Le storie di discriminazione di bimbi disabili sono sempre odiose. Ve ne abbiamo raccontate parecchie anche noi.

Ogni volta però ci sorprende e ci addolora e non vorremo raccontare mai questi episodi, che tuttavia balzano presto alle cronache ed è giusto parlarne per mostrare quanta strada c’è ancora da fare nella lotta alle discriminazioni e ai pregiudizi.

Bambino autistico escluso: la rabbia di un padre

Finalmente se ne va via!” ha detto una mamma dopo che un bambino autistico era stato spostato di classe, “Suo figlio vada in una scuola privata!” è la risposta ricevuta da una mamma che voleva iscrivere il figlio autistico ad una scuola statale. Sono purtroppo solo alcuni degli assurdi e odiosi episodi di discriminazione di cui sono stati vittime i bambini con autismo e che vi abbiamo raccontato.

Oggi ve ne dobbiamo raccontare un altro, l’isolamento di un bambino autistico, emarginato dagli amici del padre, che non lo invitano mai alle feste di compleanno.

Una situazione che ha portato il padre a sfogarsi con un messaggio, in cui se la prende con i genitori del suo cerchio di amicizie.

Il messaggio è stato ripreso su Twitter dalla moglie dell’uomo e madre del bambino autistico che si chiama Reilly e ha sei anni.

Il messaggio di mio marito ai suoi amici mi ha spezzato il cuore” ha scritto.

I due genitori gestiscono un blog in cui raccontano com’è la vita con un bambino che soffre di autismo, “Life of Reily“.

Entrambi i post sono diventati virali, condivisi da migliaia di persone, e sono finti anche sulla stampa.

Ma cosa ha scritto questo papà arrabbiato? Ecco il suo messaggio

Bene, su questa cosa rimuginavo da tempo così ho deciso di tirarla fuori, vi può piacere oppure no, rassegnatevi.

Mio figlio Reily ha l’autismo, non la lebbra. Ha sei anni e i miei cosiddetti amici che hanno bambini fanno anche feste di compleanno. Nessuno lo invita, NESSUNO.

Pensate a questo per un momento e andate affan….

Avete la più pallida idea di quanto questo sia doloroso?

Giusto per precisare, in futuro non vi disturbate lui non è un ripensamento, lui il mio pensiero quotidiano“.

Un messaggio duro, che ha colpito molti e suscitato molte reazioni di solidarietà e incoraggiamento.

Che fortuna avere un papà così!”, ha esclamato qualcuno. “Alle volte solo imprecare serve. Che padre fantastico…. triste quello che ha dovuto dire…”.

Qualcuno invece ha sottolineato che i bambini che non invitano Reilly alle loro feste non sono veri amici.

La madre, intervistata dall’Huffingtonpost ha dichiarato:

L’inclusione è un grande problema per le persone autistiche. Reilly può non può parlare ma ascolta e comprende – e crescendo ho paura degli effetti che ciò potrà avere sulla sua salute mentale, così come per molti altri. Ogni messaggio che ho ricevuto ha le stesse parole. Questo è ciò che è accaduto anche a mio figlio/figlia/nipote, mio figlio non è l’unico a non essere invitato“.

Ai genitori come lei questa mamma dice: “si, fa arrabbiare – nessuno vuole pensare al figlio come il bambino che non viene invitato – ma trovate il vostro gruppo. Quelli che davvero capiscono e correte con loro.”

Parlando invece degli amici criticati dal marito dice: “I nostri amici non sono persone orribili, so che comprendono le nostre difficoltà. Sono dispiaciuti che Shane (il marito) si senta così. Occorre costruire alcuni ponti ora che Shane ha parlato di come davvero si sente e penso che dal suo sfogo possa derivare solo positività“.

Conclude dicendo: “Il semplice consiglio che do è: semplicemente chiedete. Non pensate che non vogliamo perché è difficile, le nostre vite sono difficili, spesso con sole 3 ore di sonno… Chiedete se Reilly o qualsiasi altro bambino autistico vorrebbe venire anche se solo per mezz’ora o un’ora, ma chiedete…Potrebbero rifiutare, ma posso garantire che rifiuteranno con un grazie di cuore“.

 

Che ne pensate unimamme? Quanto tempo ci vorrà ancora per avere una reale inclusione?

Per fortuna non tutte le storie di autismo sono così dolorose, ve lo abbiamo raccontato nell’articolo: “Com’è avere un fratello con l’autismo?”: spiega un ragazzo in un video virale.