paolo palumbo
fonte Unione Sarda

Paolo Palumbo, il più giovane malato italiano di Sla è stato vittima di un raggiro, per ora non andrà in Israele a curarsi.

Unimamme, oggi dobbiamo darvi una brutta notizia riguardante Paolo Palumbo, il più giovane malato di Sla italiano che, solo poco tempo fa, aveva commosso tutti con il suo accorato appello per potersi curare.

Truffa per il più giovane malato di Sla

Un mese fa Palumbo aveva dichiarato di essere stato incluso nel programma dello Brainstorming Celle Therapeutics a Gerusalemme e che si sarebbe recato lì per curarsi.

Chiaramente si trattava di cure avanzate e molto costose per finanziare le quali era stata istituita una raccolta fondi su Go Fund Me per raggiungere i 900 mila Euro necessari per finanziare i trattamenti.

Il caso di Palumbo però aveva ricevuto risalto perchè il malato aveva intrapreso uno sciopero della fame di 2 settimane, successivamente sospeso dopo le rassicurazioni ricevute dal Presidente del consiglio Giuseppe Conte e dalla ministra della salute Giulia Grillo, per poter rendere accessibili la terapie di cui lui avrebbe usufruito in Israele anche in Italia.

Di recente è emerso che questo ragazzo coraggioso, insieme alla sua famiglia, è stato vittima di un raggiro, di una truffa vera e propria.

Le e-mail che confermavano la partecipazione al ciclo di cure, giunte attraverso il medico del ragazzo, il dottor Vincenzo Mascia, erano tutte false.

A porre la firma sulla presunta conferma era un certo Dimitrios Karussis, neurologo dell’Hadassah Medical Center dove Palumbo avrebbe dovuto soggiornare per combattere la Sclerosi laterale amiotrofica.

Karussis ha categoricamente smentito di aver scambiato e-mail con Palumbo.

“Non ho assolutamente alcun collegamento con questo paziente. L’intera storia è completamente falsa, con citazioni immaginarie e la posta che appare come mia proviene da un indirizzo falso che non ha assolutamente alcun rapporto con me. Adesso voglio una rettifica, chiarimenti e scuse da parte di tutti coloro che sono coinvolti in questa storia” ha dichiarato lo specialista a La Nuova Sardegna.

Da parte sua la famiglia di Palumbo ha deciso di denunciare la truffa con una querela contro ignoti da parte di Rosario, fratello di Paolo, alla polizia Postale di Oristano, dove vive il malato di Sla.

In un comunicato Paolo ha dichiarato: “mi sono ritrovato vittima di qualcuno che si è preso gioco di me, delle mie condizioni e di tutte le persone che nutrivano una speranza in questa storia. Sono completamente estraneo alla criminosa realtà dei fatti e vorrei dire a chi sta dietro a tutto ciò: hai trasformato il sogno di un ragazzo innocente che sta morendo, nel peggior incubo immaginabile e pagherai per quello che hai fatto. La mia unica colpa? Forse quella di voler guarire”.

Ha poi aggiunto: “noi intendiamo fare chiarezza, vogliamo che emerga la verità e che i colpevoli di questo ignobile gesto vengano riconosciuti dalle autorità competenti e punite. Tutto questo mi sta creando un enorme dispiacere, provo rabbia e amarezza. Mi sento vittima di un imbroglio”.

Nel frattempo la raccolta fondi su Go Fund Me ha raggiunto 160 mila Euro. Il papà di Paolo, Marco Palumbo commenta così: “allo stato attuale la cifra raggiunta si aggira attorno ai 160mila euro ma siamo pronti a restituire quanto ricevuto ai donatori se mio figlio non dovesse partire più per Israele”.

Paolo ha spiegato: “al momento non solo siamo in contatto con un avvocato di Tel Aviv ma abbiamo un filo di comunicazione diretto con il personale reale della casa farmaceutica che produce il farmaco, che è stata dettagliatamente informata dei fatti”.

Infine il comunicato specifica che i soldi sono al sicuro e che verranno spesi SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per la causa per cui sono stati versati.

Paolo, infine, il più colpito, ha concluso così. “Al momento mi sento come se il mondo mi crollasse addosso. Mi piacerebbe essere un ragazzo come gli altri miei coetanei, ma invece vivo una condizione durissima che mi sta portando via tutto”. “Sono sempre stato un combattente, ma questa volta è davvero dura”.

Unimamme, cosa ne pensate di questa triste svolta nella vicenda di questo ragazzo malato raccontata su Il Fatto Quotidiano?

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