Sembra facile dire latte ma quale scegliere davanti al banco frigo?

Il latte è uno degli alimenti più importanti dal momento che rappresenta la principale fonte di calcio. Consumarlo, nelle giuste quantità, assicura una buona salute alle nostre ossa.

Tipologie di latte
Foto da Pixabay

Il latte è fondamentale per il corretto sviluppo delle ossa e dei denti, di conseguenza, a qualsiasi età ne è raccomandato il consumo. L’assunzione dovrebbe essere maggiore nei giovani, nelle donne, per le quali è maggiore il rischio di ammalarsi di osteoporosi e, infine, negli anziani. Secondo gli esperti, il periodo in cui è importante assumere la giusta quantità di latte va dalla nascita fino ai 25 anni. Va ricordato, inoltre, che oltre al calcio, il latte contiene importanti sali minerali come fosforo, magnesio e, infine, potassio.

Le tipologie di latte in commercio, quali caratteristiche bisogna valutare?

Tipologie di latte
Foto da Pixabay

Le tipologie di latte sono tante: si va da quello intero a quello scremato, passando per quello fresco o a lunga conservazione. Si può scegliere ancora tra tipologie di latte ad alta digeribilità o vitaminizzato. Insomma, tra tantissime tipologie.

Il latte va differenziato in base a tre diverse caratteristiche, ossia:

  1. l’origine;
  2. gli aspetti nutrizionali;
  3. trattamento termico che ha lo scopo di garantire la sicurezza, sia dal punto di vista igienico che sanitario, del prodotto;

Per l’origine, non dobbiamo pensare al paese di provenienza bensì se stiamo parlando di latte di tipo vaccino, di capra o, ancora, di asina. Se, sulla confezione di latte, compare solo la parola latte, vuol dire che è quello vaccino, nel resto dei casi, la specie va sempre obbligatoriamente indicata.

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Gli aspetti nutrizionali, invece, riguardano le caratteristiche nutritive ossia la percentuale di grassi contenuti che determina se il latte sia intero, parzialmente scremato o, ancora, scremato. Talvolta, se il prodotto è stato oggetto di aggiunta di vitamine o di rimozione del lattosio, si può notare sulla confezione la voce: “modificato”.

Veniamo al terzo punto, il trattamento termico. Nel caso del latte crudo, esso viene sottoposto a temperature che non superano i 40°C e, tra l’altro, deve essere portato a bollore prima di poterlo consumare in sicurezza. Nel caso di quello pastorizzato, la temperatura sale a 72°C, mentre, invece,  per quello a lunga conservazione a 135°C.

A sua volta, il latte di tipo pastorizzato può essere suddiviso in fresco o fresco ad alta qualità. Nel primo caso, vuol dire che ha subito il trattamento termico entro 48 ore, nel secondo, il prodotto presenta caratteristiche di tipo igienico e sanitarie molto alte, rendendo possibili temperature più basse. La tipologia di latte pastorizzato, inoltre, si specifica nel video, può essere anche microfiltrato.

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Nel video condiviso dall’Istituto zooprofilattico delle Venezie, è spiegato quali sono i principali tipi di latte in commercio. Nei supermercati, infatti, ormai abbiamo la possibilità di scegliere tra tantissime tipologie di latte e la scelta diventa sempre più difficile. Non tutti sanno quale latte è bene scegliere per una colazione sana.

Per questo, l’Istituto in questione ha voluto fare un po’ di chiarezza tra i vari tipi di latte evidenziandone le peculiarità e le relative differenze.

Ecco il video condiviso dall’Istituto zooprofilattico delle Venezie:

Unimamme vi è chiaro quali sono i tipi di latte in commercio e le loro differenze? Voi quale sceglierete?