti di mia mamma infermiera”: l’appello di una figlia

Un messaggio molto commovente è quello che la figlia di un’infermiera, impegnata nell’emergenza Coronavirus, ha pubblicato sul suo profilo Facebook.

Coronavirus figlia infermiera
Coronavirus | “Le mani rotte e sanguinanti di mia mamma infermiera”: l’appello di una figlia – Universomamma.it

A seguito per l’emergenza del Coronavirus è stato emanato, dal presidente della Repubblica, un decreto legge tra le tante informazioni da il consiglio di rimanere in casa per cercare di fermare l’epidemia. Un consiglio che ancora qualcuno ha difficoltà a seguire. Le uscite sono consentite solo per lavoro, necessità di salute o per andare ad acquistare i beni di prima necessità. Per cercare di sensibilizzare quante più persone possibili, molti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport stanno invitando, attraverso i loro profili social, il loro followers a rimanere in casa. Inoltre, ci sono medici ed infermieri che raccontano come trascorrono le loro giornate a lavoro e le situazioni che ci sono negli ospedali: mancanza di posti letto e di personale.

Coronavirus figlia infermiera: “Mia madre va a lavorare, ma non sa quando e se riuscirà a tornare a casa”

Anche una ragazza ha voluto dare la sua testimonianze per cercare di sensibilizzare le persone a fare attenzione ed a non sottovalutare l’emergenza. Si tratta di Glenda Frera, una ragazza di Lonato del Garda, la cui madre da anni fa l’infermiera e da giorni è impegnata nell’emergenza Coronavirus. Glenda pubblica, sulla sua pagina Facebook, un commovente messaggio per chiedere a tutti quelli che leggono di rispettare l’obbligo di rimanere in casa: “Ciao, sono Glenda. Vorrei dirvi una cosa. La mia mamma, come molte altre migliaia di persone, lavora in ospedale. Ha una vera passione per il suo lavoro: non si è mai interessata di orari e turni, di stipendi e problemi, ha sempre fatto il suo lavoro al meglio delle sue capacità. La mia mamma, infermiera, lavora molte ore al giorno, non saprei nemmeno dire quante. In questi giorni la mia mamma, come molte altre migliaia di persone, sta vivendo una situazione particolarmente difficile”.

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La mamma di Glenda quando va a lavorare non sa quando e se riuscirà a tornare a casa: “Basta un attimo, un tampone positivo, e chissà quando la rivedremo. Oggi è tornata dall’ospedale stremata, con le mani rotte e sanguinanti da tanto lavoro. Ha pianto, si è arrabbiata, mi ha raccontato che negli altri ospedali ci sono malati per terra nelle barelle perché non ci sono posti. Non riesce a spiegarsi come, nonostante i mille avvertimenti, le infinite trasmissioni e gli innumerevoli spot, le persone ancora vadano in giro come se nulla fosse. Perché si è dovuto aspettare che questo virus si espandesse tanto prima di prendere le giuste precauzioni? Perché iniziamo ad avere paura solo ora? Forse se ci fossimo preoccupati prima, adesso il sistema sanitario non sarebbe così in ginocchio”.

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Dalle parole di Glenda si può leggere tutta la sua rabbia, le sue paure ed il dispiacere. Tra poco sarà il compleanno della madre, un compleanno che passerà quasi sicuramente, a cercare di salvare la vita alle persone. Come lei in tanti non hanno potuto festeggiare o non potranno festeggiare: “Tra poco arriverà il compleanno della mamma, e mi si stringe il cuore se penso che probabilmente lo passerà in ospedale correndo di qua e di là per salvare la vita ad altre persone, e penso alle mamme e i papà che stanno perdendo il diciottesimo del figlio, la laurea della figlia o la malattia dei genitori per stare in servizio. La mia mamma, come molti di voi, lavora a Lonato e per Lonato, lavora per noi e per tutti”.
Il post lo conclude con un appello per tutti: “Per favore, fatelo per lei e per tutti i medici, gli infermieri, i farmacisti e gli ausiliari, state a casa, non state con nessuno, aiutiamoci ad aiutare!”.

Voi unimamme vi siete commosse leggendo le parole di Glenda?

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