Coronavirus, rischi di contagio bassi al mare e in piscina | La parola agli esperti
Coronavirus, rischi di contagio bassi al mare e in piscina | La parola agli esperti

Coronavirus, rischi di contagio bassi al mare e in piscina | La parola agli esperti

Coronavirus, rischi di contagio bassi al mare e in piscina. Cosa bisogna sapere.

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Coronavirus, rischi di contagio bassi al mare e in piscina | La parola agli esperti – Universomamma.it

Si avvicina l’estate, la stagione delle vacanze che per molte famiglie significa andare al mare. Gli stabilimenti balneari apriranno verso la fine del mese, con calendari diversi a seconda delle regioni, nel frattempo si stanno attrezzando per allestire le spiaggia in sicurezza, secondo il regolamento indicato dall’Inail e dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Ma andare al mare o in piscina è sicuro? Quali sono i rischi di contagio? Molte famiglie vogliono spaerlo prima di avventurarsi in spiaggia o nelle piscine pubbliche. Vi aiutiamo a scoprirlo, unimamme, con le indicazioni degli esperti e gli studi scientifici. Ecco cosa bisogna sapere.

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Coronavirus, rischi di contagio bassi al mare e in piscina

Andare in spiaggia e in piscina è sicuro secondo gli esperti perché i rischi di contagio da Covid-19 sono ridotti, per una serie di ragioni. In primo luogo grazie al caldo il coronavirus Sars-CoV-2 dovrebbe avere una carica virale ridotta ed essere meno contagioso. Le goccioline di saliva, droplets, che trasmettono la malattia attraverso gli starnuti, la tosse e quando le persone parlano vicine dovrebbero asciugarsi con più facilità nell’aria calda e dunque avere meno probabilità di raggiungere un’altra persona e infettarla. I coronavirus in generale, poi, come quello del raffreddore sono meno frequenti in estate, così come le polmoniti.

Va sottolineato, comunque, che le norme di sicurezza vanno sempre osservate: distanziamento sociale di almeno un metro, lavarsi spesso le mani quando si è fuori casa, evitare di toccarsi il viso quando si è nei luoghi pubblici e comunque prima di aver lavato o disinfettato le mani. Si tratta delle comuni regole di igiene personale a cui dovremo prestare attenzione. Se le osserviamo andare al mare e in piscina la prossima estate sarà sicuro, parola di esperti.

Anche se ci troviamo di fronte a un virus nuovo e di cui dobbiamo conoscere ancora molte caratteristiche, gli studiosi sono concordi di massima sulle modalità di trasmissione: la dispersione di goccioline di saliva da una persona all’altra, in caso di starnuti, colpi di tosse o quando si parla con qualcuno a distanza ravvicinata. Toccare un oggetto infettato con il virus e poi mettersi la mano contaminata sul viso e attraverso le vie respiratorie. In generale ad essere pericolosa è l’eccessiva vicinanza tra le persone. Un pericolo che tendenzialmente si è portati a sottovalutare, ecco perché mantenere le distanze è fondamentale, così come indossare la mascherina nei luoghi chiusi e in quelli affollati, anche all’aperto in presenza di un numero elevato di persone e difficoltà di mantenere adeguate distanze.

Se si rispettano queste misure di precauzione e ci si lava le mani quando si è nei luoghi pubblici e si toccano oggetti di uso comune, allora i rischi di contagio si riducono fortemente. Questo vale anche per la spiaggia e la piscina, dove l’azione del caldo, del sole, del sale dell’acqua di mare e del cloro di quella della piscina dovrebbero neutralizzare o indebolire il virus.

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A questo proposito sono arrivate le rassicurazioni di Nicola Petrosillo, Direttore del dipartimento clinico e di ricerca delle Malattie Infettive dell’Ospedale Spallanzani, che in una video conferenza ha affermato: “Sì, il bagno al mare si potrà fare. Il virus non si trasmette con l’acqua. Anche se un infetto dovesse fare il bagno poi disperderebbe il virus nell’acqua. Nel mare tutto si diluisce. Naturalmente meglio non nuotare faccia a faccia con un’altra persona, ma l’acqua di mare non è un veicolo di infezione“. La precisazione è arrivata nel corso di un incontro online con il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, e Maria Rosaria Capobianchi, Direttore del dipartimento di Epidemiologia, Ricerca Preclinica e Diagnostica Avanzata dello Spallanzani.

