inquinamento depressione
Inquinamento (iStock)

L’inquinamento causa depressione e disturbi psichiatrici, lo dice uno studio scientifico.

Che l’inquinamento ambientale sia molto dannoso per la salute è un fatto accertato da numerosi studi scientifici che hanno stabilito in dettaglio le conseguenze sugli esseri umani delle emissioni delle sostanze pericolose, a cominciare dallo smog, che causi anche disturbi psichiatrici è una novità. A sostenerlo è uno studio scientifico recente.

L’inquinamento causa di depressione e disturbi psichiatrici

Disturbo bipolare, schizofrenia, depressione sono malattie psichiatriche e neurologiche conosciute e piuttosto diffuse. La loro origine è prevalentemente genetica tuttavia anche i fattori ambientali, ovvero esterni al paziente, possono avere un ruolo cruciale e tra questi può esserci anche l’inquinamento, in particolare quello atmosferico.

Ricercatori americani dell’Università di Chicago e quelli danesi dell’Università di Aarhus hanno analizzato gli effetti dell’inquinamento dell’aria sul cervello umano, riscontrando associazioni significative tra aria inquinata e disturbi neuropsichiatrici. Lo studio scientifico, coordinato dal profesor Andrey Rzhetsky, dell’Università di Chicago, è stato pubblicato sulla rivista PLOS Biology.

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Per verificare i legami tra aria inquinata e patologie neuropsichiatriche, i ricercatori hanno esaminato i dati di due grandi di due grandi database negli Stati Uniti e in Danimarca. Una gran quantità di informazioni che ha permesso loro di monitorare le condizioni di salute delle persone nelle aree inquinate.

Nell’analisi dei dati negli Stati Uniti sono state prese in esame le richieste di indennizzo al sistema assicurativo americano di oltre 151 milioni di americani dal 2003 al 2013, contenute in un database del sistema assicurativo americano. Qui l’esposizione all’inquinamento delle persone è stata misurata a livello di contea, incrociando dati dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, Environmental Protection Agency (Epa), su 87 agenti inquinanti con le richieste di assicurazione sanitaria per determinate patologie. Nella misurazione dell’incidenza dell’inquinamento sui disturbi neuropsichiatrici si è tenuto conto anche tenendo conto di fattori variabili confondenti come reddito medio, etnia e densità di popolazione.

Dall’analisi dei dati è emerso che il fattore predittivo più importante della diagnosi di disturbo bipolare era, dopo l’etnia, la qualità dell’aria. Nelle contee americane con la peggiore qualità dell’aria è stato riscontrato un aumento del 27% del disturbo bipolare. Mentre per la depressione è stato registrato un incremento del 6% delle diagnosi. Un fattore predittivo del disturbo della personalità, invece, è risultato essere l’inquinamento del terreno (land pollution). Le regioni con la peggiore qualità del terreno sono state associate a un incremento del 19,2% nei disturbi della personalità.

Per quanto riguarda le ricerche in Danimarca, gli studiosi hanno preso in esame i registri nazionali di trattamento e inquinamento di tutti gli individui nati in Danimarca tra il 1° gennaio 1979 e il 31 dicembre 2002, vivi e residenti nel Paese al compimento del decimo anno di età, pari a 1,4 milioni di persone. Una banca dati molto dettagliata che ha permesso un’analisi dell’esposizione all’inquinamento a livello individuale e più accurata. I ricercatori hanno potuto accertare che l’esposizione all’inquinamento atmosferico nei primi dieci anni di vita, quindi nei bambini, aumenta in modo considerevole il rischio di schizofrenia e di disturbi della personalità.

Nello specifico sono state analizzate quattro forme di disturbi psichiatrici: schizofrenia, disturbo bipolare, disturbi della personalità e depressione grave. I ricercatori danesi hanno scoperto che tra gli individui maggiormente esposti all’inquinamento dell’aria l’incidenza della schizofrenia era del 148% più alta rispetto a coloro meno esposti all’inquinamento; il disturbo bipolare era del 29,4% più elevato, l’incidenza dei disturbi della personalità del 162% più alta (l’associazione maggiore); mentre la depressione grave cresceva del 50,5%. Il legame tra la qualità dell’aria e questi quattro disturbi psichiatrici rimane statisticamente significativo anche dopo la correzione di molti parametri.

Bambini e inquinamento (iStock)

Gli autori dello studio hanno rilevato, in generale, sia nella popolazione statunitense che in quella danese, che vivere in aree urbane con una scarsa qualità dell’aria, soprattutto nella prima infanzia, è associato a percentuali più elevate di disturbo bipolare e depressione grave. Gli studiosi ipotizzano che le sostanze inquinanti colpiscano il cervello umano attraverso percorsi neuroinfiammatori, che è stato dimostrato che causano fenotipi simili alla depressione negli studi sugli animali.

Gli effetti dannosi sul cervello possono essere causati da diverse sostanze e diversi fattori, a cominciare dalle pericolose polveri sottili PM 2,5, che possono raggiungere il cervello attraversando la barriera emato-encefalica. Anche l’aumento dell’infiammazione nel corpo, causata dall’inquinamento, può causare stress al cervello. Un’altra ipotesi, infine, è che lo smog possa causare cambiamenti epigenetici, che influenzano l’attività del Dna, alterando l’equilibrio delle sostanze chimiche cerebrali.

Tutti questi sono fattori di rischio provenienti dall’inquinamento soprattutto atmosferico. E ancora presto, comunque per stabilire una esatta relazione di causa ed effetto tra inquinamento e disturbi neuropsichiatrici. Saranno necessari ulteriori studi e approfondimenti.

Che ne pensate unimamme? Immaginavate che l’inquinamento potesse avere questi effetti?

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