Covid-19: perché i bambini si ammalano meno, la spiegazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:17

Covid-19: perché i bambini si ammalano meno, la spiegazione da uno studio scientifico sull’immunità

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Covid-19: perché i bambini si ammalano meno, la spiegazione – Universomamma.it (Adobe Stock)

La pratica clinica e diversi studi scientifici hanno da tempo accertato che i bambini tendono ad ammalarsi meno di Covid-19. Quando vengono contagiati dal Coronavirus Sars-Cov-2, infatti, sono per lo più asintomatici o presentano pochi sintomi, di solito non gravi.

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Diversi studi hanno dimostrato che i bambini sviluppano infezioni meno gravi di Coronavirus e che i sintomi lievi possono essere attribuiti alla lattoferrina. Ora, un nuovo studio spiega le ragioni della maggiore resistenza dei bambini al Covid-19,  che dipenderebbero dal loro sistema immunitario.

Covid-19: perché i bambini si ammalano meno secondo uno studio

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Covid-19: perché i bambini si ammalano meno, la spiegazione – Universomamma.it (Adobe Stock)

I bambini si ammalano meno di Covid-19 anche quanto contraggono l’infezione da Sars-CoV-2 tendono a sviluppare pochi sintomi della malattia, solitamente non gravi, oppure non hanno sintomi. Le ragioni, secondo, un recente studio sono nel loro sistema immunitario.

Lo studio, pubblicato su Scientific Data, è stato condotto dalla Scuola di igiene e malattie tropicali di Londra, afferma che l’immunità funziona al massimo tra i 4 e i 15 anni di età. Dopodiché inizierebbe il declino fisiologico che rende gli adulti e soprattutto gli anziani più sensibili e vulnerabili alle malattie infettive. Una condizione dunque che vale non solo per il Covid-19 ma anche per altre patologie.

Un sistema immunitario più forte nei bambini in età scolare impedisce che si ammalino di Covid-19 e quando succede i sintomi sono molo più lievi di quelli degli adulti. I sintomi del Covid-19 e il tasso di letalità, spiegano i ricercatori, tendono ad aggravarsi dopo i quarant’anni. Per il morbillo, invece, questo accade già dopo i vent’anni.

Lo studio è una revisione che ha analizzato 140 insiemi di dati provenienti da diversi tipi di studi e relativi a 32 malattie infettive, di cui 9 virali e 13 batteriche. I ricercatori hanno esaminato il tasso di letalità e i tassi di ospedalizzazione delle malattie per fasce d’età.

I ricercatori hanno scoperto che le malattie infettive sono gravi nei bambini piccoli, che hanno il sistema immunitario ancora in formazione, poi la gravità diminuisce nei bambini durante la prima infanzia per risalire già durante l’adolescenza. L’unica malattia infettiva che è grave anche nei bambini in età scolare è la dengue.

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Riguardo al Covid-19, come sappiamo i decessi sono molto rari nei bambini, così come le complicanze e i sintomi gravi della malattia. Questa caratteristica dell’infezione da Sars-CoV-2 ha spinto gli scienziati a nuovi studi sul sistema immunitario e ai cambiamenti delle sue risposte alle infezioni nella fase che va dall’infanzia all’anzianità.

Finora, la ricerca scientifica non si era interessata troppo delle variazioni del sistema immunitario in età più giovane. Si studiavano e si conoscevano soprattutto i cambiamenti nelle risposte immunitarie nei più anziani o negli adulti avanti negli anni. Tuttavia i “cambiamenti sono stati trovati anche nelle fasce di popolazione più giovani“, spiega la responsabile dello studio, l’epidemiologa Judith Glynn, come riporta EurekaAlert: “I nostri risultati – aggiunge – suggeriscono che il picco della risposta immunitaria viene raggiunto durante l’età scolare e quindi inizia a diminuire molto prima di quanto si pensi attualmente, in alcuni casi già a partire dai 15 anni.

Gli scienziati hanno scoperto che per malattie come

  • poliomielite,
  • tifo,
  • tubercolosi,
  • morbillo,
  • vaiolo,
  • varicella,
  • HIV,
  • mononucleosi infettiva
  • e febbre gialla

la gravità era maggiore all’età di 20 anni.

Dopo i 20 anni hanno invece mostrato una maggiore gravità

  • Ebola,
  • meningite da meningococco,
  • colera,
  • scarlattina
  • e febbre di Lassa.

Dopo i 30 invece

  • l’influenza stagionale,
  • la brucellosi
  • e l’infezione acuta da epatite B.

Infine per

  • SARS,
  • COVID-19,
  • MERS-CoV
  • ed epatite A

la gravità della malattia è aumentata dall’età di 40 anni. 

L’invecchiamento biologico del sistema immunitario si chiama immunosenescenza ed è un processo irreversibile. Comporta una maggiore suscettibilità alle infezioni, l’alterazione della risposta infiammatoria e l’aumento di malattie come cancro, malattie autoimmuni e croniche in età avanzata. Così come inferiore è l’efficacia delle vaccinazioni nei più anziani, per la scarsa risposta immunitaria.

Questi studi sul sistema immunitario sono comunque molto importanti per lo sviluppo di nuove forme di intervento nella protezione della salute di adulti e anziani, dai farmaci ai vaccini.

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Covid-19: perché i bambini si ammalano meno, la spiegazione – Universomamma.it (Adobe Stock)

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