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Botte, insulti e ciabatte tirate in faccia ai bambini ospiti di un asilo nido (VIDEO)

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Maestre dell’asilo di Gavirate picchiano i bambini.

Violenze sui bambini in un asilo: la storia

Un nuovo caso di maltrattamenti di bambini molto piccoli, questa volta a Gavirate, in provincia di Varese, sta facendo scalpore.

Forse vi ricorderete che di recente vi avevamo parlato di un altro caso in cui le maestre addirittura morsicavano i piccini.

La titolare trentaduenne dell’asilo Imparare è un gioco, che sorge al centro della città di Gavirate, è finita in manette e ora si trova agli arresti domiciliari, mentre la sua assistente, una trentanovenne che oltre a rivestire il ruolo di educatrice svolgeva anche le mansioni di cuoca è stata denunciata.

Contro quest’ultima ci sono anche alcune irregolarità riguardanti la sua posizione lavorativa, dal momento che viene pagata in nero da 2 anni.

Invece le posizioni di altri collaboratori della struttura sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Il personale del micronido è stato incastrato dalle eloquenti immagini delle telecamere piazzate dai carabinieri di Besozzo.

A inizio 2018 tre genitori avevano segnalato alle forze dell’ordine strani comportamenti nei loro bambini, così sono state nascoste le telecamere per fare accertamenti.

Il blitz, infine, è scattato il 18 aprile con l’arresto e la chiusura del micronido.

Agli occhi dei carabinieri sono comparsi 46 casi di chiara violenza fisica e verbale nei confronti dei piccoli ospidi del nido: minacce, ingiurie, strattonamenti, prese per il collo, piccoli che venivano scaraventati giù da una sedia perché non stavano seduti composti e addirittura ciabatte tirate in faccia ai bimbi.

Le piccole vittime di queste scriteriate e insospettabili insegnanti hanno tra i 6 mesi e i 3 anni.

I genitori dei bambini sono rimasti letteralmente interdetti, molti di loro avevano uno stretto rapporto di amicizia con la responsabile del nido, tanto che lei stessa si trovava a casa di una coppia di clienti del nido quando sono arrivati i carabinieri ad arrestarla.

Come si legge sul Corriere Filippo, padre di due bambini che frequentavano il nido entrato nell’occhio del ciclone, non aveva il minimo sospetto delle violenze perpetrate.

Lui e la moglie avevano un rapporto di confidenza con la titolare, a volte lasciavano i figli anche il sabato “mai un segno visto addosso al più piccolo, che rimaneva con le maestre fino a otto ore al giorno”.

Le maestre davano la massima disponibilità a prezzi abbordabili, a volte aprendo anche il nido molto presto.

Mi è capitato di lavorare il 26 dicembre e lei, la responsabile, apriva l’asilo apposta; lo stesso avveniva in orari particolari. È capitato di lasciare il bambino anche molto presto al mattino: “Non c’è problema Filippo, vai tranquillo“. E io mi fidavo”.

Il padre è incredulo davanti alle immagini e non riesce a capacitarsi di aver lasciato il figlio, per due anni, in balia di un clima simile.

” Nel video si vede chiaramente che non stava facendo nulla e a questo punto non so che pensare: siamo di fronte a un episodio sporadico? O l’andazzo lì dentro era quello di sgridare i bambini a tal punto da far loro accettare comportamenti al limite, e tali da non farli neppure muovere?”.

Filippo infine solleva l’ipotesi di installare telecamere in tutti gli asili.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa vicenda?

Noi vi lasciamo con la proposta di mettere telecamere negli asili.


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