Le “ferite” fisiche ed emotive di medici e infermieri italiani contro il Covid-19 | FOTO
Le “ferite” fisiche ed emotive di medici e infermieri italiani contro il Covid-19 | FOTO

Le “ferite” fisiche ed emotive di medici e infermieri italiani contro il Covid-19 | FOTO

I volti dei medici, delle infermiere, del personale sanitario di Pesaro in un servizio fotografico che narra la loro “battaglia” contro il Covid-19. Una testimonianza importante del fotografo italiano Alberto Giuliani.

medici Pesaro
Le “ferite” fisiche ed emotive di medici e infermieri italiani contro il Covid-19 | FOTO Universomamma.it

Un servizio fotografico mostra i volti prostrati e i segni delle mascherine e delle apparecchiature mediche sul personale impegnato a combattere il Covid-19 a Pesaro. Le foto sono state pubblicate dalla prestigiosa rivista The Lancet.

Un progetto fotografico per Pesaro: la testimonianza di medici e infermieri in immagini

Le “ferite” fisiche ed emotive di medici e infermieri italiani contro il Covid-19 | FOTO Universomamma.it

Pesaro è una città sulla costa adriatica italiana, quando a inizio marzo sono state prese le prime disposizioni per limitare il contagio da coronavirus, molte persone non presero troppo seriamente quella che sarebbe diventata una pandemia. Alberto Giuliani è un fotografo pesarese che ha testimoniato il lavoro del personale ospedaliero del San Salvatore di Pesaro. Due piani della struttura erano stati trasformati a reparti di terapia intensiva. I pazienti al secondo piano erano incoscienti.  Per realizzare il suo servizio Giuliani ha sistemato la telecamera su quel piano, assistendo a numerosi drammi che si svolgevano in quel reparto e alla lotta quotidiana di infermieri e medici.

Le “ferite” fisiche ed emotive di medici e infermieri italiani contro il Covid-19 | FOTO Universomamma.it

Fanno quello che fanno di solito, ma sanno che non aiuta. “Ma continuano a farlo perché è l’unica cosa che possono fare. È molto pesante da reggere”. Per chi ancora non lo sapesse i turni possono durare anche 12 ore, i medici e gli infermieri devono essere coperti con dispositivi di protezione che non possono togliere per andare in bagno o bere un bicchiere d’acqua. Quando finiscono un turno hanno tutto il peso psicologico di ciò a cui hanno assistito, oltre a questo pesante bagaglio sul volto e sulle mani hanno evidenti i segni lasciati dalle mascherine, guanti e occhiali. Una delle infermiere, Annalisa Silvestri, ha testimoniato che non hanno più un giorno di sosta e che lei aveva avuto difficoltà a dormire perché aveva intubato il padre di un’amica. La Silvestri ha scritto:”Siamo esausti fisicamente ed emotivamente, ma dobbiamo andare avanti. Le persone ci chiamano eroi ma non ci sentiamo eroi, siamo medici che fanno del loro meglio per fare la cosa giusta per i nostri pazienti. Siamo qui per salvare tutti, ma col passare del tempo abbiamo capito che ciò non è possibile a causa dell’elevato numero di casi e della mancanza di attrezzature. Questa presa di coscienza ci fa sentire impotenti.”

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Come sappiamo sono già 61 i medici morti durante questa epidemia.

Unimamme, cosa ne pensate di queste immagini su Pesaro R-Esiste? Siete consapevoli dei loro sforzi?

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