“A scuola fino a metà luglio”: l’esempio degli altri paesi

L’idea è quella di tornare in classe a giugno e prolungare le lezioni fino a metà luglio prendendo esempio anche da quello che hanno deciso altri Paesi.

Scuola metà luglio
“A scuola fino a metà luglio”: l’esempio degli altri paesi – Universomamma.it

Una domanda che molti genitori, studenti ed insegnanti in questo periodo d’incertezza si stanno ponendo è se la scuola riaprirà prima della fine dell’anno scolastico. Le notizie che provengono dal Governo fanno intuire che l’anno scolastico sia finito e si pensa a come iniziarlo in sicurezza a settembre. Poi c’è anche chi, sulla scia degli altri Paesi europei, vorrebbe riaprire a breve le scuole e prolungare l’anno scolastico perché la didattica a distanza non permetterebbe agli studenti di essere al passo con il programma.

Scuola fino a metà luglio: il no del Governo che segue i virologi

Mentre si sta decidendo quando far rientrare gli studenti italiani, sembrerebbe, come riportato da Tecnica della scuola che in alcuni Paesi europei abbiano già pianificato l’inizio delle attività scolastiche. In Danimarca il 15 aprile torneranno a scuola i bambini di età inferiore agli 11 anni, in Norvegia i piccoli della scuola d’infanzia torneranno il 20 aprile. Anche in Francia sembrerebbe che le scuole riapriranno i battenti l’11 maggio per i bambini fino ai 6 anni e poi gradualmente rientreranno gli altri studenti. Anche se i medici francesi non sono d’accordo affermando che potrebbe essere un “rischio inutile”.

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A seguito della decisione del Presidente francese, chi ha sempre spinto per iniziare il prima possibile ad aprire le scuole, come l’europarlamentare del Pd Alessandra Moretti ha dichiarato: “Credo che i ragazzi debbano recuperare quantomeno un mese di scuola extra, non è di buon senso che l’anno scolastico sia già terminato in Italia quando in altri paesi non è così. Si potrebbe allungare l’anno scolastico, prevedendo che le scuole siano aperte nel mese di giugno e fino a metà luglio per consentire ai ragazzi di recuperare il tempo perduto e di rimettersi in pari con i programmi didattici, altrimenti il prossimo anno sarà durissimo, considerando che la didattica online è stata a macchia di leopardo sia per le carenze delle strumentazioni nelle famiglie, non tutte hanno pc e tablet e connessione veloce, che per la disomogeneità nella risposta delle scuole”.
L’europarlamentare poi consigli di approfittare della chiusura delle scuole per metterle in sicurezza ed effettuare le necessarie riqualificazioni usando i fondi dell’Unione europea.

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I virologi però non cambiano la loro idea: “La scuola da noi resta chiusa, una prudenza in più non fa male. Vediamo nel bollettino numeri ancora alti. Il lockdown sta dando i suoi frutti, lo vediamo da modelli matematici e curve, la discesa però è molto lenta. Il numero dei morti è ancora alto, come possiamo dire aver superato la fase 1? Dobbiamo essere cauti”, ha ribadito Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), parlando a Radio anch’io su Rai Radio1.
Anche il Governo seguirebbe quello che gli esperti dicono senza guardare a quello che fanno all’estero. Nei giorni scorsi la ministra Azzolina aveva affermato che senza l’ok da parte degli esperti il rientro a scuola non verrà effettuato.

Voi unimamme cosa ne pensate della probabile riapertura delle scuole negli altri Pesi europei? Con chi siete d’accordo?

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