Il governo è crollato: Renzi annuncia le dimissioni delle ministre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:45

La conferenza stampa di Matteo Renzi, leader di Italia viva, annuncia il crollo del governo: «Crisi aperta da mesi, non da Italia Viva.»

Renzi
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“È molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo. Noi viviamo una grande crisi politica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia. Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello di risolvere i problemi, non nasconderli. […] Una pregiudiziale sul nome di Conte né sulle formule”.

Così il senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha annunciato le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova, Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto, aprendo ufficialmente la crisi di governo.

Matteo Renzi fa crollare Conte

Conte
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«Noi non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. […] Nell’affermare la fiducia incrollabile nel Presidente della Repubblica, noi pensiamo che si debba affrontare i tre punti cardine che le ministre e il sottosegretario hanno scritto al presidente del Consiglio: metodo, Mes e cantieri. […] Lo facciano ma senza rinviare ancora. Senza continui giochi di parole, comunicati roboanti. La democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate allora qualcuno deve avere il coraggio di dire che il re è nudo».

Così Matteo Renzi spiega la posizione del suo partito e il motivo per andare verso una crisi di governo, specificando poi:

«C’è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali – ha spiegato – Ci sarà un motivo se l’Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla».

Le elezioni però non sono dietro l’angolo o, almeno così non la vede Matteo Renzi:

«Italia dei Valori voterà sì allo scostamento di bilancio e sui ristori, restando al fianco del governo — quale esso sarà per il decreto ristori — ma non siamo pronti a essere come gli altri e fingere che va tutto bene. Se c’è una crisi politica la si affronta nelle sedi istituzionali, non con i post su Facebook»