Vaccino AstraZeneca approvato in Italia: il confronto con gli altri due

Vaccino AstraZeneca approvato da EMA e da AIFA in Italia: le caratteristiche e in cosa si differenzia da quelli di Pfizer e Moderna.

vaccino astrazeneca approvato
Il vaccino AstraZeneca già somministrato in Inghilterra (Foto di Ian Forsyth/Getty Images)

Arriva un nuovo vaccino contro Covid-19, quello tanto atteso e discusso AstraZeneca/Oxford:

  •  il 29 gennaio, il vaccino è stato approvato da EMA, Agenzia europea per i  medicinali, per l’utilizzo nell’Unione Europea
  • il 30 gennaio ha ricevuto anche l’autorizzazione di AIFA, Agenzia italiana del farmaco, per il nostro Paese.

Sul nuovo vaccino, tuttavia, è sorto un problema in merito all’efficacia negli anziani. EMA lo ha approvato per tutte le fasce di età ma ha evidenziato la mancanza di dati certi sull’efficacia per le persone sopra i 55 anni di età. Per questo motivo, in Germania verrà somministrato solo alle persone sotto i 65 anni.

In Italia Aifa ha approvato il vaccino per tutte le fasce di età ma raccomanda la somministrazione sotto i 55 anni. Il vaccino AstraZeneca, comunque, è considerato sicuro per la fascia di età sopra i 55 anni: EMA ha riferito che i dati sulla sicurezza sono affidabili.

Comunque, ora sono 3 i vaccini attualmente disponibili in Europa contro il Covid-19: quello di AstraZeneca e quelli di Pfizer/BioNTech e Moderna.

Scopriamo quali sono le caratteristiche di questo nuovo vaccino e in cosa si differenzia dagli altri due.


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Vaccino AstraZeneca a confronto con Pfizer e Moderna

Come hanno spiegato in diverse occasioni gli scienziati i vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna sono simili e si differenziano da quello di AstraZeneca.

I primi due utilizzano la tecnologia dell’RNA messaggero o mRNA. Questi vaccini contengono acido ribonucleico (RNA) sintetico con le istruzioni per produrre la proteina che il Coronavirus Sars-CoV-2 usa per infettare il suo ospite. In questo caso si tratta della proteina Spike. Con la vaccinazione il sistema immunitario impara a riconoscere la proteina e a bloccarla. I vaccini Pfizer e Moderna utilizzano una tecnologia innovativa, che finora non era stata mai utilizzata per un vaccino.

Invece, il vaccino di AstraZeneca  usa una tecnologia più tradizionale. Anche in questo caso l’immunizzazione avviene sempre contro la proteina Spike, ma il vettore in questo caso è un virus inattivato, l’adenovirus delle scimmie. Il virus contiene il materiale genetico della proteina Spike. Una volta iniettato nell’organismo con il vaccino, il sistema immunitario riconoscerà la proteina e la contrasterà.Naturalmente, l’adenovirus contenuto nel vaccino è innocuo, non può riprodursi né causare malattie.

Una diversa tecnologia, implica anche una diversa conservazione. I vaccini a mRNA sono più complessi da gestire e richiedono una conservazione a temperature molto basse:

  • il vaccino di Pfizer va conservato a -70° C, in congelatori speciali. Questo vaccino può essere mantenuto per alcuni giorni in contenitori con materiale isolante e ghiaccio secco.
  • il vaccino di Moderna richiede basse temperature, ma superiori a quello di Pfizer. Infatti, si conserva a -20 gradi, ma una volta scongelato può essere mantenuto per 30 giorni a una temperatura tra 2 e 8 gradi. Dunque con temperature da frigorifero, più facilmente gestibili.
  • il vaccino AstraZeneca, che si conserva a normali temperature da frigorifero tra 2 e 8 gradi.

È differente anche l’efficacia di questi vaccini:

  • Pfizer/BioNTech è efficace al 95%,
  • Moderna al 94,5%.
  • AstraZeneca/Oxford ha invece un’efficacia inferiore, si stima sia tra il 60% o il 70%.

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La somministrazione dei vaccini: le differenze

I vaccini attualmente approvati sono solo per gli adulti, perché non sono stati sperimentati su bambini e ragazzi. I vaccini per l’età pediatrica saranno probabilmente disponibili per il prossimo anno. La sperimentazione del vaccino per bambini e ragazzi, infatti, è iniziata da poco.

Varia di poco l’età di inizio della somministrazione dei tre vaccini:

  • il vaccino AstraZeneca è autorizzato per i maggiori di 18 anni
  • anche il vaccino di Moderna si può somministrare dai 18 anni in su
  • il vaccino di Pfizer già dai 16 anni.

Tutti e tre i vaccini richiedono due dosi di somministrazione, ma con una durata differente per il richiamo. La seconda dose va somministrata:

  • per il vaccino Pfizer a 21 giorni di distanza dalla prima,
  • per quello di Moderna a 28 giorni,
  • mentre per quello di AstraZeneca a 4-12 settimane.

In futuro potranno essere approvati anche altri vaccini. A breve dovrebbe arrivare ad EMA la richiesta di autorizzazione per il vaccino sviluppato da Johnson & Johnson. Mentre l’Ungheria ha approvato autonomamente il vaccino russo Sputnik V, che non è escluso possa essere approvato anche nel resto d’Europa.

Calendario vaccino covid
Foto da Pixabay

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