Adottata a 6 mesi fa un appello su Facebook: “Aiutatemi a ritrovare la mia famiglia”

Una donna adottata a 6 mesi ha voluto fare un appello su Facebook per ritrovare la sua famiglia. Ecco la storia di Angelica.

Angelica Zoppolat
Fonte: Facebook @Angelica Zoppolat

Una donna torinese, Angelica Zoppolat, di 43 anni anni, è alla ricerca della sua famiglia di origine, in particolare dei suoi fratelli, dato che quando era ancora molto piccola, è stata adottata da una nuova famiglia e nel tempo il desiderio di conoscere le sue radici è stato sempre più forte.

Adottata a sei mesi ora ha voglia di conoscere le sue origini

Angelica quando aveva solo 6 mesi è stata data in adozione, dopo soli due giorni è riuscita a risalire ai suoi genitori naturali ed ora vuole conoscere i suoi quattro fratelli.

Così come ha affermato la donna, la voglia di incontrare la sua famiglia di origine nasce dalla necessità di ricomporre i tasselli della sua vita.

Quando aveva solo sette anni, infatti, piangeva nel timore che la madre adottiva, quando andava a fare la spesa, non facesse più ritorno a casa. E’ proprio in quel momento che la famiglia adottiva ha deciso di dirle di essere stata adottata.


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Nel giro di pochi giorni, la Zoppolat ha scoperto di avere quattro fratelli, nati anche loro a Torino. Dato che la madre è morta, ha espresso il desiderio di avere una sua foto da mettere sulla sua tomba perché come lei stessa ha dichiarato: “Ognuno ha una dignità, qualsiasi cosa sia successa“.

Gli appelli su Facebook di Angelica 

Angelica ha pubblicato due appelli, uno per rintracciare i genitori e uno per rintracciare i fratelli.

L'appello di Angelica Zoppolat
L’appello di Angelica Zoppolat

La donna torinese per riuscire nel suo intento ha deciso di rivolgersi a Facebook, al gruppo Ti Cerco. Appelli di persone che cercano le loro origini e i loro cari. Si tratta di un gruppo in cui sono raccolti gli appelli provenienti da ogni parte d’Italia.

Proprio grazie a questo gruppo, è riuscita a conoscere l’identità dei suoi genitori, tuttavia, ha fatto sapere di non volersi fermare qui.

Angelica non è riuscita ancora a parlare con il padre che, attualmente, si trova in Calabria, mentre ha scoperto che la madre è mancata nel 2015.

Questa abitava a Torino e quando ha bussato al campanello della sua abitazione, dei vicini di casa l’hanno subito riconosciuta dicendo che assomigliava moltissimo alla madre Carmela, che evidentemente parlava molto della figlia.


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Sempre questi vicini di casa le hanno rivelato che la madre era molto sola, così si è recata al cimitero monumentale per cercarla, trovando la tomba purtroppo senza foto. Quindi oggi cerca anche di ottenere un’immagine della mamma.

La ricostruzione dei primi mesi di vita di Angelica

Da quello che è riuscita a ricostruire, Angelica fu affidata ai servizi sociali quando aveva un mese perché la madre versava in condizioni economiche molto precarie dal momento che viveva in una soffitta di 30 mq, fu allora che conobbe il padre naturale.

I suoi genitori l’hanno riconosciuta e battezzata, ma dopo un mese è stata affidata all’Ipi, istituto situato all’epoca in via Lanzo, a Torino. All’età di sei mesi, poi, Angelica, fu affidata alla sua famiglia adottiva.

Ad ogni modo, la donna adesso ha confessato di voler parlare con il padre per fare luce ancora di più sulla sua vita, e sul perché della sua adozione.

Non resta che sperare che Angelica riesca nel suo intento e possa, una volta per tutte, ad abbracciare suo padre e i suoi quattro fratelli, l’esistenza dei quali è stata appresa da uno zio paterno, come ha raccontato su Repubblica.

Unimamme cosa ne pensate dell’appello di Angelica Zoppolat e della sua volontà di conoscere le sue origini?