“Mio figlio nato sordo deve operarsi”: l’appello di una mamma trova risposta

Un bambino nato con un problema ha trovato la solidarietà e l’aiuto necessari.

bimbo nato sordo (1)
fonte adobe stock

Unimamme, quella che vi raccontiamo oggi è una storia di amore e determinazione affinché un bimbo di pochi mesi ottenesse aiuto.

La lotta di una mamma di un figlio nato con disabilità

Si è trattato di una battaglia che la mamma di Giacomo ha sostenuto prima da sola e poi con l’aiuto di altre persone.

Anche per questo è importante che se ne parli, per mostrare che, anche di questi tempi, la solidarietà è ancora possibile.

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Il piccolo Giacomo, che ora ha 8 mesi, è venuto alla luce in marzo con una sordità profonda per cui, per consentirgli di udire, non potevano essere sufficienti gli apparecchi acustici, ma era necessario un impianto cocleare da inserire nell’orecchio.

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L’intervento per far riacquisire la capacià di sentire per questo piccino era fissato per il 6 novembre scorso, presso l’Ospedale Martini, specializzato nel trattamento di problemi audiologici in età pediatrica, purtroppo l’operazione è stata rimandata a causa della seconda ondata della pandemia. L’ospedale Martini infatti è diventato Covid e gli interventi non urgenti rimandati.

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Samantha, mamma del piccolo, però non ha voluto restare in silenzio: “Quello di mio figlio, invece, è proprio un intervento urgente, forse non è in imminente pericolo di vita, ma ogni giorno senza udito, per la sua crescita rischia di essere un giorno perso.” La mamma del bimbo aveva sottolineato che la neurologa del figlio aveva detto che non si poteva attendere la fine dell’emergenza.

Giacomo infatti aveva l’opportunità di recuperare al 100% i vari fondamentali passaggi della crescita su cui era rimasto indietro, ma solo se fosse stato operato tempestivamente. Altrimenti sarebbe stato molto difficile. Per farvi un esempio il bimbo non ha il senso dell’equilibrio, non riesce a star seduto e non ha nemmeno iniziato il percorso che, col tempo, porta tutti i bimbi a iniziare a parlare.

nato sordo
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All’appello della mamma avevano risposto anche ospedali fuori dal Piemonte, per esempio anche l’Umberto I di Roma si era offerto. La Asl aveva dichiarato che i casi come quello di Giacomo si sarebbero svolti presso l’ospedale Regina Margherita di Torino, ma nel frattempo il tempo passava.

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Ora però questa promessa è diventata realtà, perché i due commissari della città della Salute Giovanni Lavalle e dell’Asl città di Torino, hanno firmato una convenzione per far sì che gli interventi come quelli di Giacomo vengano garantiti. Non è infatti solo Giacomo ad attendere di poter udire, per la prima volta, i suoni del mondo, ma anche altri 20 piccini.

Mamma Samantha ha dichiarato su Repubblica: “Sono felicissima, è stata la più bella telefonata che potessi ricevere in questo momento”, l’operazione è fissata per giovedì prossimo e se tutto andrà come sperato presto il piccolo Giacomo potrà ascoltare la dolce voce della sua mamma e i suoni del mondo circostante, una grande conquista insomma.

Unimamme, cosa ne pensate di questa bella vicenda? Noi vi lasciamo con i bambini che impano il linguaggio dei segni per il custode sordo.

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