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Vaccino (iStock)

Federico morto di meningite a 15 anni, la mamma diventa testimonial dei vaccini

Una vita stroncata dalla meningite a soli 15 anni. È la tragedia toccata a Federico, uno studente romano morto nei giorni scorsi di meningite fulminante da meningococco C. La mamma, disperata, non si dava pace per non aver fatto vaccinare il figlio e aveva lanciato un appello affinché la sua morte non fosse vana, invitando tutte le mamme a vaccinare i figli contro la meningite.

I bambini e gli adolescenti si possono vaccinare con il vaccino coniugato tetravalente che protegge contro i sierotipi A, C, W e Y. Mentre il vaccino contro il meningococco B è singolo e oggi si fa ai neonati fino ai 13 mesi. Tutti questi vaccini, va ricordato, non sono obbligatori, ma facoltativi, seppure fortemente raccomandati e attivamente offerti.

Nella Regione Lazio, inoltre, la vaccinazione contro il meningococco C è gratis fino ai 18 anni ed è offerto il vaccino contro i sierotipi A, C, Y e W dall’anno di vita, con la possibilità di eseguirlo anche a 5 anni, se prima si era stati immunizzati solo contro il meningococco C. A 11-19 anni c’è la possibilità di sottoporsi ad una seconda dose di A, C, Y e W.

Dopo la morte del figlio, Valeria, la mamma di Federico, ha deciso di impegnarsi attivamente nella battaglia contro la meningite e a favore delle vaccinazioni.

La mamma di Federico, morto di meningite a 15 anni, testimonial dei vaccini

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Non aveva fatto vaccinare suo figlio Federico con i vaccini contro la meningite che si somministrano nell’adolescenza non perché fosse contraria, ma semplicemente perché lei e il marito non ci avevano pensato e non essendo i vaccini obbligatori non immaginavano quanto invece fossero importanti. Dopo la morte del figlio alla sola età di 15 anni proprio a causa della meningite di tipo C, mamma Valeria ha deciso di impegnarsi a fondo per sensibilizzare le famiglie sull’importanza della vaccinazione, affinché la morte di suo figlio non sia vana. Così ha deciso di diventare un’attivista per la promozione delle campagne vaccinali.

Andrò nelle scuole per incontrare tanti giovani, adolescenti come mio figlio, dirò loro dell’importanza di vaccinarsi, lo farò per Federico, solo per lui che era la mia vita, perché riviva insieme a loro, perché la sua morte non sia vana“, ha detto Valeria Rossomanno, la madre dello studente romano. Quelle della mamma di Federico non sono parole dette in un momento di dolore, assolutamente normali e legittime in attimi tanto tragici. La donna vuole impegnarsi sul serio per promuovere la vaccinazione contro la meningite tra i ragazzi e per questo ha dato la sua parola all’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, come riporta Il Messaggero. L’assessore chiamerà il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per metterlo al corrente e chiedere la sua collaborazione su un progetto di informazione e vaccinazione attiva nelle scuole di Roma e del Lazio, con mamma Valeria come testimonial. Con l’ufficio scolastico regionale D’Amato pianificherà delle iniziative che coinvolgeranno soprattutto gli adolescenti nella fascia d’età tra i 14 e i 18 anni, la più esposta al pericolo.

La campagna d’informazione della Regione Lazio avrà come obiettivo quello di aumentare il livello di consapevolezza e conoscenza della vaccinazione e, allo stesso tempo, di incrementare il livello di copertura dell’anti-meningococco tra gli adolescenti che, spesso, o non hanno mai fatto il vaccino, solo consigliato e non obbligatorio, oppure dimenticano di sottoporsi al richiamo tetravalente.Una dimenticanza che può costare la vita.

La prima scuola dove mamma Valeria inizierà la sua campagna a favore dei vaccini sarà proprio l’Istituto Alberghiero Amerigo Vespucci frequentato da Federico, che studiava per diventare maitre di sala. L’incontro con gli studenti sarà già martedì 22 gennaio.

L’assessore D’Amato ha spiegato: “La mamma di Federico con una straordinaria generosità si è messa a disposizione per affrontare insieme a noi questo percorso. Le ho promesso che lavoreremo molto e cambieremo approccio alla vaccinazione: non saranno le famiglie a doversi informare e andare nei centri vaccinali, arriveremo noi nelle scuole con i medici delle Asl e chiederemo l’aiuto dei pediatri e dei medici di famiglia. Se Federico fosse stato vaccinato oggi non saremmo qui a celebrare il suo funerale. Ci lascia una lezione troppo grande“, ha concluso l’assessore.

Vedete l’affetto e l’amore che circondava mio figlio –  ha detto mamma Valeria – ora sapete tutti che persona fantastica fosse, io mi farò forza per lui. Lui non c’è più, ma altre persone si possono salvare, vaccinandosi“.

I funerali di Federico si sono volti la mattina del 17 gennaio nella chiesa di San Frumenzio a Prati Fiscali. Al termine del rito funebre sono stati lanciati in aria palloncini bianchi e azzurri, con scritto sopra il nome di Federico.

Che dire unimamme? Non ci sono parole per il dolore di una mamma che perde il figlio. Speriamo davvero che il sacrificio di Federico possa essere d’aiuto a tanti altri ragazzi come lui e che nel suo nuovo impegno mamma Valeria possa trovare sollievo al suo dolore.

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