Cancro al seno: la densità del seno influisce sui rischi (FOTO)

Cancro al seno (iStock)

Care unimammme, il nostro seno cambia nel tempo, in funzione del tessuto ghiandolare.

Le donne giovani hanno un seno più denso in cui tale tessuto è predominante, perché serve alla produzione del latte materno. Con l’età poi questo tessuto viene progressivamente sostituito dal grasso.

Uno studio ha indagato come la densità del seno influisce sui rischi di cancro al seno.

Cancro al seno: i rischi cambiano in base alla densità mammaria

Un seno è più denso quando il tessuto ghiandolare prevale sul grasso. Una condizione che i ricercatori dell’University of California associano ad un incremento del rischio di un tumore al seno.

Secondo una ricerca, pubblicata sulla rivista Jama Oncology, tale incremento del rischio dovuto alla densità mammaria sarebbe maggiore perfino di quello dipendente da altri fattori come

  • la familiarità,
  • l’aver sviluppato lesioni benigne al seno
  • o aver portato a termine la prima gravidanza dopo i 30 anni di età.

Il Dr. Ralph Highnam, già ricercatore dell’Università di Oxford, per oltre 25 anni all’avanguardia nel campo dello screening al seno, ha condotto un lavoro innovativo nella tecnologia dell’immagine digitale della mammella. Nel 2009 ha fondato un’azienda, Volpara, che si occupa di screening al seno, soprattutto nella misurazione della composizione del seno e della sua densità. Sulla densità mammaria, in una intervista a News Medical, ha espresso quanto segue.

La maggior parte dei metodi più noti di individuare la densità del seno inizia con una valutazione del volume di tessuto denso ai raggi x che può essere indicata come una percentuale del seno o semplificata in una categoria come le seguenti:

  • A: seno molto grasso (fatty)
  • B: seno con densità mammaria sparsa (scattered)
  • C: seno denso eterogeneo (heterogeneous)
  • D: seno molto denso (extremely dense)

Nei Paesi occidentali le donne prima della menopausa sono nel 70-80% dei casi nelle categorie C o D, ma dopo la menopausa scendono al 40-50%.

Vista l’importanza della densità al seno come fattore di rischio per il cancro, secondo quest’esperto è importante poter individuare questa densità nella popolazione.

La densità mammaria, ovvero la quantità di tessuto ghiandolare, non si verifica al tatto, ma solo con lo screening, come i raggi x o la mammografia. Solo così si riesce a quantificare il volume del tessuto denso, o tessuto bianco, nel seno.

Numerosi studi scientifici hanno stabilito fin dagli anni Ottanta che il cancro al seno è più probabile che si manifesti in donne con seno molto denso. Tuttavia è aperto ancora il dibattito tra gli scienziati sulla portata di questo rischio maggiore e come intervenire sulle donne ad alto rischio.

Nelle donne con seno denso è inoltre più difficile individuare la presenza di un tumore attraverso la mammografia. Ai raggi x il cancro al seno appare sotto forma di materiale bianco. quindi è più difficile da individuare su uno sfondo bianco, come appare il tessuto ghiandolare mammario, piuttosto che su uno sfondo scuro, come è invece il tessuto grasso.

Solitamente i radiologi sono in grado di valutare la densità mammaria ad occhio e finora i loro giudizi sono stati molto buoni nel prevedere il rischio di un futuro cancro al seno. Tuttavia, i giudizi sulla densità mammaria possono variare di molto tra i radiologi.

Oggi la valutazione dell’occhio umano è aiutata da strumenti più sofisticati, dotati di un software in grado di valutare in modo automatico e oggettivo il volume del seno, quello del tessuto denso e quindi determinare l’esatta percentuale della densità mammaria.

Le donne possono così sottoporsi a screening sempre più sofisticati. Come la tomosintesi, una specie di mammografia in 3D, che aiuta ad individuare il cancro al seno nelle categorie “B” e “C“. Nonostante alcuni recenti articoli abbiano evidenziato che questo screening non porti grandi differenze nel seno molto grasso o molto denso.

La mammografia digitale è arrivata nei primi anni 2000. Sebbene gli studi hanno rilevato che i risultati delle analisi non sono troppo diversi dai tradizionali sistemi di screening, la nuova tecnologia ha portato nuove applicazioni software, come

  • la rilevazione al computer,
  • la densità automatica della mammella,
  • la tomosintesi
  • e ora i big data e i sistemi di controllo di qualità automatizzati.

Nel futuro, inoltre, annuncia l’esperto, saranno di aiuto alle donne non solo lo screening migliore ma anche i farmaci per ridurre la densità mammaria e quindi il rischio di tumore al seno.

Che ne pensate unimamme? Arriveremo a prevenire completamente il cancro al seno?

Vi ricordiamo il nostro articolo: Mammografia: è utile, ma fino a che punto per prevenire il cancro al seno?

VIDEO: seno denso, la tomosintesi

Firma: valeria bellagamba

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