bambino disperso in calabria

Si cerca ancora il bambino disperso in Calabria durante il violento nubifragio della sera di giovedì 4 ottobre 2018, in cui sono morti la mamma e il fratello maggiore. Aperta un’inchiesta.

Un dramma nel dramma. Non è stato ancora trovato corpicino del bambino travolto da un muro d’acqua, mentre era con la mamma e il fratellino nella zona di Lamezia Terme, durante una violenta ondata di maltempo che ha la settimana scorsa ha colpito duramente la Calabria. Proseguono incessantemente le ricerche del piccolo di soli 2 anni, con i vigili del fuoco che stanno setacciando la zona dell’incidente, mentre sul caso è stata aperta un’inchiesta.

Bambino disperso in Calabria: si cerca ancora

Era la sera di giovedì 4 ottobre, quando nei pressi di San Pietro Lametino, frazione a sud di Lamezia Terme, una giovane mamma, Stefania Signore, di 30 anni, era in auto con i suoi due bambini Cristian di 7 e Nicolò di 2 anni. La donna stava tornando a casa, sotto un violento nubifragio, dopo essere andata a prendere i figli dai nonni, al termine della giornata di lavoro in un call center, ma a casa non c’è mai arrivata. Un’ondata di piena causata dall’esondazione del torrente Cantagalli, ha travolto lei e i suoi due figli. La donna e i bambini non hanno avuto scampo.

bambino disperso in calabria

A dare l’allarme era stato il marito di Stefania, Angelo Frijia, che non vedendo la moglie tornare a casa con i bambini si era preoccupato ed era uscito a cercarli sotto la pioggia battente e aveva avvertito i soccorsi. Purtroppo non c’era più nulla da fare. La piena aveva travolto e ucciso Stefania e i suoi bambini. Il corpo della donna insieme a quello del figlio di 7 anni sono stati trovati quasi subito. Mentre del bambino più piccolo, di soli 2 anni, non c’era traccia. In un primo momento si è sperato di ritrovarlo ancora in vita, una speranza che si è affievolita con il passare delle ore.

La mamma e il figlio maggiore sono stati trovati nel torrente Cantagalli, ad un chilometro dall’auto della donna, un’Alfa Romeo Mito, rinvenuta con le frecce ancora accese nei pressi del cavalcavia che collega San Pietro Lametino a San Pietro Maida, dove passa il torrente. Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, mamma e figli sarebbero scesi dall’auto quando l’acqua ha iniziato ad entrare nel veicolo, ma un muro di acqua li ha trascinati via.

In zona continuano le ricerche del bambino più piccolo, Nicolò: è stato svuotato un invaso d’acqua, mentre i vigili del fuoco hanno impiegato le ruspe per rimuovere fango e detriti che si sono accumulati sulle sponde del torrente Cantagalli. L’intera zona è battuta palmo a palmo. Le operazioni sono coordinate dal posto di comando avanzato, allestito dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro e partecipano alle ricerche anche il Soccorso alpino, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e i volontari di protezione civile.

Il maltempo ha battuto la Calabria durante il finesettimana, con 400 persone evacuate a Crotone, in località Margherita. Gli sfollati sono stati ospitati in un centro d’emergenza allestito in una scuola della città. Il sindaco ha chiuso scuole e uffici. In zona è arrivato anche l’esercito per controllare il territorio e sorvegliare le zone evacuate. In tutta la provincia sono stati segnalati smottamenti, frane e piccoli crolli.

Nella mattinata di lunedì 8 ottobre è giunta a Lamezia Terme la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, per essere vicina alle popolazioni colpite dall’alluvione. La presidente del Senato ha effettuato un sopralluogo nell’area tra San Pietro Lametino e San Pietro a Maida nella quale, dove Stefania Signore è stata travolta insieme ai figli Cristian e Nicolò. La presidente si è fermata alcuni minuti a parlare e dare conforto al marito della donna e padre dei due bambini. Dopo il sopralluogo la Casellati ha tenuto una conferenza stampa nella sede del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Lamezia Terme. Come riporta il Quotidiano del Sud.

“Sono qui  per portare la vicinanza delle istituzioni a questa terra così martoriata – ha detto Casellati – e poi anche per dire basta. Basta a queste tragedie, al ripetersi di queste tragedie. Non possiamo più ammettere di poter piangere i morti o di poter verificare situazioni ambientali di questo tipo. Occorre oggi un’azione forte dello Stato”. La presidente ha continuato, sottolineando che la situazione di dissesto idrogeologico della Calabria ormai non è più una emergenza. “Emergenza è un termine che dev’essere bandito dall’agenda politica e istituzionale, perché qui ormai c’è un pericolo costante”.

Nel frattempo, sulla tragedia in cui hanno perso la vita Stefania e i suoi bambini, la Procura di Lamezia Terme ha aperto un fascicolo di indagine per il reato di omicidio colposo plurimo. L’inchiesta guidata dal procuratore Salvatore Curcio è stata affidata al sostituto procuratore Giulia Maria Scavello.

Per lo svolgimento delle indagini è stato nominato un gruppo di esperti, tra cui un geologo, che doverà perlustrare l’area e capire se la piena d’acqua, considerando le strade e la zona, potesse essere prevedibile oppure no. La piena che ha investito Stefania Signore e i suoi bambini, è considerata anomala, nonostante la quantità d’acqua caduta abbondantemente su Lamezia Terme e dintorni la sera di giovedì 4 ottobre. Saranno le indagini a fare chiarezza, si spera, sul tragico evento.

È sempre difficile commentare la morte di una mamma e dei suoi bambini, soprattutto quando accade per un’alluvione. Pensate che queste vicende di possano evitare con una migliore manutenzione del territorio?