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Femminicidi: le tutele riconosciute agli orfani

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orfani di femminicidio

Inaspettatamente, alla fine della legislatura e a pochissimo dalla chiusura dei lavori del Parlamento in vista delle festività natalizie, è stata approvata la legge a tutela degli orfani di femminicidio.

Una di quelle leggi a tutela di bambini e ragazzi lasciate a fine legislatura di cui vi avevamo già parlato. Ce ne sono altre importanti che probabilmente non verranno approvate, ma già averne ottenuta una è almeno qualcosa.

Le vittime dei femminicidi dopo le donne sono i loro figli, che improvvisamente si ritrovano senza più genitori, senza protezione, educazione, affetto. Una perdita gravissima e un trauma inimmaginabile.

Questi bambini e ragazzi hanno bisogno di tutto: protezione, consolazione, qualcuno che si prenda cura di loro per i bisogni fondamentali, assistenza psicologica per superare il trauma, ma anche denaro per vivere e studiare. Un aiuto per questi minori, e non solo, è fondamentale. Ecco cosa prevede la nuova legge.

Le tutele per gli orfani dei femminicidi

Non sembrava più possibile e invece sul filo di lana della chiusura del Parlamento per le vacanze di Natale e alla fine della legislatura è arrivata l’approvazione definitiva della legge a tutela degli orfani di femminicidio. Un provvedimento indispensabile e di civiltà a tutela di bambini e ragazzi vittime anche loro di questo orribile crimine che porta via loro la mamma per sempre.

Il Senato ha infatti approvato in via definitiva la legge che tutela gli orfani di crimini domestici. Il disegno di legge ha ottenuto 165 voti a favore, 5 contrari e 1 astenuto, su 172 senatori presenti in aula. Il provvedimento era stato già approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 1° marzo e attendeva il voto del Senato, arrivato dopo mesi a causa di ostruzionismi e lungaggini nelle discussioni in Aula. Secondo alcuni senatori, infatti, il testo della legge sarebbe scritto male. Ciò nonostante la legge è stata approvata, senza modifiche rispetto al testo passato alla Camera, diventando così definitiva

Ecco le tutele introdotte dalla nuova legge per gli orfani dei femminicidi:

Tutele per minori e maggiorenni

Le nuove tutele introdotte dalla legge si applicano ai figli minorenni e anche ai figli maggiorenni economicamente non autosufficienti della vittima di un omicidio commesso

  • dal coniuge (anche se separato o divorziato),
  • dal partner di un’unione civile (anche se cessata)
  • o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza.

Pene più severe

L’omicidio del coniuge, del partner civile e del convivente è equiparato a quello dei genitori o dei figli e rientra dunque nella fattispecie penale aggravata per la quale è prevista la pena dell’ergastolo. È prevista, invece, la reclusione da 24 a 30 anni se la vittima è divorziata o l’unione civile sia cessata.

Spese del processo a carico dello Stato

Gli orfani di crimini domestici (femminicidi) potranno accedere al gratuito patrocinio, a prescindere dai limiti di reddito. Lo Stato si farà carico delle spese tanto nel processo penale quanto in quello civile, compresi i procedimenti di esecuzione forzata.

Risarcimento del danno garantito con il sequestro dei beni

Per garantire il diritto al risarcimento del danno a favore dei figli della vittima di femminicidio, il pubblico ministero che procede per omicidio ha l’obbligo di richiedere il sequestro conservativo dei beni dell’indagato. Gli orfani che si sono costituiti parte civile, in sede di condanna (anche non definitiva),  riceveranno a titolo di provvisionale una somma pari al 50% del presumibile danno che sarà liquidato in sede civile. A tal fine è prevista la conversione del sequestro in pignoramento già con la condanna in primo grado.

Pensione di reversibilità ai figli

Al familiare (coniuge, convivente, compagno) per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per omicidio del coniuge o partner viene sospeso il diritto alla pensione di reversibilità. Durante questo periodo (e fino a quando vi siano i requisiti di legge) la pensione, senza obbligo di restituzione, sarà percepita dai figli della vittima.

In caso di proscioglimento o archiviazione, la sospensione viene meno e lo Stato, salvo vi sia stato subentro dei figli, dovrà corrispondere gli arretrati. La condanna e il patteggiamento comportano automaticamente l’indegnità a succedere (sarà il giudice penale a dichiararla direttamente, senza che sia necessaria di un’azione civile da parte degli eredi).  In ogni caso, fino ad archiviazione o proscioglimento, resta sospesa la chiamata all’eredità.

Fondo di solidarietà per le vittime

Già dal 2017 il Fondo per le vittime di mafia, usura e reati intenzionali violenti viene esteso anche agli orfani di crimini domestici, con una apposita dotazione aggiuntiva di 2 milioni di euro all’anno per borse di studio e reinserimento lavorativo. Inoltre, per i figli delle vittime è prevista l’assistenza medico-psicologica gratuita fino al pieno recupero psicologico ed è attribuita la quota di riserva prevista per l’assunzione di categorie protette.

Cambio del cognome

Il figlio orfano di femminicidio può chiedere di cambiare il cognome se è lo stesso di quello del genitore condannato in via definitiva per l’omicidio del coniuge.

Il titolo della legge è “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici“.

Che ne pensate unimamme?