Assegno di divorzio all’ex coniuge sopra i 50 anni: la novità

Assegno di divorzio all’ex coniuge sopra i 50 anni di età: la novità da una decisione della Corte di Cassazione.

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Assegno di divorzio all’ex coniuge sopra i 50 anni: la novità – Universomamma.it (Adobe Stock)

La questione dell’assegno di mantenimento o di divorzio all’ex coniuge è sempre molto dibattuta. Al di là della norma di legge, sono i giudici a definirne le condizioni, stabilendo i principi fondamentali in quella che è la loro attività di interpretazione e applicazione della norma.

Qualche mese fa, come abbiamo visto, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’assegno di mantenimento non spetta alla ex moglie divorziata se ha un compagno stabile.

Ora, sempre la Cassazione ha preso un’altra importante decisione, in questo caso sull’assegno versato all’ex coniuge sopra i 50 anni di età. Ecco di cosa si tratta e cosa bisogna sapere.

Assegno di divorzio all’ex coniuge sopra i 50 anni: cosa ha deciso la Cassazione

In un caso di coniugi divorziati, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio molto importante sull’assegno di mantenimento da versare all’ex coniuge sopra i 50 anni di età che non lavora. In questo caso si tratta della ex moglie, come accadrà nella maggior parte dei casi.

L’ex marito aveva fatto ricorso per la revoca dell’assegno di mantenimento, sostenendo che non spettasse alla ex moglie perché non cercava lavoro. La donna, insomma, non si impegnava per rendersi autonoma e per mantenersi economicamente da sola, quando, secondo il marito avrebbe potuto.

Il caso, citato da Termometro Politico, riguardava una donna di 53 anni che non lavorava e non aveva mai lavorato in passato, nemmeno prima del matrimonio, dunque non aveva alcuna esperienza. Un’età in cui è molto difficile trovare un lavoro, anche con esperienza, figuriamoci senza.

Sulla base di questa premessa, pertanto, i giudici della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso dell’ex marito e hanno dato ragione alla ex moglie. Con ordinanza n. 289 del 2021, la Cassazione ha stabilito che il diritto all’assegno di mantenimento a seguito di divorzio spetta alla ex moglie sopra i 50 anni di età anche quando la donna non cerchi attivamente lavoro: non si iscriva al centro per l’impiego e non si rechi a colloqui di lavoro.

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La Cassazione ha riconosciuto che una donna divorziata di 53 anni non è facilmente collocabile nel mondo del lavoro senza alcuna esperienza pregressa. Dunque, rimane il suo diritto all’assegno di mantenimento dell’ex marito anche nel caso in cui la donna possa contare sull’aiuto di parenti e amici e svolgere qualche lavoro saltuario. Aiuti e lavoro comunque non sufficienti al mantenimento. Come nel caso in esame.

Peraltro, nel processo di appello, la corte aveva in parte accolto la richiesta dell’ex marito, riducendo l’importo dell’assegno di divorzio da 400 a 300 euro al mese. In ogni caso una cifra insufficiente al mantenimento di una donna divorziata senza altri aiuti.

L’uomo, però, non era soddisfatto, avrebbe voluto la cancellazione dell’assegno, senza dover versare più nulla alla ex moglie. Da qui la decisione di fare ricorso in Cassazione, che tuttavia gli ha dato torto. La Corte ha ritenuto che il semplice rifiuto della donna di mettersi a cercare lavoro non fosse sufficiente per privarla del diritto all’assegno di divorzio. Infatti, non basta la volontà di cerare lavoro per trovarlo veramente, soprattutto dopo i 50 anni di età e a maggior ragione se non si possiede alcuna esperienza lavorativa.

I giudici, dunque, hanno riconosciuto le oggettive difficoltà della donna, come peraltro era accaduto anche nel processo di appello. Così, l’ex marito dovrà continuare a versarle l’assegno mensile.

divorzio con addebito per tradimento
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Che ne pensate unimamme di questa vicenda? Siete d’accordo con la decisione della Cassazione?