Covid-19: trovato un nuovo paziente 1 in Italia, il caso

Covid-19: trovato un nuovo paziente 1 in Italia, secondo uno studio è una ragazza di 25 anni di Milano.

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Covid-19: trovato un nuovo paziente 1 in Italia, il caso – Universomamma.it (Test Covid. Foto di Emanuele Cremaschi/Getty Images)

Nello studio sull’origine del Coronavirus Sars-CoV-2 e la ricerca dei primi contagi reali avvenuti in Italia, sarebbe stato trovato un nuovo paziente 1.

Come tutti ormai sanno, infatti, il paziente di Codogno scoperto il 20 febbraio dello scorso anno, come primo caso ufficiale di Coronavirus in Italia, non è il vero paziente 1. L’infezione circolava già da tempo senza che lo sapessimo perché era stata confusa con altre patologie. Un primo segnale era arrivato da una serie di polmoniti anomale che si verificarono in Emilia Romagna e Lombardia, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Molto probabilmente causate dal Coronavirus che all’epoca aveva contagiato ancora poche persone, per poi esplodere tra la fine di febbraio e i primi di marzo, con esito drammatico.

Ora uno studio internazionale, condotto dall’Università Statale di Milano, avrebbe scoperto chi il primo paziente di Covid in Italia. Si tratta di una paziente, per la precisione. Ecco che cosa bisogna sapere.

Covid-19: trovato un nuovo paziente 1 in Italia, è una ragazza

Sarebbe una ragazza di 25 anni di Milano la prima paziente di Covid individuata in Italia. Il suo caso risale al 10 novembre 2019. La giovane era affetta da una dermatosi atipica alle braccia che non aveva ricevuto una diagnosi precisa.

La scoperta del contagio è stata fatta a posteriori, quando i ricercatori hanno analizzato al microscopio una decina di biopsie cutanee di dermatosi atipiche, risalenti agli ultimi mesi del 2019 e che non avevano avuto una diagnosi precisa. Come spiega Repubblica.

Nel novembre del 2019, infatti, non venivano effettuati i test PCR, o tamponi, per la ricerca del Coronavirus, di cui all’epoca non si conosceva ancora nemmeno l’esistenza. La Cina ha dato la comunicazione ufficiale della scoperta di un nuovo virus respiratorio all’Organizzazione Mondiale della Sanità il 31 dicembre 2019.

L’esame delle biopsie cutanee è stato condotto da un gruppo di patologi internazionali coordinato da Raffaele Gianotti, ricercatore dell’Università Statale di Milano, con il supporto dei laboratori dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Centro Diagnostico Italiano, del Dipartimento di Dermatologia dell’Ospedale Universitario de Móstoles dell’Università Rey Juan Carlos di Madrid e dell’Healthcare Investment Banking del Regno Unito.

La paziente milanese si era presentata in ospedale il 10 novembre 2019 con una “con una dermatosi orticarioide simile a una placca sulle braccia”, hanno spiegato gli studiosi che hanno trovato nella biopsia cutanea della 25enne sequenze geniche dell’RNA del virus Sars-Cov-2, identificato con la tecnica RNA-FISH dall’Istituto Europeo di Oncologia. Il virus è stato identificato anche con test immunoistochimici per antigeni nucleocapsidici del Sars-Cov-2.

Successivamente, nel giugno 2020, la giovane si era sottoposta a test sierologico che aveva rilevato gli anticorpi al virus IgG. Sulla base di questi dati non dovrebbero esserci dubbi che la 25enne abbia avuto il Covid-19.

Covid-19 e malattie cutanee

La giovane paziente milanese aveva un’eruzione cutanea con arrossamento sulle braccia. Non aveva altri sintomi, a parte un lieve mal di gola, mentre le lesioni sulla pelle sono scomparse dopo cinque mesi, ha fatto sapere la donna. Le patologie cutanee, anche se meno frequenti, sono un sintomo del Covid-19 e sono presenti in circa il 5-10% dei pazienti.

Le immagini dello studio dell’Università Statale di Milano sulle dermatosi da Covid (in alto a sinistra la cute della 25enne)

Il professore Gianotti ha spiegato che lui e i suoi ricercatori hanno “cercato nel passato perché nei nostri lavori già pubblicati su riviste internazionali è stato dimostrato che esistono, in questa pandemia, casi in cui l’unico segno di infezione da Covid-19 è quello di una patologia cutanea. Mi sono domandato se avessimo potuto trovare indizi della presenza della SARS-CoV-2 nella cute di pazienti con solo malattie della pelle prima dell’inizio della fase epidemica ufficialmente riconosciuta”.

I casi in cui l’unico sintomo di infezione da Sars-Cov-2 è una patologia cutanea sono stati confermati da altri sei pazienti, questa volta del 2020, che erano affetti da dermatosi ma senza gli altri sintomi più comuni del Covid-19. Come ha spiegato Massimo Barberis, direttore dell’unità clinica di diagnostica istopatologica e molecolare dell’Istituto Europeo di Oncologia.

Lo studio dell’Università Statale di Milano e stato pubblicato sul British Journal of Dermatology lo scorso 7 gennaio. L’Università scrive che “sulla base dei dati presenti in letteratura mondiale questo è il più antico riscontro della presenza del virus SARS-CoV-2 in un essere umano“. Addirittura prima che in Cina, dove il primo caso di Coronavirus è stato ufficialmente individuato in un uomo di 55 anni ricoverato per polmonite il 17 novembre 2019 nella provincia di Hubei. Esattamente una settimana prima dal caso della giovane milanese.

Sappiamo, tuttavia, che ci sono forti sospetti che il Coronavirus si sia manifestato in Cina già dal mese di ottobre 2019.

In un precedente studio, sempre l’Università Statale di Milano aveva individuato il primo paziente Covid in Italia in un bambino di quattro anni che a inizio di dicembre 2019 era stato segnalato come caso sospetto di morbillo.

Trasmissione del covid
(Foto da Pixabay)

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