Le facoltà inaspettate dei neonati riguardo il loro corpo e lo spazio circostante

Una scoperta scientifica che riguarda i neonati: un interessante studio condotto da un team internazionale ha dimostrato una facoltà insospettata dei neonati a poche ore dal parto relativamente al loro corpo e allo spazio circostante.

Studio su neonati

Il team di esperti ha dimostrato una incredibile capacità del neonato che, a pochi giorni dalla nascita, sarebbe in grado di sviluppare quella che hanno definito una “integrazione multisensoriale efficiente“, questa in particolare permette ai neonati il riconoscimento del proprio corpo come un’entità separata dall’ambiente che li circonda.

Lo studio sui neonati e la percezione del corpo

Studio su neonati

Lo studio è stato effettuato mediante la tecnica dell’elettroencefalografia ed ha visto la partecipazione di diverse personalità internazionali tra cui i ricercatori del Manibus Lab del dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, del MySpace Lab del Department of Clinical Neurosciences dell’Università di Losanna e, infine, del Center for Neural Science della New York University.

Attraverso dei rilevamenti conseguiti  mediante l’utilizzo di una tecnica non invasiva di neuroimmagine è stato dimostrato che, a pochi giorni di vita, un neonato può sviluppare una integrazione multisensoriale efficiente, ossia che i neonati sono in grado di avvertire e riconoscere il loro corpo separato dall’ambiente circostante.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Proceedings of the National Academy of Sciences”, ha dunque potuto dimostrare una facoltà fino ad ora inaspettata. Enrico Bertino, Direttore della Neonatologia dell’Università e curatore della parte clinica dello studio, infatti, ha spiegato che prima si credeva che l’attività cerebrale del neonato fosse basata su fenomeni riflessi.

Tornando alla scoperta, Francesca Garbarini, professoressa di Psicobiologia e Coordinatrice del Manibus Lab del dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, ha spiegato che a differenza degli altri mammiferi, i neonati sono capaci di associare ad ogni suono un tocco, anche a poche ore dalla nascita.


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Sul portale dell’Università di Torino, peraltro, si è voluto sottolineare che essere in grado di associare stimoli di natura sensoriale è un’abilità di grande importanza perché è ciò che consente, ad esempio, di associare una voce a un viso familiare. Non solo, la capacità di identificare il proprio corpo distinto dal mondo esterno è fondamentale anche per poter sviluppare la consapevolezza di se stessi e un modo efficace di interagire con l’ambiente circostante.

Ebbene, da questo studio è emerso che i neonati, da un lato, sono capaci di associare un suono a un tocco e, dall’altro, di capire anche se il suono si trova nelle vicinanze o lontano dal loro corpo.

Mediante l’analisi condotta dai ricercatori, quindi, si è potuto operare una sorta di misurazione del “correlato neurale di questo fenomeno” costruendo un modello multisensoriale fatto di singoli suoni vicini e lontani dal corpo del neonato nonché da stimoli di natura tattile, in corrispondenza della mano destra.

Proprio da questo paradigma multisensoriale è emersa la straordinaria capacità dei neonati di identificare non solo il loro corpo in maniera separata dal mondo esterno ma di codificare anche lo spazio circostante.

Il team di esperti ha anche precisato che, molto probabilmente, questa facoltà potrebbe essere spiegata alla luce del fatto che la gestazione rappresenta una fase molto ricca oltre che molto lunga. Di conseguenza, l’esperta Garbarini ha spiegato che durante i nove mesi il neonato potrebbe aver già maturato questa facoltà.


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Irene Ronga, ricercatrice che ha preso parte allo studio, tra l’altro, ha affermato che se analisi successive confermeranno quanto dimostrato dallo studio in questione, tale facoltà dei neonati potrebbe divenire una sorta di biomarcatore di un corretto sviluppo neurologico. Di conseguenza, qualora venissero rilevate delle anomalie potrebbero essere il segnale preventivo di un’eventuale problema nello sviluppo neurologico del neonato.  Ovviamente si tratta soltanto di supposizioni, tuttavia, l’attuale scoperta lascia ben sperare per il futuro.

Unimamme cosa ne pensate di questo studio internazionale che ha dimostrato questa speciale facoltà dei neonati?