Papà di 72 anni ricoverato ha bisogno di aiuto: l’appello dei figli

L’appello sui social di un figlio dispertato per il papà di 72 anni ricoverato in ospedale e l’incredibile risposta ricevuta. Ecco quando i social sono di aiuto. 

Figlio fa un appello per il padre

I social a volte possono essere d’aiuto per lanciare degli appelli e per far sbloccare una situazione. E’ questo il caso di un figlio disperato che non riesce a mettersi in contatto con il padre anziano ricoverato in ospedale.

 L’appello per il papà di 72 anni ricoverato in ospedale: “E’ una situazione che ci distrugge”

Appello per il padre anziano

Su di una pagina Facebook, Taranto è Lui, il 18 gennaio viene pubblicato un messaggio di un figlio disperato: “Ciao Taranto è Lui, sono qui a scriverti perché purtroppo è da una settimana che viviamo in un odissea che ci ha stravolto la Vita. Purtroppo mio Papà, era stato ricoverato al Santissima Annunziata per una polmonite ab ingestis, dovuta purtroppo ad un carcinoma avuto 13 anni fa’, che fortunatamente ha sconfitto, però gli effetti negli anni si fanno sentire. Ricoverato il 5 Gennaio, risultato dal tampone Negativo, lunedì 11 gennaio doveva essere dimesso, ma purtroppo nel suo reparto (medicina ex donne) siamo venuti a conoscenza che un medico è risultato positivo al covid e ha infettato tutto il reparto. Ora papà è stato ricoverato al Moscati“.

Al messaggio segue un appello:Cerchiamo qualche infermiere che lavora al moscati al reparto covid di pneumologia e che insegni a papà ( uomo di 72 anni,vecchia scuola) ha utilizzare WhatsApp e fare videochiamate, per tenergli su il morale, lui ha il caschetto per l’ossigenazione, fa fatica a parlare e purtroppo non sente, perché nel trasporto è stato perso l’auricolare acustico, però se almeno riuscisse a scrivere, per noi sarebbe una grande cosa, purtroppo non ha mai voluto imparare quando stava a casa, o anche fargli fare delle videochiamate, perché anche se non sente almeno può vederci. Purtroppo è una situazione veramente che ti distrugge, ti lacera dentro. Non faccio io nome di mio papà, ma se qualcuno di cuore vuole aiutarci potrebbe contattarci in privato. Grazie di cuore“.

In poco tempo gli utenti della pagina si sono molitati per aiutare Andrea Cavallo, l’autore del post. Chi ha taggato amici che lavoro all’ospedale, chi ha chiesto il nome del padre perchè ha parenti che lavorano in quel reparto, insomma in poco tempo si è creato un vero e proprio tamtam che ha reso felice Andrea:Ragazzi mi tremano le mani a scrivere, per la disperazione ho scritto su taranto è lui, non immaginando cosi tanta attenzione!!! vi siamo grati a tutti, ho ricevuto una valanga di messaggi, siamo felicissimi di questo, perché ora sappiamo che ci sono tantissime persone che ogni giorno, combattono in prima linea per salvare delle vite e so quanto può essere difficile, ma nonostante tutto si sono messe a disposizione. Io non trovo le parole adatte per descrivere la felicità che sto provando in questo momento. Scusatemi se ho scritto questo post, ma la disperazione di avere le mani legate e non poter far nulla, mi ha portato a questo. grazie di ❤️ a tutti siete stati veramente tantissimi“.

Gli operatori socio sanitari, imedici e gli infermieri hanno subito cercato la soluzione più adatta. Hanno procurato al signor Cavallo un tablet, hanno ritrovato l’auricolare smarrito e così i familiari hanno finalmente potuto comunicare con lui.

Voi unimamme eravate a conoscenza di questa vicenda?