bambino segregato dai genitori
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Un episodio increscioso è avvenuto durante una colonia estiva. Un bambino di 9 anni costringe un suo compagno più piccolo a fare sesso orale.

Un episodio che la lasciato adulti e bambini perplessi e traumatizzati vede come protagonisti due bambini di 7 e 9 anni. L’episodio si è svolto durante una colonia a Blenio, un comune svizzero del Canton Ticino. Il bambino più piccolo sarebbe stato costretto a praticare del sesso orale al compagno di nove anni. La mamma del minore sporgerà denuncia.

Costringe l’amico a praticargli sesso orale: “Mio figlio è traumatizato”

Come riportato da Ticino Libero, un bambino di 7 anni è stato costretto a praticare del sesso orale al compagno di colonia di nove anni, davanti ad un altro bambino. Il fatto increscioso è avvenuto mentre i ragazzi stavano facendo la doccia, prima di cena.

La giovane vittima avrebbe poi rivelato quanto accaduto ad un monitore, come spiegato da un responsabile della colonia estiva: “Anche perché con i nostri monitori i bimbi hanno un rapporto di grande fiducia. Abbiamo subito preso sul serio la situazione”.

A portare all’attenzione dell’opinione pubblica l’episodio è stata la mamma del piccolo che è sconvolta: “Sabato, in giornata, siamo stati avvisati. Io non ci potevo credere. Sono subito corsa da mio figlio”. Inoltre ha aggiunto: “Mio figlio è traumatizzato. Siamo stati al pronto soccorso. È mia intenzione denunciare l’episodio alla polizia. Anche perché mi chiedo cosa possa spingere un ragazzino di 9 anni a fare certe richieste. Forse ha una situazione travagliata a casa, o addirittura ha subito abusi”.

Dalla colonia hanno fatto sapere che si sono subito mossi per capire il perché di un gesto del genere: “Abbiamo attivato immediatamente l’Aiuto Sostegno e Protezione dell’Infanzia (ASPI). Anche per capire come contestualizzare l’accaduto. In quell’età si è forse in una fase di scoperta, di gioco. È opportuno comprendere se dietro all’episodio ci sia, tuttavia, dell’altro”.

Per i ragazzi che stanno frequentando la colonia è stata organizzata una giornata di sensibilizzazione sull’educazione sessuale: “Non l’abbiamo voluta incentrare su quanto accaduto nello specifico. Gli specialisti dell’ASPI insistono parecchio sull’importanza di proteggere determinate parti del nostro corpo. È il concetto espresso più volte dalla campagna didattica “Sono unico e prezioso”.

Il parere di un’esperta: “E’ importante parlare con i propri figli quando si allontanano da casa”

Ticino Libero ha contattato una life Coach e consulente in sessuologia Kathya Bonatti, per capire cosa possa aver generato il gesto di una bambino di soli 9 anni.

La sessuologa ha dato ragione alla mamma della vittima: “Si deve andare a vedere se il bambino di 9 anni non sia stato a sua volta abusato, perché potrebbe essere scattato il meccanismo della coazione a ripetere, per cui rifà agli altri quello che a sua volta ha dovuto subire, esprimendo a livello inconscio nelle sue azioni ciò che gli è accaduto, ragione per la quale da vittima rende vittime altre persone”.

Potrebbe esserci anche un altro motivo legato alla facilità di trovare immagini pornografiche: “Un’altra ipotesi è quella che potrebbe aver visto del materiale pornografico cartaceo o video, oppure reperito attraverso Internet, dove spesso purtroppo l’accesso alla pornografia è facilitato senza filtri adeguati all’età emotiva dei bambini che la guardano. Potrebbe quindi aver voluto emulare gli “attori” ripetendo le medesime scene nella realtà”.

L’esperta sottolinea l’importanza della prevenzione e che bisogna dialogare con i figli: “Quando i bimbi si allontanano da casa per una colonia o un soggiorno di qualche tempo vanno preparati prima di partire anche su questi temi, con le modalità adeguate alla fascia di età a cui appartengono. A prescindere dalla violenza fisica, alcuni bambini in apparenza possono accettare alcuni atti perché non sanno nemmeno di cosa si tratta, oppure perché vengono proposti loro come dei giochi”.

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Voi unimamme sapevate di questo increscioso episodio?