Morto bambino di 2 anni: il peacemaker era montato al contrario

Un bambino di 3 anni è morto presso il Bambin Gesù di Roma a causa di una serie di errori medici.

bambino peacemaker al contrario
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Unimamme, oggi vi raccontiamo una tragedia avvenuta al Bambin Gesù di Roma in cui, purtroppo, è coinvolto un bambino di 2 anni, Giacomo Francesco.

Bambino di 2 anni morto: indagati medici

Otto medici dell’Ospedale Bambin Gesù devono rispondere di una grave accusa: omicidio colposo nei confronti di un bambino di soli 2 anni.

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Secondo la procura di Roma a questo bambino è stato montato il peacemaker al contrario alla nascita, quando è arrivato nel noto ospedale romano da Taormina, a bordo di un elicottero. Il piccolo era nato il 15 settembre del 2016 e subito aveva manifestato un grave problema al cuore, per il quale vi era bisogno di un intervento urgente, un blocco atrioventricolare completo congenito. Così, presso il centro di Taormina gli è stato impiantato un peacemaker al contrario, rivolto verso il basso.

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I medici ad aver operato il bimbo sono:  Eugenio Trimarchi, Fabrizio Gandolfo e Alfredo Di Pino, finiti dunque tra gli indagati. Secondo l’accusa, a causa del loro errore, si formò un cappio, con un progressivo strangolamento dell’arteria polmonare. Nel frattempo le condizioni del bimbo sono peggiorate. Nell’aprile del 2018 viene nuovamente ricoverato a Roma, ma i medici non riscono a capire che cosa c’è che non va.

I dottori Mario Russo e Antonio Ammirati, guardando le radiografie del torace, non vedono un problema di rettilineazione del peacemaker. Russo e Ammirati, invece, notano solo una posizione elevata degli elettrodi, ma non dispongono una radiografia al torace, cosa che invece, secondo il pm, sarebbe stata necessaria, un’imperizia che determinerà, insieme ad altre cause, la morte del piccolo.

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Così arriviamo al 27 settembre del 2018 il cardiologo Russo visita il piccino e riscontra una lieve dilatazione del ventricolo. Sempre secondo la procura lo specialista non decide di fargli una tac al cuore e così ritarda l’operazione di correzione della posizione del peacemaker che invece avrebbe potuto salvare la vita al piccino. Il calvario di Giacomo però non finisce qui.

Il 21 dicembre del 2018 la cardiologa Roberta Iacobelli decide per l’intervento chirurgico, ma senza imporre di restare a Roma, cosa che avrebbe permesso il ricovero d’urgenza in caso di complicazioni. Infine il 31 dicembre viene ricoverato, in gravissime condizioni presso l’ospedare di Polistena e da qui trasferito al Bambin Gesù. I genitori del piccolo hanno testimoniato che non c’era disponibile un team per operare il bimbo e così i medici  Sonia Albanese e Matteo Trezzi hanno effettuato con ritardo una procedura di Ecmo.

bambino morto peacemaker
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Da parte sua il Bambin Gesù risponde alle accuse con una nota: “la ricostruzione della vicenda è lontana dalla realtà. Non esiste nessun peacemakermesso al contrario‘. L’affermazione non ha alcun senso dal punto di vista clinico e non trova riscontro negli accertamenti finora effettuati finanche dai consulenti della famiglia. “Vi è stata invece una complicanza prevista in letteratura che si registra in pochissimi casi e risolvibile chirurgicamente. L’intervento era stato già programmato. Ma il bambino purtroppo, in attesa di tornare a ricovero, ha contratto un virus e poi una polmonite che gli è risultata fatale. L’ospedale è vicino alla famiglia e fiducioso del lavoro della magistratura”.

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Domenico Daccari, avvocato della famiglia, risponde alle accuse ribadendo ad Adnkronos che le accuse sono fondate e che secondo loro vi è stata una concatenazione di responsabilità e di aventi che verranno provati nell’esame probatorio fissato per domani.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa vicenda raccontata sul Corriere? Noi vi lasciamo con la storia di un bambino nato con un buco nel cuore e curato grazie a degli estranei.

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