neonato circonciso morto
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A Genova un neonato è stato circonciso in casa ed è morto.

A Genova, in un’abitazione di Quezzi, un neonato ha perso la vita a causa di una circoncisione clandestina.

Anche se solo l’autopsia potrà chiarire esattamente le cause che hanno portato alla morte il piccino, per ora sono state arrestate la madre e la nonna del bimbo, che erano in casa con lui.

Circoncisione clandestina: morto neonato

Le donne, di origine nigeriana, hanno 25 e 50 anni. Un nigeriano trentaquattrenne è stato poi fermato al confine con Ventimiglia mentre tentava la fuga oltre il confine.

Si sospetta che quest’uomo sia l’autore materiale della circoncisione.  A quanto pare l’uomo era conosciuto all’interno della comunità come persona in grado di praticare la circoncisione.

Il padre del neonato si trovava invece all’estero per motivi di lavoro ed è tornato in tutta fretta in Italia all’annuncio della tragedia.

Stando alle prime ipotesi la procedura sarebbe stata effettuata sul piccino martedì scorso, intorno alle 4 di notte la mamma del bimbo, accortasi che l’operazione non era andata come previsto, ha prima tentato di tamponare l’emorragia e, infine, chiesto soccorso al 118.

Quando gli operatori sanitari sono arrivati sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del bimbo.

Mamma e nonna sono state condotte in questura, dove sono state interrogate a lungo.

Durante l’interrogatorio la polizia ha utilizzato un mediatore culturale. Successivamente le donne sono state arrestate con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

Solo poco tempo fa era emerso un altro caso di bimbo morto a causa di una circoncisione casalinga.

Mustafa Qaddurah, pediatra e dirigente del Centro Islamico di Roma, commenta queste vicende: “il fenomeno delle circoncisioni clandestine riguarda migliaia di bambini ogni anno, e può essere risolto solo con un provvedimento nazionale che inserisca la pratica nei Lea, o comunque la garantisca a prezzi accessibili”.

Attualmente, la circoncisione per motivi religiosi, può essere effettuata solo privatamente e al costo di migliaia di Euro.

“Questo porta migliaia di famiglie, che non hanno i mezzi per pagare o per tornare a farla nei paesi d’origine, a rivolgersi a ciarlatani che chiedono poche decine di euro. Noi come Centro Islamico di Roma ma anche diverse altre realtà chiediamo da tempo che ci sia un intervento del ministero della Salute, come l’inserimento nei Lea, che è l’unico modo per risolvere il problema”.

Qaddurah aggiunge: “ai bambini che muoiono si aggiungono quelli, e sono centinaia ogni anno, che arrivano al pronto soccorso con malformazioni o infezioni causate dalla pratica che spesso portano a danni permanenti”.

Si stima che le circoncisioni rituali effettuate in Italia siano 5 mila di cui il 35% praticate in modo clandestino a cui si aggiungono altre 6 mila eseguite nei Paesi di origine da chi però abita in Italia.

Unimamme, questo fenomeno, raccontato su Avvenire, merita una riflessione, cosa ne pensate?