Una mamma, l’attrice Federica De Cola, parla di come sia cambiata la vita con la figlia Bianca, diabetica.

Il diabete ti può cambiare la vita, ma se scoperto in tempo può essere tenuto sotto controllo. Certo, non è semplice per le famiglie, soprattutto quando i bambini sono molto piccoli. A raccontarlo è l’attrice Federica De Cola, che sta affrontando i primi mesi dopo la diagnosi di diabete di tipo 1 per Bianca, sua figlia di 1 anno e mezzo.

Il diabete di tipo 1,  conosciuto anche come diabete infantile, è una malattia cronica dalle cause sconosciute.

Lo scorso giugno Bianca “aveva la febbre, era molto abbattuta, chiedeva un biberon dopo l’altro e faceva continuamente la pipì: le cambiavo più di venti pannolini al giorni” dice in un’intervista a Il Corriere della Sera. Il pediatra la tranquillizza dicendole che è normale per una bambina così piccola e con il caldo. “Una sera, però, la febbre le è salita a 39, così l’ho portata all’ospedale Bambino Gesù, qui a Roma. I medici del Pronto Soccorso hanno notato le placche alla gola e le hanno dato l’antibiotico. Siamo tornate a casa, la febbre è scesa, ma Bianca continuava a essere molto abbattuta: dormiva ventidue ore al giorno, era troppo”.

Dopo quarantotto ore, mentre stava cambiando il pannolino a Bianca, si è accorta che la bambina era completamente disidratata: “Siamo tornati all’ospedale di corsa, a quel punto le hanno fatto gli esami del sangue, ma quando l’infermiere ha visto l’esito è sbiancato ed è uscito in fretta dalla stanza. Dopo, sono arrivati cinque medici. Hanno ripetuto l’esame, il risultato non è cambiato: Bianca aveva il diabete di tipo 1. Non sarebbe mai guarita“.

L’impatto è stato molto forte, ora la giornata di Federica ruota tutto intorno a Bianca, che deve fare 4 iniezioni di insulina al giorno: “La glicemia di Bianca, quando le hanno fatto il test al Pronto Soccorso quel giorno di giugno, era a 588; il valore massimo per un bambino così piccolo è 180. Fu ricoverata d’urgenza in stato di chetoacidosi, per dodici ore ha dovuto fare la flebo con la terapia insulinica endovena”. 

Ora che la bambina è più tranquilla, Federica e suo marito si alzano ogni due ore di notte per vedere se i livelli di glicemia sono nella norma: “Bianca ha un micro sensore nel sederino che le cambiamo ogni 15 giorni e che è il suo salva vita, ci comunica in tempo reale attraverso una app tutti gli sbalzi di glicemia. Con mio marito facciamo i turni di notte per controllare ogni due ore come sono i valori. A questa età il livello ormonale è molto variabile, quindi gli sbalzi sono piuttosto frequenti: in quei casi, quando lei va in ipoglicemia, bisogna darle subito del succo di frutta, del latte o un biscotto. Questo sensore sottopelle quattro anni fa non esisteva. Il che mi fa essere molto fiduciosa, perché magari tra altri quattro anni inventeranno un microinfusore poco ingombrante adatto anche ai bambini che non renderà più necessarie le iniezioni”. 

A far sorridere Bianca ci pensa però un amico molto speciale, l’orsacchiotto Lino, che fa anche lui le punture.

E voi unimamme avevate mai sentito storie di bambini con questa malattia?

Intanto vi lasciamo con il post che parla di diabete nei bambini: la guida del Bambino Gesù di Roma.