“La separazione non rende assassini”: spiega un’esperta

Non è la separazione che rende assassini, è bene sottolinearlo. Lo fa una mamma di 3 figli esperta perché presidente dell’associazione nazionale dei genitori separati.gemelli uccisi 2

La separazione non rende assassini Universomamma.itGiuditta Pasotto è una mamma di 3 figli maschi, direttore creativo ed editrice di GengleMag, un periodico dedicato all’orientamento su separazione e  nuove famiglie ricostituite, è anche impegnata nella gestione della prima struttura dedicata ai papà single e ai loro figli. Su Huffington Post la Pasotto ha voluto esprimere una pacata riflessione sulla vicenda del padre che ha ucciso i figli gemelli.

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Ormai, conosciamo  questa tragica vicenda che ha visto Mario Bressi, uccidere i suoi gemellini di 12 anni, Elena e Diego, di cui si sono celebrati da poco i funerali. Su questa storia, come forse già saprete, si sono dette moltissime cose, scendendo persino in dettagli che avremmo preferito non conoscere. Alcune testate, inoltre, hanno sottolineato come a causare l’omicidio sarebbe stata la decisione di separarsi della moglie, riportando i messaggi deliranti dell’assassino in cui diceva che era stata la donna a “rovinare la famiglia”. La Pasotto, presidente dell’associazione nazionale dei genitori separati, ci tiene a sottolineare con forza cheLA SEPARAZIONE, PER QUANTO DOLOROSA E DIFFICILE, NON RENDE MAI DEGLI ASSASSINI“.

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L’esperta spiega che spesso la cronaca trova legami di causa effetto, ma che in realtà un omicidio è sempre la libera scelta di una mente o malata o folle. Certo, durante la separazione si vivono momenti molto difficili e alcuni possono perdere la testa ed essere violenti, la separazione può accentuare tutto ciò ma non ne è la causa. Il messaggio che hanno trasmesso determinati giornali con i titoli che calcavano sulla separazione come causa scatenante sono dannosi, perché trasmettono l’idea che se non si fossero separati non sarebbe accaduto niente. In realtà la vicenda sarebbe quasi sicuramente finita in tragedia comunque. Nella sua associazione assiste persone coinvolte in separazioni molto difficili, dove anche gli avvocati sono esasperati dai litigi tra ex coniugi, ma “passare  il concetto che se la donna non avesse voluto la separazione questo papà non avrebbe ucciso i suoi bambini è meschino. I giornalisti che affrontano in questo molto la vicenda disinformano e fanno terrorismo psicologico verso chi si sta separando. La Pasotto sottolinea che le persone che compiono questi atti sono persone disturbate che dovrebbero essere seguite dai professionisti. Sempre l’esperta ricorda che la separazione è dolorosa per tutti, genitori, figli, nonni. Il 50% dei matrimoni finisce col divorzio, ma la percentuale di episodi come quello avvenuto in questo caso è davvero rara, al contrario tanti genitori fanno sacrifici enormi per mantenere un legame con i figli. La Pasotto invita quindi a riflettere invece sulla prevenzione, che ci sia una maggiore attenzione alla sfera emotiva. Con la sua associazione, Gengle, si promuove infatti la collaborazione di mediatori famigliari, psicologi e avvocati durante la separazione.

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