San Daniele
Bambino che dorme e nome Daniele

Il 10 ottobre si festeggia San Daniele.

Daniele è un nome comune ma le sue origini sono antiche: dall’ebraico Daniy’el, composto da “dan”, “ha giudicato” e da “el”, forma abbreviata dell’espressione Elohim, “Dio”, Daniele significa letteralmente “il Dio ha così giudicato”.

Ingegno, creatività e fascino sono le caratteristiche dominanti di chi porta il nome Daniele, un appellativo più che diffuso in Italia, ma il cui charme non cessa di stupire.

Simboli associati al nome:

  • Numero fortunato: 9
    Colore: Giallo
    Pietra: Topazio
    Metallo: Rame

Solitamente è il profeta Daniele, vissuto nel VI-VII secolo a.C., a fungere da santo protettore per chi porta questo nome, collocando così l’onomastico il 21 luglio, oggi però vogliamo parlarvi di un altro santo, dallo stesso nome e dalla vita altrettanto stupefacente.

Il Santo del giorno: San Daniele Comboni

Il 10 ottobre si festeggia infatti San Daniele Comboni – Vescovo, missionario vissuto nell’800 e fondatore gli istituti dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e delle Pie Madri della Nigrizia.

La sua vicina canonizzazione, avvenuta nel 2003, lo rende forse meno noto  ma nulla toglie allo spirito di un uomo che fu un vero faro per la sua generazione.

Figlio di umili braccianti si trasferisce ad appena 12 anni a Verona in un istituto per ragazzi con poche possibilità finanziarie, fondato dal sacerdote Nicola Mazza: quest’ultimo lo avvia ad un cammino di fede da percorrere in una terra difficile come l’Africa. Questa terrà segna la sua intera esistenza, rendendolo fautore non solo di viaggi in loco ma anche di varie opere di raccolta fondi e progetti partiti dall’Europa, ma sempre rivolti al continente nero. Dopo un primo viaggio fallimentare, ritorna in Italia dove studia un piano per tornare in Africa: si convince della necessità di coinvolgere le popolazioni locali.

Oppositore della tratta degli schiavi, si occupa di educazione degli africani e non. Fonda infatti diversi istituti oggi chiamati comboniani.

Una vita per gli altri dunque che non può che rendere generoso e forte anche colui che di quest’uomo porta semplicemente il nome.

Allora unimamme, vi siete convinte?