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La pillola dei 5 giorni dopo non è abortiva

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Si fa un gran parlare di contraccezione, quale sia la formula più efficace e come intervenire in caso di gravidanza indesiderata, in effetti, è un argomento che merita tutta la nostra attenzione e su cui è molto importante essere informate.

Una delle ultime novità in materia di contraccezione è  la pillola dei 5 giorni dopo.

Iniziamo a capire da vicino di cosa, ma prima è d’obbligo fare un distinguo.

Innanzitutto non va scambiata con la RU486, pillola abortiva che viene somministrata entro la prima settimana di gravidanza, rigorosamente in ospedale e che induce l’aborto, nè tantomeno va confusa con la pillola del giorno dopo che si può utilizzare entro 72 ore  (ovvero 3 giorni) da un rapporto sessuale avvenuto senza protezione.

La pillola dei cinque giorni dopo che ha come principio attivo l‘ulipristal acetato  è una pillola che presa entro cinque giorni, più precisamente entro 120 ore,  dopo aver avuto un rapporto non protetto, dovrebbe scongiurare il rischio di gravidanza.

E qui il condizionale è d’obbligo.

E’ di qualche tempo fa,infatti,  il risultato di una ricerca condotta dall’Università di Hong Kong che dimostra che  l’assunzione della pillola dei 5 giorni dopo, non determina in alcun modo la possibilità di impedire l’attecchimento dell’embrione.

Come spiega Emilio Arisi, presidente della Società di medicina italiana della contraccezione (Smic):

“Il meccanismo d’azione dimostrato dal farmaco segnala la sua superiore capacità di blocco ovulatorio rispetto a farmaci precedenti, e sottolinea soprattutto il mantenimento di tale attività nel periodo a maggior rischio, ma non suggerisce affatto la sua infallibità, cosa che invece ci si dovrebbe aspettare in caso di effetti anti-impianto, peraltro ora smentiti dallo studio in vitro. In sostanza, il farmaco riduce solo il rischio di gravidanza indesiderata a seguito di rapporto non protetto entro 120 ore dalla sua assunzione, ma non lo annulla del tutto”.

Una scoperta importante, ed è è altrettando importante essere a conoscenza.