insegnare la resilienza

I traumi sono eventi inevitabili nella vita di ciascuno di noi. Da adulti o da bambini tutti abbiamo vissuto degli eventi che ci hanno provato dal punto di vista psicologico. Lutti, perdite, shock, incidenti, separazioni, calamità naturali, episodi di violenza o abuso, fallimenti, ecc. sono eventi che ci segnano anche profondamente, ma che nonostante le difficoltà possiamo superare e dai quali ci possiamo riprendere, almeno in parte. L’importante è avere una grande fiducia in sé stessi e quella resilienza che permette di superare le avversità della vita con coraggio e capacità di adattamento.

Insegnare la resilienza ai bambini contro i traumi

È importante insegnare o costruire la resilienza nei bambini fin da piccoli, per rafforzarli contro i traumi che potranno subire in futuro. La resilienza si insegna e si consolida nei bambini con l’attaccamento positivo da parte dei genitori. È importante stabilire questo legame profondo di amore e sicurezza, che dà ai bambini fin da piccoli gli strumenti per affrontare le avversità della vita, che possono colpirli da piccoli o da grandi.

Non sono rari i casi di bambini che devono affrontare difficoltà o traumi in famiglia, come la separazione dei genitori, la trascuratezza o peggio gli abusi e le violenze. Quando eventi come trascuratezza e abusi accadono, solitamente non si tratta di episodi isolati ma ripetuti nel tempo e che possono avere serie conseguenze a lungo termine sui bambini, sia in termini di salute generale che di sviluppo mentale. Pertanto è importante prevenire questo problema.

Negli Stati Uniti chiamano gli eventi negativi sui bambini esperienze infantili avverse (adverse childhood experiences ACE). I problemi che portano con sé queste esperienze rimangono a lungo nella vita del bambino e spesso sono irrisolti da adulti. Scatenano traumi e quelle difficoltà che segano la vita di un un individuo.

Il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) americano spiega che le esperienze infantili avverse, così come le esperienza positive, hanno un impatto enorme sui comportamenti futuri, anche violenti, sulla salute a lungo termine dei bambini, sulle loro opportunità. Per questo motivo è importante intervenire precocemente per preparare i bambini a gestire i traumi del passato o quelli futuri e diventare degli adulti sani.

Insegnare la resilienza ai bambini significa prima di tutto instaurare con loro un legame affettivo forte in famiglia. Gli americani lo chiamano attaccamento positivo. Si tratta dell’affetto e di tutta l’attenzione che i genitori possono dare ai figli. Un legame fondato anche sul contatto visivo con i bambini, il contatto fisico (abbracci, baci), che aiuta i piccoli a rafforzare la loro autostima e la sicurezza di sé, dando loro la forza e la consapevolezza nell’affrontare e superare gli eventi duri e traumatici.

I genitori, ma anche gli insegnanti, tutte le persone a cui è affidata la cura dei bambini devono insegnare loro quelle abilità emotive necessarie per gestire e regolare le emozioni e la risposta allo stress. Costruire la resilienza nei bambini è prima di tutto rafforzare la famiglia e i legami familiari. Inoltre è importante che le persone che si occupano di bambini (i caregivers) siano adeguatamente formate sullo sviluppo infantile, siano in grado di dare aiuto concreto nei momenti di bisogno e rafforzino le proprie capacità di gestire lo stress e sviluppare connessioni sociali positive.

I bambini, soprattutto quando sono molto piccoli, hanno bisogno di un ambiente sicuro e di supporto che li aiuti a crescere sani e forti, sviluppando un forte legame con le persone che si occupano di loro (genitori, educatori, insegnanti…). Gli studi mostrano che i bambini che hanno instaurato un legame sano e forte con i genitori e i caregivers hanno meno probabilità di mostrare ansia da separazione. Invece, i bambini con legami insicuri tendono ad evitare i contatti sociali e faticano per esprimere i sentimenti negativi. La qualità del legame di attaccamento tra adulto e bambino può dipendere da molte cose, anche dalle espressioni facciali e dal contatto fisico dell’adulto con il bambino.

Sviluppare un sano attaccamento o legami positivi fin dai primi anni di vita aiuta i bambini ad imparare a migliorare l’autoregolazione di una risposta emotiva.  Questi bambini avranno la capacità di esprimere i loro sentimenti apertamente e mostreranno meno paura e tendenza ad evitare i genitori. A loro volta il tipo di legame che gli adulti instaurano con i loro figli è altamente influenzato dalla qualità delle relazione che loro stessi hanno avuto con i loro genitori o educatori.

Le esperienze infantili avverse interrompono la formazione di un sano legame di attaccamento tra il bambino e il genitore. Per esempio un genitore che soffre di depressione o di dipendenza da stupefacenti o alcol può non essere in grado di occuparsi dei figli e dare loro sostegno quando ne hanno bisogno. Infatti, studi recenti hanno dimostrato che sono stati trovati dei legami tra le reazioni infantili avverse e legami irrisolti nella vita adulta. Queste esperienze negative quando si verificano nei primi anni di vita di un individuo possono aumentare il rischio di uso di sostanze stupefacenti in futuro, sostanze che spesso vengono usate come modo per superare le difficoltà.

Un bambino può sperimentare un trauma non solo in famiglia, ma anche fuori, nei contesti più disparati, dalla scuola agli incidenti o disastri natural. Per affrontare queste difficoltà gli adulti devono rimanere calmi e presenti, consapevoli del proprio stress che devono evitare di trasmettere ai bambini. I bambini vanno rassicurati, vanno fatti sentire protetti e in un ambiente sicuro e premuroso, che si occupa di loro dando sostegno. Gli adulti devono aiutare i bambini a rilassarsi nelle situazioni di stress.

I traumi, purtroppo, non si possono evitare, ma se un bambino ha ricevuto tutto l’affetto di cui ha bisogno, ha instaurato con genitori ed educatori un legame di attaccamento forte e positivo, ha più forza e risorse per superare le avversità. È anche importante che gli adulti riconoscano subito i segnali del trauma nei bambini, in modo da intervenire per aiutarli. Tra i segnali più comuni del trauma ci sono: ansia, depressione, difficoltà nel regolare le emozioni, iperattività e disturbi dell’alimentazione. Non sempre è facile individuarli, ma al di là di una diagnosi medica specifica, la capacità da parte degli adulti di riconoscere alcuni segnali negativi nel comportamento dei bambini va incoraggiata e formata, in modo che possano aiutare i loro figli o allievi in caso di bisogno.

Si tratta, alla fine, dell’acquisizione di una nuova consapevolezza per dare ai bambini gli strumenti per superare i traumi della vita.

Questo complesso argomento è stato affrontato dalla rivista scientifica The Conversation.

Che ne pensate unimamme? Avete sviluppato delle strategie per aiutare i vostri figli a superare i momenti dolorosi?

Vi ricordiamo il nostro articolo: I bambini rifugiati che cadono in “coma”: traumatizzati smettono di vivere

Studio della Resilienza nei bambini per resistere ai traumi