Nonna aveva torto: tutta la verità sui consigli che ci hanno dato sui bambini al mare

Tempo di vacanze per le famiglie con bambini e quindi anche ora di andare in spiaggia tutti insieme. Alcuni miti però vanno sfatati una volta per tutte. 

A volte ci si chiede da quali tempi remoti si tramandino i consigli dei nonni su come tenere i bambini. Ci sono i rimedi alternativi per la febbre e il mal di gola, ma soprattutto le raccomandazioni quando si esce. Anche la vacanza al mare non fa eccezione, ma alcune di queste perle di saggezza potrebbero dover essere aggiornate. Tanto vale partire da quello più comune relativo al dover aspettare per fare il bagno se si è mangiato qualcosa.

miti da sfatare al mare
Al mare i bambini si divertono, basta sapere come comportarsi in spiaggia. (Universomamma.it)

Tanto per cominciare due o tre ore di attesa sono decisamente esagerate se si è rimasti leggeri. Con frutta e verdura si può tornare in acqua poco dopo, mentre con cibi pesanti il discorso cambia. Per di più non è per forza l cibo a provocare problemi ma solo lo sbalzo termico. Se l’acqua non è gelata fa meno male tornarci dentro piuttosto che bere una bibita ghiacciata appena finito di mangiare. In ogni caso nulla vieta di stare almeno con i piedi in acqua, seduti sul bagnasciuga.

Sicuri e preparati ogni situazione

Importante invece è fare in modo che i bimbi anche molto piccoli siano ben forniti di crema solare ad alta protezione, ma anche che facciano delle pause all’ombra. Stare in spiaggia tra mezzogiorno e le quattro può essere pericoloso se si rimane al sole a lungo. Meglio quindi sfruttare le docce se presenti per bagnare loro la testa di tanto in tanto aiutando la termoregolazione.

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In acqua occorre tenere gli occhi aperti per eventuali animaletti(Universomamma.it)

In spiaggia è bene che i bimbi non si tolgano mai il costume, nemmeno i più piccoli e soprattutto in acqua. Si tratta di una misura di sicurezza igienica per evitare che espongano direttamente la pelle delle zone più delicate. Anche la sabbia può irritare molto la zona genitale, soprattutto se i bambini hanno meno di cinque anno. Esistono anche i pannolini resistenti all’acqua da sfruttare in caso per i neonati.

Quando si fa il bagno invece può capitare di avere qualche incontro ravvicinato poco gradevole, ad esempio con una medusa. L’importante è mantenere a calma e lavare prima di tutto la ferita in mare, non con i fluidi corporei (la vecchia storia sull’urina). Mai assolutamente usare l’acqua potabile perché potrebbe peggiorare il bruciore nella zona colpita. Di solito in 10-20 minuti il prurito inizia ad attenuarsi, ma meglio comunque rivolgersi al bagnino per intervenire in caso di complicazioni.