46 neonati “abbandonati” in hotel figli di madri surrogate | VIDEO
46 neonati “abbandonati” in hotel figli di madri surrogate | VIDEO

46 neonati “abbandonati” in hotel figli di madri surrogate | VIDEO

Il dramma dei neonati ucraini venuti al mondo da madri surrogate, ora i genitori non possono andare a prenderli a causa della reclusione.

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46 neonati abbandonati in hotel figli di madri surrogate VIDEO Universomamma.it

In Ucraina c’è un florido “mercato” di donne che per motivi economici accettano di diventare madri surrogate per i ricchi Occcidentali, ora però tanti bambini portati in grembo da queste donne si trovano bloccati a Kiev a causa della pandemia che impedisce ai genitori di volare in quel Paese.

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In Ucraina bloccati i bambini delle coppie occidentali avuti con maternità surrogata

Unimamme, sappiamo che da tempo nei Paesi dell’est molte donne si offrono come mamme surrogate. In Italia, per esempio, la maternità surrogata non è permessa, lo è invece in Ucraina, a condizione che a usufruirne siano coppie sposate ed eterosessuali. In realtà, già in passato, è capitato che alcuni piccoli siano stati affidati illegalmente a coppie omosessuali. A ogni modo, di recente, il Corriere, ha pubblicato un articolo in cui si vedono decine di neonati in una nursery dell’Hotel Venezia di Kiev in attesa che i genitori possano andare a prenderli. I 46 bambini sono figli di gestanti che hanno portato a termine una gravidanza pagata per tante coppie Occidentali, tra cui anche coppie italiane. Le immagini dei bambini sono state pubblicare sul sito della Biotexcom, un’agenzia per la maternità surrogata in Ucraina che ora, a causa del blocco dei voli e del divieto di viaggiare, si trova in difficoltà per la gestione dei piccini.

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In Ucraina sono tante le donne che accettano di fare la madre surrogata, per motivo economici e di mera sopravvivenza. L’Ucraina infatti, dal 2013, è in profonda crisi. Il suo passato recente non è encomiabile. Questo Stato è teatro di traffico di esseri umani, prostituzione e commercio di organi. La corruzione è esorbitante. In un clima simile oltre alla criminalità, dilaga anche la povertà. Intorno alle maternità surrogata, come avrete intuito, gira un business enorme. Ci sono parecchi faccendieri che aiutano i possibili clienti. Ludmila Rusak, responsabile di BioTexCom per i clienti, tenta di difendere il loro operato. “La maternità surrogata non è un supermercato: non si sceglie la madre surrogata per il peso, il colore degli occhi o dei capelli». I clienti, una volta ottenuto l’accesso al portale online della clinica, possono vedere i profili delle donne candidate dove sono riportati i dati fisici, il grado di istruzione, ecc… Come si legge nell’inchieste dell‘Espresso le donne che si prestano a questa pratica sono molto reticenti, alcune spiegano che non tutti i loro famigliari e amici capirebbero, altre che lo fanno perché quella è l’unica possibilità di sostentamento.

Nel frattempo Biotexcom offre ai suoi clienti pacchetti da 29 mila fino a 49 mila Euro. Si tratta di prezzi molto concorrenziali rispetto a quelli statunitensi e canadesi. Se una donna ucraina dona gli ovuli ottiene 350 – 400 Euro, uno stipendio lì è suoi 150 Euro. Con una gravidanza guadagna 10 mila Euro. Naturalmente ci sono associazioni che si battono contro questa comprovendita, per esempio Rete Italiana contro l’Utero in Affitto, che rappresenta altre associazioni: Radice-per l’inviolabilità del corpo femminile, RadFem Italia, Se non ora quando libere, Udi e Arcilesbica nazionale, ha deciso di scrivere e inviare una lettera all’ambasciatore italiano in Ucraina, Davide LaCecilia e anche al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio chiedendo di “di verificare le effettive condizioni di salute dei bambini e quanti e chi siano gli italiani clienti di Biotexcom e di altre cliniche”.

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Come accennavamo, nel nostro Paese la maternità surrogata è vietata e quindi le esponenti delle associazioni sopracitate chiedono che non sia accordato ai genitori nessun permesso speciale per andare a ritirare i figli in Ucraina. Ecco uno stralcio di quanto contenuto nella lettera. Si chiede che i piccini “vengano affidati, di preferenza, alle madri che li hanno messi al mondo. Oppure, se esse non possono o non intendono farsene carico, a famiglie che se ne possano prendere cura”. O ancora, “che vengano dichiarati in stato di adottabilità”. Infine, anche se da noi la maternità surrogata è illegale, si deve però tenere in considerazione la legislazione del Paese in cui avviene, in questo caso il minore viene tutelato con la potestà dei genitori non biologici. Pare che comunque, complessivamente, i bambini in “stand by” siano 500, perché ovviamente non c’è solo la Biotexcom. Molti si chiedono cosa ne sarà di loro. Unimamme, voi cosa ne pensate di quanto sta avvenendo?

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