Scuola e variante inglese: cosa occorre cambiare secondo l’esperto

Carlo Signorelli, professore di igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele, durante un’intervista, ha spiegato quali sono le linee guida per difendersi in maniera efficace dalla nuova variante inglese che risulta essere più contagiosa. Ecco cosa deve cambiare anche a scuola secondo l’esperto.

Variante inglese

Carlo Signorelli ha rilasciato un’intervista durante la quale ha fornito diverse linee guida per proteggersi in maniera efficace contro la nuova variante inglese. L’esperto ha voluto indicare quali sono le mascherine più adatte e altre misure da adottare per riuscire ad abbassare il rischio di contrarre la nuova variante molto temuta.

Le linee guida dell’esperto

La prima condizione che secondo Signorelli consente di ridurre il rischio di contagio da variante inglese è, senz’altro, la mascherina. A proposito del fatto che in alcuni paesi la mascherina Ffp2 è obbligatoria, ha voluto dire la propria ricordando, in particolare che le Ffp2 sono professionali e per questo progettate per gli addetti ai lavori sanitari e ai pazienti che sono stati contagiati. Di conseguenza, non è necessario utilizzarle per tutti i giorni.

Per Signorelli, infatti, le mascherine chirurgiche sono sufficienti. Queste hanno livelli di protezione standard molto validi, consentendo una sicurezza elevata sia sui mezzi pubblici, sia all’interno dei negozi che negli spazi al chiuso e affollati. “Non a caso sono state rese obbligatorie da subito sui voli aerei“, ha spiegato Signorelli.

Ovviamente, l’avviso è quello di indossarle correttamente e, dunque, facendo attenzione a coprire anche il naso.

Un altro strumento di protezione a nostra disposizione è il distanziamento. A tal proposito, sempre Signorelli, ha riferito che sono sufficienti 2 metri di distanza tra le persone. Tuttavia, ha specificato che non si tratta di un limite tassativo dal momento che un 1 e mezzo può bastare in determinate circostanze.

In linea di massima, bisogna tener presente che più è la distanza, meno sono le particelle di virus con le quali si potrebbe entrare in contatto. E’ per questo che solo 1 metro di distanza rischia di essere insufficiente a garantire la sicurezza nel caso della variante inglese, nota per essere molto contagiosa.

Le misure da adottare a scuola secondo Signorelli

Con riferimento ai piccoli, poi, ha voluto precisare che anche loro dovrebbero usare le mascherine chirurgiche, anche quando si trovano a scuola e giocano insieme. Non solo, queste dovrebbero essere indossate anche all’aperto dato che l’attuale situazione richiede particolare attenzione.

L’esperto ha anche voluto sottolineare che attualmente andrebbero evitati giochi a stretto contatto e che, probabilmente, la seconda ondata è stata innescata dall’apertura delle scuole.


Leggi anche: SCUOLE CHIUSE PER I TROPPI CONTAGI PER LA VARIANTE INGLESE: LA DECISIONE A LIVELLO LOCALE


Senza contare, poi, che a scuola i banchi non sono disposti alla giusta distanza. Un metro, infatti, secondo Signorelli non basta: “Un metro e mezzo sarebbe meglio ma non vedo soluzioni. Le scuole sono quello che sono. Dove la quota delle varianti è alta, purtroppo non c’è altra soluzione che chiudere“, come si legge su adnkronos.

Sempre secondo l’esperto, è di fondamentale importanza anche prestare la giusta attenzione agli ambienti chiusi. In questo caso, infatti, l’attenzione deve essere doppia. L’igienista, infatti, ha sottolineato l’importanza di aprire le finestre in classe.

Quando ci si trova all’aria aperta o in un ambiente ben areato il rischio di contrarre il virus diventa estremamente  basso, fino a un decimo secondo quanto riferito dallo specialista.

Anche nelle case bisogna arieggiare gli ambienti e soprattutto non condividere bicchieri, posate e e tutto ciò che può fare da veicolo per la trasmissione del virus. In caso di visita di un parente, inoltre, bisogna tenere sempre su la mascherina.

Riguardo, invece, alla eventualità di recarsi al ristorante, non va evitato necessariamente, tuttavia, bisogna fare attenzione a  rispettare le regole sia da parte dei clienti che del personale.

Dato che per mangiare bisogna togliere la mascherina, Signorelli ha sottolineato la necessità della distanza fra i tavoli di almeno un metro e mezzo.


Leggi anche: CORONAVIRUS, LA VARIANTE INGLESE: LO STUDIO CHE PREOCCUPA GLI ESPERTI


Unimamme vi è tutto chiaro?