La casa delle sex dolls chiude prima del tempo: sequestrata per irregolarità. L’attività non è a norma di legge.

Una casa chiusa nel vero senso della parola, chiusa perché è stata sequestrata dalla Polizia municipale di Torino. È quanto è successo a pochi giorni dall’apertura della prima casa di appuntamenti con Sex dolls, che tanto clamore aveva suscitato alla notizia della sua inaugurazione. Prima casa di appuntamenti con bambole al silicone in Italia.

La novità aveva attratto un numero ingente di clienti e curiosi, tanto che le prenotazioni erano fioccate da tutta Italia, facendo registrare il tutto esaurito per un mese e mezzo. A rovinare la festa ai clienti ci ha pensato la Polizia locale di Torino. La casa di appuntamenti è stata chiusa, posta sotto sequestro per irregolarità. Ecco cosa è successo.

Chiusa la casa delle sex dolls: interviene la polizia

I primi clienti avevano appena iniziato a fare la fila per la nuova casa di appuntamenti con sex dolls, bambole al silicone dalle sembianze molto simili a quelle delle persone reali, che la Polizia municipale di Torino ha fermato tutto, mettendo sotto sequestro la struttura.

La casa di appuntamenti, di nome Lumidolls Torino, appartenente ad una catena spagnola, era stata appena inaugurata lunedì 3 settembre 2018 nel quartiere Mirafiori, in un indirizzo segreto. Le sexy dolls sono manichini snodabili e resistenti all’acqua, realizzati in elastomero termoplastico e con uno scheletro flessibile in acciaio. Le bambole sono molto simili a corpi umani, con forme e dimensioni reali. Ogni bambola ha le sue caratteristiche, elencate in un catalogo sul sito web della struttura. La casa di appuntamenti Lumidolls di Torino offriva sei bambole donne e un uomo.

Per l’evento c’era stata grande copertura mediatica, così come discussioni e scalpore per il tipo di servizio offerto. Lumidolls annunciava di offrire ai propri clienti “intrattenimento ludico-sessuale“, perfettamente legale, come precisato sul sito web, visto che le prestazioni a carattere sessuale venivano offerte da bambole e non da persone vere.

Proprio perfettamente legale la struttura non doveva essere, visto che è stata messa sotto sequestro a seguito di un blitz della Polizia municipale e dell’ufficio d’igiene della Asl di Torino. Secondo la Polizia municipale, l’attività della casa di appuntamenti non sarebbe in regola, perché dichiara come “negozio”, sarebbe in realtà un albergo a ore o un affitta camere. La struttura, infatti, affitta ai propri clienti oltre alle sette sex dolls anche tre camere da letto, con una tariffa di 80 euro per l’utilizzo di una stanza per mezz’ora.

L’ufficio di igiene, invece, è intervenuto per questioni di pulizia. La Asl, infatti, ha sollevato dei dubbi sulle condizioni igieniche della struttura e delle bambole, diffidando la società torinese che gestisce la struttura dall’affittare le sex dolls ai clienti.

Come e non bastasse, sono arrivate anche le proteste dei residenti del palazzo in cui è stata aperta la casa di appuntamenti con bambole al silicone. Gli inquilini non hanno gradito il via vai dei clienti, che fin dall’apertura sono accorsi numerosi ha raccontato La Stampa.

Tutte vicende che hanno fatto anche venire meno la riservatezza del luogo. L’indirizzo della struttura che doveva essere top secret, rivelato ai clienti solo pochi giorni prima dell’appuntamento, si è venuto a conoscere quasi subito, a seguito delle ispezioni delle autorità di controllo e delle proteste dei residenti.

Insomma, sembra che la casa di appuntamenti con bambole sexy, molto simili a persone in carne e ossa, sia destinata a non avere successo in Italia. Regole di igiene troppo severe e pettegolezzi di vicinato hanno eliminato subito la trasgressione.

Che ne pensate unimamme? Secondo voi è giusta la chiusura della struttura?