Anonymous contro pedofilia e revenge porn
Anonymous contro pedofilia e revenge porn

Anonymous contro pedofilia e revenge porn

Il gruppo di hacker Anonymous ha deciso di intervenire contro i pedofili e gli uomini che ricattano e molestano le donne diffondendo le loro immagini senza il consenso.

Anonymous contro pedofilia e revenge porn Universomamma.it

Unimamme, è partita la vendetta degli hacker del gruppo Anonymous verso gli utenti di Telegram che molestavano le donne scambiandosi foto di cui loro non avevano mai autorizzato la circolazione pubblica.

Un gruppo di hacker alla caccia di molestatori e pedofili su Telegram

Solo poco tempo fa è scoppiato il caso Telegram, dove vi era una chat tutta dedicata al revenge porn dove ex fidanzati, amici, persino padri, condividevano e si scambiavano foto e video di ex, donne incontrare per caso, delle figlie addirittura per poi utilizzarli come oggetti sessuali oppure perseguitare le malcapitate fornendone le informazioni personali.

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Se forse la polizia postale può fare poco per questi criminali che godono dell’anonimato e si rifugiano appunto in questa chat crittata, ora su questo caso si sono concentrati gli hacker del gruppo Hanoynimus e LulzSec Italia,lanciando la #revengegram che loro descrivono come un’operazione di “pulizia del web da perversi e molestatori sessuali”. Gli hacker hanno rintracciato gli indirizzi IP (ciò che viene lasciato dal pc in rete), i nomi, le caselle di posta e gli archivi personali dei vari molestatori rendendoli pubblici.

Gli autori della porno vendetta risiedono, in maggioranza, in Lombardia, ma ci sono anche utenti nel Lazio, a Napoli, ecc.. in realtà quindi il fenomeno è diffuso in tutta Italia. Gli hacker però non si fermano qui e aggiungono che continueranno a perseguitare gli adepti al revenge porn e chiedono aiuto per reperire informazioni.  “Su Telegram esistono gruppi, persone, canali e bot che condividono materiale pedopornografico, pubblicando contenuti che mettono a serio rischio i minori e le loro famiglie. Ci sono tutti quei contenuti definiti revenge porn che mettono pubblicamente alla gogna persone, per la maggior parte donne e ragazze, che hanno condiviso le proprie foto intime fidandosi del destinatario. Per questo abbiamo deciso di lanciare l’operazione OpRevengeGram con lo scopo di contrastare questi infami criminali che celandosi dietro l’anonimato di internet si fanno beffe della società fregandosene delle possibili conseguenze che le loro azioni hanno sulle vittime”.

Pare che l’annuncio degli hacker si sia già tradotto in azioni concrete e che molti utenti della famosa chat di Telegram, che contava più di 50 mila persone siano fuggiti. Dal momento che di Anonymous fanno parte persone molto abili a rintracciare dati sensibili sono stati già travati diversi nomi e cognomi dei molestatori e pedofili virtuali. A uno degli utenti, L.S. è stato trovato un hard disk con centinaia di foto di ragazze e bambine. Anonymous è andato a caccia di questi individui anche su Twitter, uno di loro, per esempio, è risultato essere uno sviluppatore informatico. Dai profili gli hacker sono arrivati a Google Drive dove le immagini sono in vendita a pagamento, così sono risaliti agli account paypal con cui viene alimentato questo mercato.

Il gruppo Anonymous Italia  annuncia: “Dimostrateci che non siamo soli in questa lotta. Unitevi a noi, e insieme saremo inarrestabili. Uniti da un ideale comune potremo mettere la parola fine a questi crimini ignobili contro vittime che non hanno nemmeno la capacità di difendersi. E in quanto a voi nascosti nell’ombra, che vi fate scudo di un monitor e vi sentite al sicuro protetti dall’anonimato, stiamo venendo a prendervi!“.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa iniziativa del gruppo di cui si parla anche su Repubblica?

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