tre fratelli libici

Unimamme, ci sono storie di sacrificio e amore fraterno che ci toccano nel profondo, come quella che vi stiamo per raccontare, verificatasi di recente nel Mare Mediterraneo con protagonisti tre ragazzi libici.

Tra tante storie di migranti che tentano la roulette del Mediterraneo in fuga da guerre, carestie e profonde ingiustizie, la storia di questi tre fratelli libici spicca perché tutti potremmo identificarci in loro.

In passato vi avevamo parlato del lavoro dei soccorritori e come sia capitato che una bambina sia nata in mare, per esempio.

Proactive Open Arms è una Ong fondata da Oscar Campus il cui scopo è quello di salvare i migranti al largo delle coste italiane, nella serata di sabato 10 marzo un cinguettio dal profilo di Campus intitolato: “una notte felice nel Mediterraneo“, ha annunciato una buona notizia diretta a tutti coloro che quotidianamente si impegnano nel salvataggio di vite umane e che, primi nell’opera di accoglienza, fanno spesso i conti con morte e disperazione.

“Tre fratelli con un sacco di amore e 200 litri di benzina si sono messi in mare per avere la possibilità di dare al fratello che ha la leucemia, la speranza di raggiungere un ospedale europeo“.

Il volontario ha poi aggiunto: “come deve essere la Libia e come si deve vivere lì se l’unica speranza di un bambino malato è la fuga in mare? E l’Europa continua a nutrire quell’inferno… Reagiamo!“.

La ong Proactiva Open Arms ha subito ritwittato il cinguettio commentando: “davvero degli eroi!”.

I tre fratelli intercettati dalla nave della Ong si trovavano a bordo di un gommone al largo delle coste libiche, dalle immagini scattate in quei drammatici momenti traspare la commozione dei fratelli maggiori del quattordicenne malato, di nome Allah.

Questa incredibile storia d’amore e coraggio ha destato l’interesse di Fondazione Condividere.

Questa associazione che si ispira ai valori della condivisione e dell’attenzione all’altro, ha preso subito contatto con Proactiva Open Arms per capire dove siano i ragazzi e come poterli aiutare.

L’idea è quella di far trasferire il bambino malato di leucemia presso il San Gerardo di Monza dove vi è il miglior centro italiano per la cura delle leucemie infantili, fondato dai professori Maser e Jankovic.

Tutti i costi sarebbero finanziati dalla Fondazione Condividere, naturalmente.

Unimamme, le storie di chi sfida le infide acque del Mediterraneo possono essere simili ai nostri occhi, mentre in realtà, ciascuna, una volta ascoltata con attenzione, risulta essere diversa.

Proviamo per un momento a metterci nei panni dei genitori, se ancora ci sono, di questi tre fratelli, oppure in quelli dei ragazzi più grandi che si sentivano responsabili per il loro fratellino più piccolo al punto di mettere in gioco anche le proprie vite per tentare di salvarlo.

Chi ha un fratello, un sorella, un parente, un amico a cui tiene molto non farebbe di tutto per aiutarlo?

Noi speriamo che questo bambino, a cui cercheremmo di fornire tutte le cure possibili se fosse nostro figlio, trovi l’aiuto di cui ha bisogno.

Voi cosa ne pensate di questa vicenda?

Noi vi lasciamo con un approfondimento su una legge per proteggere i bimbi migranti non accompagnati.