Covid, la buona notizia: una brutta malattia è quasi sparita

L’aspetto positivo del Covid: una brutta malattia è quasi sparita. Pochissimi casi di morbillo in Italia.

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Covid, la buona notizia: una brutta malattia è quasi sparita – Universoamma.it (Adobe Stock)

Mentre il Coronavirus monopolizza quasi tutte le notizie in tema di salute, le altre malattie rischiano di passare in secondo piano. Eppure non sono sparite, almeno non tutte.

Come abbiamo visto, l’emergenza Covid ha concentrato tutti gli sforzi sul contenimento dei contagi e il trattamento dei casi gravi, con la conseguenza che alcune malattie sono state inevitabilmente trascurate, sia nel trattamento che nella prevenzione. A causa del rinvio degli esami di screening, gli oncologi hanno lanciato l’allarme sul rischio di una “pandemia di tumori” nei prossimi mesi.

Non ci sono, tuttavia, solo notizie negative. Le misure di contenimento dei contagi da Coronavirus hanno avuto un effetto di prevenzione anche su altre malattie infettive. Abbiamo visto come la scorsa estate in Australia (dov’era inverno) la stagione influenzale è stata di fatto cancellata. Merito di distanziamento fisico, uso delle mascherine, igiene delle mani e anche di una maggiore vaccinazione contro il virus dell’influenza. Una situazione che potrebbe ripetersi anche da noi, dove ancora non si registrano casi d’influenza.

L’influenza non è l’unica malattia su cui hanno avuto effetto le misure anti-Covid, ce n’è anche un’altra, che può avere conseguenze molto più gravi dell’influenza ed è molto più fastidiosa e dolorosa: il morbillo. Ricorderete negli anni scorsi l’ampia diffusione dei casi di morbillo in Italia, con diversi morti, per una malattia che si sconfigge con il vaccino.

L’epidemia di morbillo nel 2017 aveva spinto il governo di allora ad introdurre la vaccinazione obbligatoria nei bambini e ragazzi, con tutte le polemiche al seguito. Ora “grazie al Covid” questa malattia è quasi sparita in Italia. Il che non significa abbassare la guardia sul vaccino.

Il calo dei casi di morbillo in Italia è stato certificato dalla sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità. Ecco cosa bisogna sapere.

Covid, la buona notizia: diminuiti i casi di morbillo in Italia

Il Coronavirus “ha fatto bene al morbillo”, più correttamente il lockdown e le altre misure per contenere la pandemia. Dall’inizio dell’anno, infatti, sono stati segnalati in Italia solo 101 casi di morbillo, secondo i dati della sorveglianza integrata morbillo e rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Il bollettino pubblicato da Epicentro riporta che dal 1° gennaio al 31 ottobre 2020 sono stati registrati in tutta Italia 101 casi di morbillo, segnalati da 12 Regioni. L’incidenza è di 3,3 casi per milione di abitanti, ma è più alta nella fascia 0-4 anni di età, con 4,6 casi su un milione. Tutti concentrati nei primi tre mesi dell’anno.

Casi di morbillo in Italia nel 2020:

  • 52 a gennaio,
  • 40 a febbraio,
  • 9 a marzo.

Da aprile a oggi non sono stati segnalati casi di morbillo. Il crollo è iniziato a marzo, poi, i casi sono scomparsi ad aprile e non si sono verificati altri contagi nei mesi seguenti. Un calo e poi una scomparsa di contagi che evidentemente sono dovuti al lockdown e alle altre misure di contenimento della pandemia di Covid-19. Sappiamo, infatti, che il morbillo è molto contagioso. Infatti, se una persona affetta da Covid può contagiare normalmente fino a 1 o 2 persone, una sola con il morbillo contagia fino a 15 persone.

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Diciamo chiaramente che 101 casi di morbillo sono comunque ancora troppi se consideriamo che questa malattia è di fatto scomparsa da diversi Paesi grazie alle vaccinazioni. In Italia, invece, il morbillo è endemico a causa dell’insufficiente vaccinazione della popolazione, che per l’elevata contagiosità della malattia richiede una diffusa immunità di gregge (al 95%).

Comunque si tratta di numeri molto positivi se messi a confronto con quelli degli anni scorsi. Dal 2013 a oggi sono stati registrati in Italia 14.889 casi di morbillo, così distribuiti:

  • 2.270 casi nel 2013,
  • 1.695 nel 2014,
  • 256 nel 2015,
  • 862 nel 2016,
  • 5.937 nel 2017,
  • 2.681 nel 2018,
  • 1.627 nel 2019
  • 101 nel 2020.

In un anno si sono avuti ben 1.526 casi in meno.

I 101 casi di morbillo del 2020 sono così distribuiti nella popolazione:

  • 54 maschi e 47 femmine,
  • 52% casi in persone tra 15 e 39 anni di età,
  • età mediana 33 anni (range 0-61 anni),
  • 5 casi in bambini con meno di un anno di età (incidenza: 11,4 casi su un milione),
  • 12 casi registrati tra operatori sanitari,
  • 2 casi tra operatori scolastici.

Inoltre:

  • il 92,8% dei casi per cui è noto lo stato vaccinale era non vaccinato al momento del contagio,
  • il 25,7% dei casi ha sviluppato almeno una complicanza,
  • il 56,4% dei casi è stato ricoverato,
  • il 16,8% si è rivolto al pronto soccorso.

Tra le complicanze più diffuse nei casi di morbillo: epatite/aumento delle transaminasi (11,9%), cheratocongiuntivite (8,9%), diarrea (7,9%), stomatite (6,9%), polmonite (5,9%), laringotraccheobronchite (4%), trombocitopenia (3%), altra complicanza (1%).

Infine, per quanto riguarda la rosolia, dal 1° gennaio al 31 ottobre 2020 sono stati segnalati 12 casi da 6 Regioni. Di questo: 9 casi a gennaio e 3 a febbraio. L’età mediana dei contagiati è di 33 anni. La stessa del morbillo e legata alla mancata vaccinazione.

Ulteriori approfondimenti sul sito web di Epicentro: www.epicentro.iss.it/morbillo/bollettino/RM_News_2020_62.pdf

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Neonato con morbillo (@istock)

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