Covid-19: in caso di sintomi o di tampone positivo, come comportarsi

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Covid-19: in caso di sintomi o se si è positivi, le regole di una dottoressa del Pronto Soccorso su come comportarsi.

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Covid-19: sintomi o contatti con un positivo, come comportarsi – Universomamma.it (Adobe Stock)

Con l’aggravarsi dell’epidemia di Covid-19 in Italia e l’arrivo delle sindromi influenzali ci aspetta una stagione invernale molto difficile, con il freddo e le lunghe ore trascorse nei luoghi chiusi che facilitano la diffusione dei virus respiratori.

Per questo è ancora più importante seguire correttamente tutte le regole di prevenzione anti-Covid, che sono sempre quelle: mascherina, distanziamento fisico e igiene delle mani. Regole che vanno seguite con il massimo scrupolo, dopo che ci siamo rilassati un po’ tutti la scorsa estate. Infatti, con una maggiore diffusione dei contagi anche la carica virale in circolazione sarà maggiore. Indossare correttamente la mascherina protettiva e osservare il distanziamento fisico possono abbassare nettamente la carica virale, come ha dimostrato uno studio italiano.

Inoltre, queste misure di igiene aiutano anche a tenere lontani i virus dell’influenza. Per non confondere coronavirus e influenza, gli esperti hanno raccomandato per quest’anno la vaccinazione antinfluenzale su larga scala. La grande richiesta e le scorte di vaccino insufficienti, tuttavia, hanno reso questa condizione praticamente irrealizzabile. Sono escluse, o dovrebbero esserlo, quelle fasce protette, come anziani e malati cronici, per cui il vaccino è gratuito e va fatto dal medico di base. Tra i soggetti fragili quest’anno sono stati inseriti anche i bambini dai 6 mesi a 6 anni. Chi non rientra in queste categorie, invece, dovrà acquistare il vaccino in farmacia – se e quando sarà disponibile – e poi farsi vaccinare dal proprio medico.

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Vi ricordiamo, poi, che per evitare l’infezione da virus respiratori è fortemente raccomandato arieggiare gli ambienti. Cercate di aprire le finestre il più possibile e di cambiare spesso l’aria negli luoghi chiusi. Soffrire un po’ il freddo ne varrà la pena, perché aiuterà a ridurre i rischi di contagio, sia di coronavirus che di influenza, soprattutto negli ambienti molto frequentati.

Hai i sintomi o sei risultato positivo? Le regole di comportamento di una dottoressa del PS

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Covid-19: sintomi o contatti con un positivo, come comportarsi – Universomamma.it (Adobe Stock)

Nel caso in cui ci dovessimo ammalare di un virus respiratorio, che sia un semplice raffreddore, un’influenza o il temuto Covid-19, bisogna prestare molta attenzione ai sintomi e ascoltare i consigli del proprio medico, senza andare nel panico.

Il raffreddore è un disturbo che si riconosce facilmente. Alle volte può essere molto fastidioso, con naso che cola, stanchezza, una sensazione di intorpidimento e anche mal di testa, ma di solito se ne va in pochi giorni, senza lasciare strascichi. A meno che non si presentino sintomi più gravi, come difficoltà respiratorie, non ci sarà bisogno di chiamare il medico.

Il medico, invece, va chiamato in caso di influenza o sindromi simili all’influenza, perché in questi casi sono molto simili al Covid-19. In ogni caso, non bisogna farsi prendere dal panico.

Per aiutare le persone che potrebbero ammalarsi di influenza o di Covid e anche coloro che abbiano avuto contatti stretti con un positivo, Angelita Lazzarini, una dottoressa del Pronto Soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese, ha pubblicato sul suo profilo Facebook un elenco di regole chiare e chiare da seguire. Le regole di comportamento sono presentate in modo colloquiale e ironico, per sdrammatizzare situazioni che preoccupano tutti, senza sminuirle naturalmente. Una guida efficace che è diventata subito virale su Facebook, tra i concittadini della dottoressa e che è stata pubblicata dal giornale online Varese News.

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Le regole della dottoressa del Pronto Soccorso Angelita Lazzarini 

1. Prevenzione. La dottoressa invita tutti a proteggersi:

  • distanziamento,
  • mascherine di buona qualità,
  • protezione degli occhi,
  • igiene personale e degli ambienti.

2. In caso di contatto stretto con un positivo, la dottoressa suggerisce di:

  • isolarsi in casa e di avvisare il medico di base per gli adempimenti burocratici. Insistendo!
  • monitorare i sintomi ogni giorno e per la spesa chiedere aiuto a amici e parenti. In ogni caso se si è soli il Comune è tenuto a sostenere chi è isolato in casa
  • non affrettarsi a fare il tampone, che va fatto solo a fine isolamento di 10 gg. In alternativa si può aspettare 14 gg senza fare il tampone.

3. In caso di sintomi influenzali, la dottoressa suggerisce di:

  • avvisare SEMPRE il medico curante per adempimenti burocratici e per consigli
  • isolarsi da altri famigliari
  • prendere se necessario farmaci per i sintomi, come ad esempio la tachipirina
  • controllare tutti i giorni temperatura e saturazione di O2, a riposo e dopo aver camminato qualche minuto (fondamentale quindi avere un termometro che funzioni e acquistare per tempo un saturimetro da dito)
  • non rivolgersi al Pronto Soccorso se avete solo febbre e “poco altro”.

4. In caso di positività al Coronavirus, la dottoressa suggerisce di:

  • contattare il medico di base per consigli e burocrazia
  • isolarsi bene
  • avvisare tutti i contatti stretti

Poi distingue i due casi:

  • se si asintomatici è necessario monitorare la temperatura e l’eventuale comparsa di sintomi durante la quarantena. Non sono di norma necessari farmaci in questo caso.
  • se si è sintomatici è necessario seguire la terapia prescritta dal medico curante, monitorare la saturazione, bere e mangiare adeguatamente. Può essere che il medico decida di far intervenire le USCA, i gruppi di medici che seguono i malati di Covid a casa.

La dottoressa nel suo post sottolinea più volte di non farsi prendere dal panico e che nella maggior parte dei casi la malattia guarisce bene con sintomi gestibili a casa.

5. In caso di sintomi che non se ne vanno o peggiorano, la dottoressa spiega che si è un paziente “sorvegliato speciale” e suggerisce di:

  • seguire sempre i consigli del medico curante o delle USCA
  • chiamare il 112 se la saturazione di O2 si abbassa costantemente sotto il 90% o se diminuisce di almeno 3 punti al test del cammino.
  • chiamare il 112 se manca tanto il respiro
  • non chiamare il 112 e non recarsi al Pronto Soccorso se il respiro è ok, anche se la febbre non scende, se la stanchezza è forte e se la TC del torace, fatta su consiglio del medico curante, è positiva.

La dottoressa infatti sottolinea l’importanza di chiamare i soccorsi solo quando è veramente necessario, per evitare di sottrarre le risorse limitate del sistema sanitario a chi ne ha veramente bisogno. Soprattutto in questi giorni di forte aumento di contagi e purtroppo anche di casi gravi di Covid-19. “L’unica è fare un fronte comune compatto e consapevole – conclude la dottoressa – Niente panico, restiamo logici e sosteniamoci”.

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Covid-19: sintomi o contatti con un positivo, come comportarsi – Universomamma.it (Adobe Stock)

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Che ne pensate unimamme di questi consigli?

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