Maschio o femmina? Dipende dal padre secondo la scienza

Se il bebè nascituro sarà maschio o femmina dipende dal padre. E questo già lo sapevamo, avendo studiato a scuola i fondamenti della biologia che ci dicono che il sesso femminile è determinato dalla coppia di cromosomi XX, mentre quello maschile dai cromosomi XY.

Le cellule sessuali maschili e femminili (gameti) possiedono solo un cromosoma della coppia: l’ovulo della donna avrà sempre il cromosoma X, mentre lo spermatozoo dell’uomo potrà avere un cromosoma X o Y, in modo causale.

Dunque è il padre che all’atto del concepimento dà il cromosoma decisivo per determinare il sesso del nascituro: il cromosoma X, che forma con quello della madre (X) la coppia XX quindi una bambina, oppure il cromosoma Y, formando la coppia XY e dunque un maschietto.

Al di là di queste nozioni di base, tuttavia, la scienza ha indagato in modo approfondito le origini della formazione del sesso dei nascituri, cercando di spiegare il perché certi genitori concepiscono più maschi o più femmine. La spiegazione, nemmeno a dirlo, sta nei geni. Nei geni del padre, ovviamente, visto che è lui il genitore a dare il cromosoma determinante il sesso nel nascituro.

Sesso del nascituro: maschio o femmina dipende dal padre

Uno studio dell’Università di Newcastle, di quasi 10 anni fa (dicembre 2008), ha accertato che i geni dell’uomo hanno un ruolo decisivo nel determinare se  avrà figli maschi o figlie femmine. Lo studio, che si basa su centinaia di anni di alberi genealogici, ha stabilito che gli uomini ereditano dai propri genitori la tendenza ad avere più figli o più figlie. Questo significa che un uomo con molti fratelli avrà più probabilità di avere figli maschi, mentre un uomo con molte sorelle ha più probabilità di avere figlie femmine.

La ricerca ha esaminato 927 alberi genealogici con informazioni su 556.387 persone dal Nord America e dall’Europa risalenti al 1600.

Corry Gellatly, lo scienziato che ha condotto la ricerca, ha spiegato che “lo studio sull’albero genealogico ha dimostrato che la probabilità di avere un bambino o una bambina è ereditaria. Ora sappiamo che gli uomini hanno maggiori probabilità di avere figli maschi se hanno più fratelli, ma hanno più probabilità di avere figlie femmine se hanno più sorelle. Mentre nelle donne, non si può prevedere”.

Come abbiamo detto sopra, infatti, è sempre l’uomo a determinare il sesso del bambino a seconda che lo spermatozoo che feconda l’ovulo porti un cromosoma X o Y.

Secondo lo studio dell’Università di Newcastle, un gene non ancora scoperto controlla se lo sperma di un uomo contenga più cromosomi X o più Y, elemento che determina il sesso dei suoi figli. Su una scala più grande, il numero di uomini con più spermatozoi X paragonato al numero di uomini con più spermatozoi Y incide sul rapporto dei sessi nei bambini nati ogni anno.

Un gene è formato da due parti note come alleli, ognuno ereditato da ciascun genitore. Corry Gellatly dimostra che è probabile che gli uomini portino due diversi tipi di allele, una circostanza che si traduce in tre possibili combinazioni nel gene che controlla la proporzione dei cromosomi X e Y nello sperma:

  • gli uomini con la prima combinazione, noti come mm, producono più spermatozoi con il cromosoma Y e hanno più figli;
  • quelli con la seconda, noti come mf, producono all’incirca lo stesso numero di spermatozoi X e Y e hanno un numero approssimativamente uguale di figli e figlie;
  • gli uomini della terza combinazione, noti come ff, producono più spermatozoi con il cromosoma X e hanno più figlie.

“Il gene che viene trasmesso da entrambi i genitori, che fa sì che alcuni uomini abbiano più figli e altri più figlie, può spiegare perché vediamo il numero di uomini e donne abbastanza bilanciato in una popolazione. Se ci sono troppi maschi nella popolazione, per esempio, le femmine troveranno più facilmente un compagno, quindi gli uomini che hanno più figlie passeranno più dei loro geni, provocando la nascita di più femmine nelle generazioni successive”, ha detto Gellatly.

Lo studio spiega, poi, che in molti Paesi che combatterono nelle guerre mondiali, ci fu un improvviso aumento nel numero dei bambini maschi nati in seguito. L’anno dopo la fine della Prima guerra mondiale, nascevano nel Regno Unito due bambini in più ogni 100 bambine, rispetto all’anno prima che la guerra iniziasse. Una circostanza che può essere spiegata dal gene oggetto della ricerca.

Poiché le probabilità erano a favore degli uomini con più figli maschi che vedevano un figlio tornare dalla guerra, quei figli avevano più probabilità di generare altri maschi a loro volta, perché ereditavano quella tendenza dai loro padri. Al contrario, gli uomini con più figlie potrebbero avere perso i loro unici figli maschi in guerra e quei figli avrebbero avuto più probabilità di generare ragazze. Questo spiegherebbe perché gli uomini che sopravvissero alla guerra avevano più probabilità di avere figli maschi, questo portò al successivo boom delle nascite di bambini maschi.

Nella maggior parte dei Paesi, da quanto sono stati tenuti i registri e documenti anagrafici, sono nati più bambini che bambine. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ad esempio, ci sono al momento circa 105 maschi nati ogni 100 femmine.

Inoltre è ampiamente documentato che più maschi muoiono durante l’infanzia e prima che abbiano raggiunto l’età per avere figli. Così nello stesso modo in cui il gene può far nascere più bambini dopo le guerre, può anche causare la nascita di più maschi ogni anno.

Il diagramma qui sotto illustra in modo semplificato come lavora il gene nella determinazione del sesso del nascituro. Sono riportati gli esempi in cui gli uomini hanno solo figli, solo figlie e un numero uguale di entrambi. Lo schema è molto più semplice di quello che accadde nella realtà, ma è utile per farsi un’idea e comprendere il meccanismo di funzionamento del gene. Inoltre, sebbene il gene non influenzi in alcun modo le donne, loro stesse possono essere portatrici del gene e trasmetterlo ai figli.

(Credit: Newcastle University)

Nel primo albero genealogico (A), il nonno ha la combinazione “mm”, così tutti i suoi figli sono maschi. Trasmette solo l’allele m e i suoi figli hanno più probabilità di avere loro stessi una combinazione mm di alleli. Come conseguenza, questi figli possono avere anche loro solo figli maschi (come mostra l’esempio). I nipoti hanno una combinazione mf di alleli, perché ereditano l’allele m dal padre e un allele f dalla madre. Di conseguenza hanno lo stesso numero di figli e figlie (i pronipoti).

Nel secondo albero genealogico (B), il nonno è “ff”, così tutti i suoi figli sono femmine, queste hanno una combinazione “ff” di alleli, perché sia il padre che la madre erano entrambi ff. Una delle figlie femmine ha avuto figli con un uomo che ha la combinazione “mm” di alleli. Quell’uomo determina il sesso dei
figli, così i nipoti sono tutti maschi. I nipoti hanno la combinazione mf di alleli perché hanno ereditato una m dal loro padre e una f dalla loro madre. Di conseguenza hanno un numero uguale di figli maschi e figlie femmine (i proniponti).

Questo studio è stato riportato da ScienceDaily.

Che ne pensate unimmamme?

Vi ricordiamo il nostro articolo: Il sesso dei neonati influenza la loro salute: la scienza lo dimostra.

Maschio o femmina? Il curioso metodo per scoprire il sesso dei nascituri.

Firma: valeria bellagamba

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