Petrosillo ha aggiunto di essere “un po’ ottimista sull’estate. Ho qualche speranza che il caldo possa intervenire, in termini di raggi ultravioletti e umidità, anche basandoci su altri casi di virus simili“. Il caldo, infatti, potrebbe ridurre la carica virale delle goccioline emesse nell’aria. Lo confermerebbero le esperienze precedenti con il virus della Sars e con i virus influenzali. “Questo fa ben sperare ma poi bisognerà fare i conti con la realtà”, ha sottolineato il professore.

Al mare i rischi di essere contagiati dal Covid-19 sono decisamente bassi“, ha confermato Antonio Cascio, infettivologo del Policlinico di Palermo. “Il caldo non fa bene al virus, più calore c’è e meno vive il Covid-19“, ha spiegato Cascio al Giornale di Sicilia. L’infettivologo ha comunque ribadito l’importanza di mantenere le distanze anche in spiaggia e di indossare la mascherina nei luoghi pubblici Ha tuttavia precisato che è inutile indossare la mascherina in spiaggia se si mantengono le distanze e si è in famiglia. Anche in acqua, se si è con gente estranea alla famiglia con cui si vive, bisogna mantenere le distanze“.

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Lo studio spagnolo

Dunque, andare al mare, per prendere il sole e fare il bagno, è un’attività sicura forse quella con meno rischi di contagio. Tutto merito del sole, del caldo e soprattutto del fatto che si sta all’aperto.

A confermarlo è anche un recente rapporto del Cisc spagnolo, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, il Consiglio Superiore di Ricerca Scientifica. Citato da GreenMe. I ricercatori del Cisc indicano quali sono le vie principali di trasmissione del Covid-19 in spiaggia e in piscina. A questo scopo hanno elaborato un elenco in nove punti:

1. La principale via di trasmissione di SARS-CoV-2 nelle spiagge, nei fiumi, nei laghi e nelle piscine è rappresentata dalle secrezioni respiratorie che si generano con la tosse e gli starnuti e il contatto da persona a persona. Quindi valgono le raccomandazioni generali relative a qualsiasi altro luogo.
2. Nelle attività ricreative è altamente improbabile l’infezione da SARS-CoV-2 per contatto con l’acqua, durante un bagno normale. Tuttavia,  durante lo svolgimento di queste si tende a non osservare le misure raccomandate di distanziamento sociale.
3. Nelle piscine e nelle terme, dove l’uso di agenti disinfettanti è ricorrente, per evitare la contaminazione microbica delle acque da parte dell’afflusso di utenti, la concentrazione residua dell’agente disinfettante presente nell’acqua dovrebbe essere sufficiente per neutralizzare il virus.
4. Gli aerosol generati dall’acqua presente in una spa o in un impianto di acqua termale avranno le stesse caratteristiche di disinfezione delle acque per il bagno di questi impianti.
5. Nei casi in cui l’ambiente delle strutture venga tenuto ad alte temperature, come nel caso di saune e bagni di vapore, si prevede che, a causa dell’alta temperatura (sopra i 60° C), la sopravvivenza del il virus sia ridotta.
6. Sebbene al momento non vi siano dati sulla persistenza di SARS-CoV-2 nell’acqua di mare, l’effetto di diluizione, così come la presenza di sale sono fattori che possono contribuire a una riduzione della carica virale e alla sua inattivazione come accade con virus simili.
7. La sopravvivenza di SARS-CoV-2 nell’acqua di fiumi, laghi e specchi di acqua dolce e non trattata può essere superiore a quella nelle piscine e nell’acqua salata. Quindi è bene applicare rigorosamente le misure di precauzione per evitare la folla, essendo questi luoghi di balneazione sconsigliati, in particolare le piccole piscine in cui la diluizione è meno efficace.
8. Sebbene non vi siano studi sulla diffusione del virus nella sabbia presente sulle spiagge o sulle sponde dei fiumi, l’azione congiunta del sale marino, della radiazione solare ultravioletta e dell’alta temperatura che può raggiungere la sabbia è una condizione favorevole all’inattivazione di agenti patogeni.
9. Non è consigliabile disinfettare il suolo degli spazi naturali con le normali procedure per gli spazi pubblici urbani. Qualsiasi forma di disinfezione della sabbia della spiaggia deve essere rispettosa dell’ambiente.

Per ulteriori informazioni sul rapporto: Informe sobre transmisión del SARS-CoV-2 en playas y piscinas

Che ne pensate unimamme?

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Informazioni aggiornate in tempo reale sulla diffusione dei casi di Covid-19 in Italia le trovate sul sito web del Ministero della Salute.

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