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Neonata di 4 mesi riempita di esplosivo in Afghanistan

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Care unimamme, abbiamo già parlato della triste sorte dei bambini in luoghi massacrati da guerre. Questa è l’ennesima storia che non avremmo mai voluto leggere, ma della quale è necessario parlare.

Neonata di 4 mesi usata come arma

Un ritrovamento raccapricciante è avvenuto la scorsa settimana in Afghanistan. Sono state fermate cinque persone mentre cercavano di entrare a Kunduz, città del nord del Paese. Nel gruppo c’era anche una donna che teneva in braccio una bimba avvolta dalle coperte. Ciò che ha lasciato senza parole è che sotto i vestiti della piccola ci fosse nascosta una bomba.

La piccola era stata trasformata in un ordigno e secondo la Direzione nazionale della sicurezza (National Directorate of Security, Nds), gli arrestati volevano eludere i controlli ed entrare a Kunduz dove volevano compiere un attentato.

Rabbia ed indignazione tra gli afghani, questo il commento di Sowita Abulrahizai vice capo della Commissione Indipendente per i diritti umani in Afghanistan: “L’uso dei bambini nei conflitti armati è l’atto più brutale e crudele, perché è categoricamente proibito dalla sharia islamica e dalle leggi vigenti nel Paese. I bambini sono i soggetti più vulnerabili, sono innocenti e devono essere protetti e aiutati”.

Non è la prima volta che vengono usati bambini e adolescenti per realizzare attentati. Quattro anni fa c’è stato il caso di una ragazzina di dieci anni costretta ad indossare una cintura esplosiva. La ragazza raccontò tutto alla polizia: “Dovevo attraversare il fiume di notte però avevo troppa paura e sono tornata a casa. Mio padre mi ha picchiata così sono scappata e la mattina mi sono arresa alla polizia”.

C’è chi invece non si è opposto come tre ragazzi che nel dicembre del 2017 si sono fatti esplodere in un centro culturale sciita uccidendo oltre 40 persone.

Secondo un rapporto di Human Right Watch, nelle scuole coraniche gestite dai talebani nella provincia di Kunduz, gli adolescenti vengono trasformati in combattenti pronti a morire. I convitti religiosi – la denuncia di Hrw – attraggono soprattutto bambini e ragazzi provenienti da famiglie povere per le quali la madrasa diventerebbe l’unico modo per assicurare la sopravvivenza dei loro figli. “La strategia dei talebani di reclutare i bambini è cinica e crudele, oltre che illegale”, ha dichiarato Patricia Gossman, ricercatrice di Hrw per l’Afghanistan.

Questa volta la bambina è stata intercettata e quindi salvata, ma non è sempre così.

E voi unimamme, cosa ne pensate di questa notizia ed in generale della sorte di questi bambini che hanno solo la sfortuna di essere nati in questi luoghi?

Vi lasciamo con la recente denuncia dell’Unicef sui bambini usati come soldati, scudi umani, rapiti, vittime di tratte e schiavitù, uccisi, mutilati.