Neonato di 7 settimane positivo al virus: lo studio sul primo caso al mondo
Neonato di 7 settimane positivo al virus: lo studio sul primo caso al mondo

Neonato di 7 settimane positivo al virus: lo studio sul primo caso al mondo

Il 26 febbraio scorso un lattante di sole 6 settimane è risultato positivo al Covid – 19. Si tratta del primo caso di lattante, ecco i risultati di uno studio al riguardo.

primo neonato con coronavirus
Neonato di 7 settimane positivo al virus lo studio sul primo caso al mondo Universomammait

Unimamme, oggi vi presentiamo il caso del primo lattante al mondo contagiato dal Covid – 19. Stiamo parlando di un bambino di appena 7 settimane. La sua vicenda è diventata oggetto di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Infectious Diseases.

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Bimbo primo paziente per il coronavirus

A 5 giorni di distanza dal paziente 1, scoperto il 21 febbraio scorso a Codogno, a un infante di solo 7 settimane è stato fatto un tampone risultato positivo al Covid – 19. Come accennato era il primo caso al mondo di  Sars-CoV-2 in un lattante ed era stato isolato in un ospedale a Parma. All’epoca si riteneva che i bambini fossero meno suscettibili degli adulti al virus. Il campione naso faringeo del piccino è arrivato in laboratorio il 26 febbraio scorso. Il caso è stato seguito da un team di scienziati dell’Università di Parma, la prima firmataria è  la direttrice della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia, Adriana Calderaro. Inoltre il coronavirus è stato isolato e identificato in coltura da Adriana Calderaro, Flora De Conto, Maria Cristina Arcangeletti e collaboratori nei Laboratori di Virologia Isolamento agenti virali e di Virologia Molecolare del Dipartimento di Medicina e Chirurgia.

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Il piccino è stato quindi ricoverato con i sintomi di febbre e mal di gola con riferimento a “una generica affezione dell’apparato respiratorio per la quale non era stato formulato un sospetto clinico di Covid 19“. Per effettuare le analisi sono state utilizzate tecnologie molecolari avanzate  insieme a metodi colturali convenzionali. Solo tramite l’esame colturale condotto per la ricerca di virus è stato possibile ottenere questo risultato. Il virus è stato individuato al microscopio elettrico che con identificazione del suo acido nucleico. Lo sviluppo in coltura è avvenuto a 10 giorni di distanza, a causa della bassa carica virale del campione originario.

I risultati di questo studio sono di grande importanza, come si legge nella ricerca “dal punto di vista epidemiologico dimostra che la circolazione di questo nuovo virus nella popolazione pediatrica avveniva già prima dell’epidemia riconosciuta in città e questo è a supporto dell’ipotesi che nei bambini la circolazione del virus è spesso misconosciuta in conseguenza delle manifestazioni cliniche lievi e comuni ad altre affezioni respiratorie”. Inoltre il Covid – 19 può avere una diffusione “silente e subdola” ad altri soggetti. Per quanto riguarda il punto di vista diagnostico, invece, ““rilevanza del risultato conferma che l’esame colturale è il metodo di riferimento per la diagnosi virologica”. Bisogna quindi mettere in atto controllo puntuali da parte degli specialisti virologi e usare metodi diagnostici affidabili. I ricercatori concludono così il documento “il risultato consentirà di avere conoscenze ulteriori su questo nuovo virus e di condurre analisi comparative con il virus isolato dalla popolazione adulta e pediatrica, sia in Italia sia all’estero“. Unimamme, cosa ne pensate dei risultati di questo studio sull’ International Journal of Infectious Diseases?

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