Concorso “La mia camera Ideale”: i disegni dei ragazzi preoccupano | FOTO

Ogni anno presso un istituto superiore si tiene il concorso “La mia camera ideale”, con l’obiettivo di stimolare le qualità creative, grafiche e progettuali degli studenti. In quest’anno di pandemia i disegni dei ragazzi spaventano.

Disegni del concorso:La Mia Camera Ideale
Disegni dei partecipanti al concorso: La Mia Camera Ideale (Fonte: Ravenna Today)

L’ottava edizione del concorso dell’indirizzo Costruzioni Ambiente e Territorio dell‘Istituto Tecnico Oriani di Faenza , ruotava attorno al tema del  sogno. La camera ideale doveva essere il luogo dove fantasia e realtà si fondono al fine di creare un ambiente dinamico, bizzarro, flessibile, fashion. Un luogo, quindi dove si vorrebbe davvero vivere.

Fantasia, immaginazione e realtà sono le componenti che i ragazzi dovevano utilizzare al fine di creare la loro camera ideale.

Purtroppo ciò che è emerso un po’ preoccupa.

La scoperta preoccupante dai disegni dei ragazzi della loro camera ideale

Alcuni dei disegni degli studenti che hanno partecipato al concorso:"La Mia Camera Ideale"
Parte dei disegni consegnati al concorso:”La Mia Camera Ideale”(Fonte: Ravenna Today)

Durante questa edizione,  i disegni consegnati da parte degli studenti sono molto particolari. I contenuti e i colori sono parecchio espressivi e mostrano la difficile condizione e realtà che questi adolescenti sono costretti a vivere per via della pandemia globale.

Gli interni riprodotti hanno un forte impatto. Lo scenario rappresentato è composto da:

  • pareti scure,
  • tombe,
  • cielo nero.

In disegno si vede un uomo emergere sul materasso con occhi impauriti e dal volto disperato.

Quello che trapela dai disegni, secondo l’analisi condotta dallo psicologo scolastico, Andrea Bilotto, coinvolto dal dirigente scolastico, è la condizione di chiusura e di blocco che ha indotto i ragazzi ad immaginarsi in un mondo frammentato, isolato. Sebbene perennemente connessi, tra didattica a distanza e relazioni virtuali tramite l’utilizzo dei social, questi disegni raccontano il loro isolamento profondo.

Il Dottor Bilotto, confrontandosi con la giura, ha pertanto dichiarato:”La simbologia di immagini e colori presente nei disegni non va presa certo alla lettera, ma inserita in un’osservazione più ampia che non può non tener conto anche dell’età e della maturità dei ragazzi. I nostri adolescenti sono stati toccati in modo diverso dalla pandemia, che ha stravolto le loro vite, e ciò influirà sulla loro crescita, sul loro futuro, sui sentimenti, sul modo di approcciarsi al mondo, agli altri, alla vita, sebbene in maniera diversa.”

Smartphone, computer, tablet e Ipad, assumono le sembianze di uno specchio in cui riflettersi. Gli adolescenti cercano così, di mettersi in comunicazione con il mondo. Allo stesso tempo però, questo non è altro che uno spazio ristretto, che li attira e nel quale finiscono per rinchiudersi, rischiando di diventare degli hikikomori.

Una tematica particolare quella degli adolescenti e della pandemia. Questa fascia di popolazione sembrerebbe essere quella più colpita dalla pandemia: le loro abitudini sono cambiate bruscamente per la DAD e ha impattato violentemente il loro modo di rapportarsi, sovvertendo ogni tipo di schema sociale.  Tutte le attività sociali, sono state sostituite con uno schermo, sostituendo la fisicità alla “digitalità” del rapporto umano.

I momenti di socialità, essenziali nella fase di formazione di un adolescente, sono svaniti. Questa, ad oggi, è la problematica che emerge, ed è quella più rilevante, a cui bisogna prestare attenzione. Specie appunto, se si considera la figura di un adolescente, che in piena fase di sviluppo è  fragile e immerso nell’incertezza.


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La pandemia ha diffuso in alcuni casi i sensi di apatia e solitudine nonché di fragilità .

Una situazione critica che coinvolge anche l’apprendimento. L’impatto è forte al tal punto da indurre gli studenti in un vicolo cieco: l’abbandono degli studi e lo sprofondamento nel disagio. Questo viene manifestato sotto forma di inquietudine, ansia, insoddisfazione, smarrimento, persino rabbia e violenza.

L’apprendimento e la socialità sono le sfere maggiormente danneggiate, come emerso anche dal rapporto di Save the Children e dell’Unicef, “The future we want’- Essere adolescenti ai tempi del Covid-19”. Infatti, più di 6 studenti su 10 hanno dichiarato che la digitalizzazione ha creato stress nello studio e un 16% degli intervistati ha registrato un peggioramento dei rapporti familiari, si legge su RavennaToday.


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In merito a questi dati, e alla situazione in generale che coinvolge gli adolescenti, attendiamo i nuovi provvedimenti da parte del Ministero dell’Istruzione e dal Governo.  Sperando che si prenderanno provvedimenti per la didattica e per ripristinare quanto più possibile le attività sociali.

Unimamme voi che ne pensate? Avete osservato come sono cambiati i disegni dei vostri figli?