La Caserma: sul docu-reality piovono critiche severe

La settiana scorsa c’è stato il debutto ricco di successo di “La Caserma”, il nuovo docu-reality di Rai Due: in arresa della puntata di questa sera, sul programma piovono le critiche. Scopriamole!

fonte: Rai Due

Lo scorso mercoledì c’è stato il debutto de La Caserma, il nuovo docu-reality di Rai Due realizzato dagli stessi produttori de “Il Collegio”. Le prime reclute hanno indossato le divise e vissuto i primi momenti di vita militare: le prime mansioni, le prime sfide ma anche le prime punizioni.

I giovani dai 18 ai 24 anni, dunque, hanno iniziato la loro avventura nel mondo militare vivendo sotto le rigide regole di un militare dello scorso secolo: dure prove di coraggio e di disciplina li attendono durante le prossime puntate.

Dall’altro lato, però, c’è chi storce il naso e critica il messaggio che questo nuovo format lascia trapelare: obbedire è una virtù? Ecco le critiche e le accuse che sono piombate sul programma come un fulmine a ciel sereno.

La Caserma, dopo il debutto piovono critiche sul docu-reality

fonte: Rai Due

Non c’è più dubbio: dopo il suo debutto, La Caserma sta velocemente ottenendo un grande successo tra i telespettatori e il popolo del web. Tuttavia, come ogni format di successo, anche questo non è esente dalle critiche che sono piombate come un fulmine a ciel sereno.

Sotto attacco c’è la chiara retorica militarista alla base del reality: già in passato l’opinione pubblica si era interrogata sulla necessità di un ripristino della leva militare obbligatoria. Lo stesso Ministro della Difesa nel 2015 si era riproposto un’operazione volta al rinnovamento della difesa, per affascinare i più giovani alle divise e alla disciplina.

Una cosa sola devi fare: obbedire agli ordini“: è questa la frase che incarna perfettamente lo spirito di questa retorica e che è stata aspramente criticata. Ma è la stessa obbedienza una virtù? 

Il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani si è espresso aspramente nei confronti del messaggio di cui il docu-reality si fa portatore. “Addestramento militare? Siamo fuori tempo massimo. Dobbiamo iniziare a pensare ad altre forme di educazione, che vadano bene anche per i ragazzi meno disciplinati, e non parlare solo di ordini e di punizioni“, ha commentato il presdente del Forum, Massimiliano Pilati.

Ciò che preoccupa è la banalizzazione dell’argomento: le caserme servono per preparare le persone alla guerra e questo messaggio non mi va bene“, ha aggiunto.

La scelta che ha fatto storcere il naso a molti, infatti, è stata quella di mandare in onda la prima puntata nel “Giorno della Memoria”: in una giornata di pausa, riflessione e commemorazione, lo sfoggio militarista.

Nel docu-reality ci sono addestratori e reclute: è stata portata in prima serata una cultura militarista, secondo cui l’unica cosa da fare è obbedire. Ricordiamoci che ci sono persone che in passato hanno fatto il carcere perché non volevano obbedire a comandi militari che ritenevano sbagliati“, ha concluso Pilati.

E la critica è già divisa a metà: da un lato i fermi sostenitori del principio pacifista, dell’obiezione di coscienza che ha portato alla fine dell’obbligo di leva. Dall’altro alto coloro che urlano all’ennesima polemica sterile: in fin dei conti si tratta di un programma televisivo. Ma chi avrà ragione?

E voi, Unimamme, avete seguito la vicenda? Che ne pensate?