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Bambini e tv (iStock)

Bambini e tv: rischi per lo sviluppo del cervello. Cosa devono sapere i genitori.

Ci siamo occupati più volte degli effetti dei dispositivi elettronici sui bambini, dalla tv allo smartphone, e degli effetti negativi che possono avere, a cominciare dalla dipendenza. I bambini non devono stare troppo a lungo davanti agli schermi, soprattutto quando sono molto piccoli. Il cervello dei bambini, infatti, è ancora in via di sviluppo e una esposizione troppo prolungata davanti alla tv può compromettere questo sviluppo, dicono gli esperti.

Bambini e tv: rischi per il cervello

Lo sviluppo dei bambini dipende in larga parte dalle esperienze che fanno e oggi, inevitabilmente queste esperienze comportano anche l’utilizzo della tecnologia, dalla televisione ai dispositivi elettronici come tablet e smartphone. Non è possibile che i bambini non li utilizzino, è fondamentale però che non li utilizzino troppo a lungo, perché stare molto tempo davanti a tv, computer, smartphone e tablet non solo fa male in generale ma può influire sullo sviluppo del loro cervello dei bambini.

Il cervello umano è un sistema dinamico che si adatta di continuo all’ambiente esterno. Quando alcuni aspetti di quell’ambiente cambiano, ad esempio il semplice mostrare delle immagini su un computer, anche il cervello cambia. Una caratteristica che vale ancora di più per i bambini, perché il loro cervello è più malleabile di quello di un adulto.

A partire da questa situazione, la domanda è se i cambiamenti portati da un incremento dell’uso della tecnologia siano evidenti e soprattutto persistenti, siano positivi o negativi. Inoltre, esistono diversi elementi che possono avere un effetto, come il tipo di tecnologia usata, per esempio, la durata e la frequenza dell’esposizione, e il contenuto.

Si tratta di questioni importanti che vanno prese in esame e sono state già oggetto di studi scientifici. Tempo fa, ad esempio, uno studio dimostrò che ascoltare la musica di Mozart migliorava i risultati di un bambino in alcuni test del QI e questo portò ad un boom nelle vendite della musica del grande compositore austriaco. Tuttavia, nuove e successive ricerche hanno poi scoperto che l’effetto migliorativo sulle performance dei bambini nei test QI non era specifico della musica classica, ma è stato osservato in qualunque esperienza portasse aumento di benessere e buon umore. Effetti che comunque non possono essere permanenti.

Nonostante siano numerosi gli studi sull’utilizzo della tecnologia nei bambini più grandi, sono molto pochi invece quelli che hanno raccolto dati su bambini piccoli, di età fino a due anni. Tra questi, uno studio molto interessante ha indagato gli effetti della tv sui bambini piccoli e ha scoperto che guardare la tv da soli aveva un impatto negativo nella comprensione del linguaggio nei bambini di età dagli otto ai sedici mesi. Ma lo stesso effetto non si verificava quando guardavano la tv con un genitore. Questa circostanza suggerisce che la relazione tra televisione e linguaggio riflette una mancanza di interazione tra genitore e figlio, piuttosto che l’esposizione alla tv di per sé.

La visione degli schermi è stata anche associata ad una peggiore quantità e qualità del sonno, in parte perché l’uso della tecnologia porta ad andare a letto più tardi, poi perché la luce degli schermi causa sovra-stimolazione, iper-eccitazione e soppressione dell’ormone melatonina.

Oltre agli stimoli visivi, un altro aspetto importante è quello dei contenuti. Tutti sappiamo che video con contenuti violenti vanno evitati, ma anche i filmati con contenuti educativi per adulti o per bambini più grandi non sono adatti per i bimbi sotto i due anni e possono confonderli. Come è successo negli Stati Uniti negli anni ’90 con video educativi pensati per bambini sotto i due anni, ma che in realtà non insegnavano nulla ai piccoli e anzi potevano configurasi come degli abusi, secondo alcuni psicologi.

Anzi, le ricerche hanno dimostrato che i bambini piccoli imparano più dal vivo che sul video, ovvero quando interagiscono con una persona in carne e ossa piuttosto che con un filmato. Questo perché l’interazione dal vivo stimola nei bambini circuiti neuronali che non vengono attivati nella visione passiva di un filmato.

Nell’utilizzo dei dispositivi tecnologici, lo schermo touch screen è meglio della televisione, perché impegna i bambini nel movimento della mano in coordinazione con l’occhio e i bambini sono attratti dal movimento. Mentre guardare la tv è un’attività esclusivamente passiva. L’uso del touch screen è stato associato all’abilità di impilare piccoli blocchi e una applicazione touch screen studiata per bambini può aiutarli a stimolare la loro curiosità e sviluppare le loro capacità. Alla fine, però, quello che conta è la relazione e l’interazione umana. Il contatto e lo scambio con i genitori è fondamentale e non può essere sostituito dalla tecnologia.

Che ne pensate unimamme? Siete d’accordo con questa conclusione?

Di questo tema si è occupato Dean D’Souza per The Conversation.

Vi ricordiamo il nostro articolo: I bambini danneggiati dal tempo trascorso davanti a tablet e smartphone